La scienza risolve un caso vecchio 12 anni: il cervello della moglie incastra il killer

Ian Stewart sta già scontando l'ergastolo per l'omicidio della fidanzata conosciuta da vedovo. Ma adesso dovrà rispondere anche dell'omicidio di Diane

La scienza risolve un caso vecchio 12 anni: il cervello della moglie incastra il killer

Ian Stewart potrebbe essere incastrato dal cervello di sua moglie, la vittima. L'uomo che già sta scontando l'ergastolo per l'omicidio della successiva fidanzata, adesso potrebbe essere condannato pe run altro delitto. Diane Stewart, a distanza di 12 anni, potrebbe avere giustizia

 

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Potrebbe sembrare la trama di un film o di una serie tv poliziesca e, invece, siamo di fronte a un serial killer che in pochi anni ha ucciso due donne, probabilmente per soldi. Ad avere l'ultima parola è stato il cervello della vittima. La verità sugli ultimi istanti di vita è rimasta nascosta nei tessuti del cervello che lei aveva deciso di donare alla scienza. E, adesso, gli scienziati hanno dimostrato che Diane è stata soffocata. L'uomo aveva dichiarato che sua moglie era morta a causa di una crisi epilettica e i medici, seppur sia una circostanza molto rara, ci erano cascati a causa delle crisi avute in passato dalla donna.

 

Il soffocamento è avvenuto a causa di una forza esterna e, dunque, non si è tolta la vita da sola. Ma come si è giunti a tutto ciò? Nel 2012 Ian conosce la scrittrice di libri per ragazzi Helen Bailey, su un sito web di incontri per vedovi. Il patrimonio della donna era attorno ai 4 milioni di sterline, mentre l'uomo non lavorava da 16 anni. Nel 2016 vivono già insieme e progettano di sposarsi. Ma la donna inizia a soffrire di strani disturbi: lamenta stanchezza e spossatezza costanti e inizia a cercare una risposta sul web. Da quel momento gli amici di Helen non hanno più sue notizie.

 

Ian dichiarò che la donna se ne era andata senza dare spiegazioni. Ma gli investigatori iniziarono a nutrire dubbi nei confronti dell'uomo che in poco tempo iniziò a tradirsi. Il cellulare di Helen, infatti, era in suo possesso e in poco tempo ha tentato più volte di usare i soldi della fidanzata. Quando gli investigatori perquisiscono la casa trovano i corpi di helen e del suo inseparabile cane nel pozzo. «Helen non andava da nessuna parte senza il suo cane», spiega il procuratore Stuart Trimmer. Per rendere credibile la teoria della fuga volontaria, Stewart ha dovuto eliminare anche lui. Nel 2017, l'uomo, nonostante si dichiari innocente, viene condannato all'ergastolo e la polizia decide di riaprire il caso della morte della moglie, avvenuta il 25 giugno 2010. 

 

Secondo il procuratore Trimmer, che ha portato Stewart nuovamente davanti al giudice, l'uomo ha ingannato il personale medico citando un problema di salute che la donna aveva avuto in passato. «Quel giorno sono uscito di casa e quando sono rientrato ho trovato Diane coricata sul patio: aveva perso i sensi. Sono entrato per prendere il telefono e ho chiamato i soccorsi», aveva dichiarato l'uomo.

 

Per il procuratore, invece, Stewart non avrebbe mai lasciato l'abitazione. Anche gli amici della vittima hanno descritto «inusuale» il comportamento dell'uomo durante il funerale, aggiungendo di aver avuto da lui diverse versioni sulla dinamica dei fatti. Poco dopo, l'uomo aveva una nuova auto e una nuova relazione.

 

Il corpo della donna fu cremato, ma in tempi non sospetti, Diane Stewart, aveva deciso di donare il suo cervello alla scienza e questo ha permesso agli scienziati e al procuratore Trimmer di incastrare l'uomo. Stewart continua a negare, ma il cervello di Diane, nonostante siano passati 12 anni, le darà giustizia.

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