Opzione donna, stretta sui requisiti. Pos oltre i 60 euro, il governo frena

Opzione donna, stretta sui requisiti. Pos oltre i 60 euro, il governo frena

Cambia e ricambia la manovra di bilancio è lievitata a 156 articoli e con gli ultimi ritocchi è arrivata alle Camere. Alcune delle novità riguardano le bollette, l’uso obbligatorio del Pos e l’uscita dal lavoro per le donne. In attesa del giudizio della Commissione europea l’esame del testo partirà da Montecitorio e dovrà per forza essere rapido poiché c’è solo un mese per approvarla. Rimane ancora molta incertezza sulle coperture economiche ma la premier Meloni tira dritto: «Siamo pronti a fare quello che è giusto per la nazione e non per noi. Mi assumo le responsabilità delle scelte anche se dovesse costare in termini elettorali».

POS. Per gli importi minori di 60 euro (e non più 30) artigiani e esercenti potranno rifiutare le carte senza temere alcuna conseguenza sanzionatoria. La norma, che ha suscitato molte critiche, potrebbe cambiare. Palazzo Chigi ha infatti fatto sapere che su di essa sono in corso interlocuzioni con la Commissione europea.

PENSIONE. La proroga di Opzione donna è accompagnata da criteri stringenti che renderanno molto difficile l’uscita anticipata dal lavoro. Il beneficio verrà riconosciuto infatti solo alle lavoratrici che assistono coniuge o parente con handicap; o lavoratrici con invalidità civile superiore o uguale al 74% o licenziate o dipendenti di imprese con aperto un tavolo di crisi. Poi bisognerà avere 35 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 2022 e 60 anni di età o 59 se si ha un figlio o 58 se se ne hanno due o più. Rimane poi il taglio del 30% dell’assegno pensionistico. I calcoli stimano una uscita dal lavoro nel 2023 per una platea potenziale di 2.900 lavoratrici.

GIUSTIZIA. È prevista una razionalizzazione delle spese per le intercettazioni (-1,5 milioni dal 2023), sono previsti risparmi a carico del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e anche una stretta sull’Agenzia delle Entrate.

STATALI. Stanziato un miliardo da destinare, in attesa del rinnovo del contratto, ad una una tantum per i dipendenti statali nel 2023.

TASSA SU EXTRAPROFITTI. Per il 2023 previsto un prelievo temporaneo per i soggetti che in Italia producono, importano o vendono energia elettrica, gas e prodotti petroliferi. Il contributo è del 50% sul reddito 2022 che eccede per almeno il 10% la media dei redditi 2018-21.

BOLLETTE LUCE. Saranno un po’ più leggere perché le spese per lo smantellamento del nucleare escono dalla bolletta elettrica. Un primo passo per togliere i tanti oneri di sistema che pesano sistematicamente sulla bolletta ma che niente hanno a che fare con i consumi della luce di famiglie e imprese.

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