«Ridatemelo, ridatemelo!». Le grida disperate della madre sul corpo del piccolo Martin ucciso dallo scuolabus

«Ridatemelo, ridatemelo!». A mezzogiorno e trentacinque di un normale giovedì, le urla di una donna di 37 anni squarciano la tranquillità di via Pasinato a San Martino di Lupari nel padovano. È Luong Thi Oanh, la mamma del piccolo Martin. Ha appena visto il corpo del suo figlioletto sotto la ruota anteriore dallo scuolabus, ma non si rassegna al pensiero che il suo cuore abbia smesso di battere.
 

Bambino di quattro anni morto investito dallo scuolabus

«Restituitemelo, è ancora caldo» urla ai medici del 118, che però hanno capito subito che non ci sarà nulla da fare. Lei, in ogni caso, insiste: «Fatemelo abbracciare»: si attacca a quel corpicino e non vorrebbe staccarsi più. Piange disperata e più lacrime scendono, più lei stringe forte a sé il suo bambino. Alla fine, quando il piccolo viene caricato in ambulanza, capisce che non c'è più alcuna speranza e stramazza a terra. L'angoscia e la disperazione le hanno provocato un malore piuttosto serio, visto che dovrà passare l'intero pomeriggio e poi anche la notte all'ospedale di Cittadella.

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