Monica Reginato scivola per 300 metri e muore a Cortina sotto gli occhi degli amici. «Aveva lo scialpinismo nel sangue»

Sabato 20 aprile la vittima era in escursione con altri tre amici

Monica Reginato scivola per 300 metri e muore sul Sorapiss: era un'alpinista esperta

Si era attrezzata di tutto punto: sci ai piedi, ramponi per i tratti più delicati. Ma proprio nell’atto di mettere i ramponi per la discesa del canalone, qualcosa è andato storto e non ha avuto scampo: il volo di trecento metri le è stato fatale. La scialpinista morta nel Canalone Comici al Sorapiss, Cortina d'Ampezzo, Belluno, è Monica Reginato, 55enne di Castelfranco. Sabato 20 aprile la vittima era in escursione con altri tre amici. Verso le 15.30 la centrale del 118 è stata allertata dai compagni. I quattro stavano risalendo la parte alta del canale con gli sci sulle spalle, quando la donna è scivolata.

Scivola in un canalone in montagna, morta una donna: il dramma a Cortina sotto gli occhi degli amici

I soccorsi

Giunto sul posto, il personale di elisoccorso e medico, sbarcato con l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, ha constatato il decesso della sciatrice. Reginato è morta sul colpo. Sotto choc gli amici che erano con lei. 

Chi era Monica Reginato

La 55enne era una grande appassionata di montagna, come testimoniano le foto delle sue escursioni pubblicate sui social e lavorava nel negozio di famiglia. Faceva parte della scuola di alpinismo del Cai “Le Torri” da 20 anni dove teneva lezioni agli allievi e ai giovani iscritti con il suo solito, inarrestabile entusiasmo. Proprio per il ruolo di responsabilità che ricopriva faceva aggiornamenti periodici sulle pratiche di autosoccorso sia in caso di valanga che su roccia. 

Coordinatrice di Avventure nel Mondo, ha viaggiato tantissimo: famose le sue escursioni in trekking sulle Ande, decine di chilometri macinati col desiderio di scoprire, esplorare e, in sostanza, vivere. Lo scialpinismo nel sangue, Monica negli ultimi tempi aveva dedicato molto tempo a questo genere di attività. Il 24 era stata a un passo dalla vetta del Coglians, in Carnia. Il 25 sul monte Guslon, la vedetta dell’Alpago. «Domenica in Carnia. Per poco, pochissimo, non raggiungiamo la vetta del Coglians – aveva scritton sui suoi social – Una perturbazione ci ha obbligati a desistere. Poco male. La neve nella parte alta era pessima. Tornerò a sciare su questi pendii a neve trasformata. Meritano assai. Tempo carnico top». Poi, nuova escursione, in solitaria lunedì scorso. L'ultima uscita sabato le è stata fatale.

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