Gabriel morto a due anni soffocato dalla mamma. I vicini: «I servizi sociali dovevano toglierle il figlio»

«Il figlio in più di qualche occasione scappava nudo da casa e la madre non riusciva a stargli dietro tanto era malata». E' il ricordo di alcuni residenti ancora inorriditi per l' orrore che ha sconvolto il piccolo centro del frusinate. «I servizi sociali ed il comune dove stavano?». Si interroga la gente che ancora atterrita per il barbaro omicidio. Una tragedia annunciata quella di Piedimonte San Germano in provincia di Frosinone. Donatella Di Bona, la madre assassina era molto conosciuta nella zona, come pure la malattia psichiatrica di cui soffriva era nota a tutti. Al piccolo bar vicino la località Volla non si parla d’altro. La serenità del piccolo centro al confine tra il Lazio e la Campania è stata turbata per sempre. Nulla farà mai dimenticare l’orrore dell’omicidio del piccolo Gabriel Feroleto. «Donatella non stava bene. Quel bambino avrebbero dovuto prenderlo in affidamento i servizi sociali del comune – commenta un anziano seduto su una panchina. La madre camminava spesso sul ciglio della strada anche da sola. Aveva lo sguardo perso nel vuoto e la si vedeva chiaramente che era sempre stordita dagli psicofarmaci – conclude il residente».

Bimbo di due anni morto: arrestata la madre Donatella Di Bona. «Strangolato in strada perché piangeva»

Sembra che negli ultimi tempi la ventinovenne fosse ricaduta in un profondo stato depressivo che doveva però essere un campanello d’ allarme che è stato sottovalutato da tutti. «Era stata ricoverata già una decina di volte in ospedale al reparto psichiatrico – racconta Tiberio R. Conosco bene la sua famiglia, poveri ma brava gente erano stati molto sfortunati e vivevano la malattia di Donatella come un dramma». ( Nella foto in basso la scena del crimine).

Nascondeva droga e armi al Verano

IL FATTO. Povertà, disturbi psichiatrici e degrado. Questi sono tre elementi in cui, va ricercato il movente del figlicidio che ha scosso drammaticamente la piccola comunità di Piedimonte San Germano, un comune di seimila e cinquecento anime in provincia di Frosinone vicino Cassino. «Correte un’auto pirata ha investito mio figlio, che giace a terra e non respira più». Queste le parole della telefonata con cui Donatella Di Bono ha dato chiesto aiuto ai carabinieri dopo che aveva assassinato il figlio Gabriel Feroleto di due anni e mezzo. Ha provato fino notte fonda a raccontare la sua verità ai detective, per nascondere le modalità atroci con cui lo ha ucciso, soffocandolo con una mano sulla bocca e stringendogli un braccio intorno al collo fino a privarlo del respiro. L’esame medico legale sul corpicino del piccolo Gabriel hanno confermato l’ipotesi investigativa. Sulla scena del crimine e sul cadavere, secondo il referto del coroner, non c’erano lesioni compatibili con traumi da investimento, ma solo segni di strangolamento.

Una madre di 23 anni che urla disperata, con in braccio la figlia

La ventinovenne è stata arrestata ieri mattina all’alba dopo che è crollata ed ha confessato al termine un lunghissimo interrogatorio, durato fino a notte fonda dove ha ceduto sotto il fuoco di domande incrociate dei detective. «Piangeva troppo ed ho tentato di farlo smettere». Si è giustificata così davanti al magistrato che ha convalidato in fermo e ha disposto la custodia nel carcere femminile di Rebibbia a Roma. Donatella soffriva da anni di una grave forma di depressione. Dopo la nascita di Gabriel, venuto alla luce dall’ unione con un ragazzo di Frosinone che l’aveva abbandonata dopo aver riconosciuto il figlio, per la ragazza era iniziato l’inferno. Senza lavoro, viveva con la madre ed il fratello Francesco. In quattro vivevano con la magra pensione della madre. Negli ultimi mesi era stata ricoverata dieci volte in ospedale per problemi psichiatrici ma i servizi sociali non erano mai intervenuti. Il dramma si è consumato a Volla, una frazione del paesino dove tutti si conoscono tra loro.

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Una realtà rurale piena di aziende agricole, molte delle quali in stato d’ abbandono senza più nemmeno gli animali al pascolo e dove gli abitanti sono per lo più impiegati nell’ industria automobilistica e metalmeccanica, anche se la crisi economica degli ultimi anni ha eroso molti di lavoro creando disoccupazione e disagi familiari, come quello che ha sconvolto la tranquilla località della Valle del Liri.

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