Il ministro Boccia: passaporto sanitario contro la Costituzione. Ma la Sardegna insiste: senza certificato anti Covid non si sbarca

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Le Regioni non possono limitare la libera circolazione delle persone, dei mezzi e delle cose sul territorio nazionale, che è garantita dalla Costituzione. E non possono richiedere ai turisti l’esibizione di un passaporto sanitario che attesti la salute del singolo cittadino, per la semplice motivazione «che in Italia il passaporto sanitario non esiste, altrimenti lo avremmo già tutti in tasca assieme alla carta di indentità».
È ferma la posizione che il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ha espresso ieri a palazzo San Macuto, durante l’audizione davanti alla Commissione parlamentare sul federalismo fiscale e l’autonomia differenziata regionale, dedicata anche alla gestione dell’emergenza per la pandemia da coronavirus.
Ma il duello con la Sardegna non si placa affatto. «Chi arriva senza certificato, dal mio punto di vista, non può imbarcarsi in partenza: quindi non arriva in Sardegna», dice a Rai Radio1, ospite di “Un Giorno da Pecora”, il governatore Christian Solinas. «Il passaporto sanitario per il ministro Boccia è anticostituzionale? - ha aggiunto -. Da un ministro mi sarei aspettato qualche soluzione visto che manca poco al 3 giugno. La Sardegna vuole accogliere a braccia aperte i flussi turistici, ma quest’anno vuole offrire un plus in più: la sicurezza sanitaria.».
Mette un carico da novanta anche il filosofo Massimo Cacciari, sempre tra gli ospiti di “Un giorno da pecora”: «I presidenti delle Regioni vogliono fare gli statisti ma non hanno alcun potere di dire chi può andare o meno nella sua Regione, vogliamo scherzare?. Queste non sono richieste, sono comiche, cerchiamo di non ridere troppo in un momento come questo. Già lo abbiamo fatto con gli affetti stabili, gli assistenti civici e altro...».
Dal canto suo, il ministro Boccia introduce un altro argomento quando aggiunge che «le Regioni riapriranno tutte insieme. Si può discutere dell’eventuale quarantena per chi si sposta da zone ancora con numerosi casi, come quelle del Nord: ma anche in questo caso serve una accordo tra le parti». 
Contrapposto al fronte delle chiusure, si schiera invece il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: oggi dovrebbe entrare in vigore infatti un’ordinanza che dispone l’apertura totale, quindi 24 ore su 24, di tutti i locali pubblici in città. «Così eviteremo gli assembramenti incontrollati fino a notte fonda». Insomma, l’opposto del divieto (con chiusura alle 19) della vendita di alcolici e bevande per i locali di Milano disposto dal sindaco Beppe Sala.
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