La bimba di 9 anni rifiuta l'inno: «Razzista, non rispetta gli indigeni». Bufera in Australia

Disobbedienza civile ad appena 9 anni. Il caso di Harper Nielsen, un’alunna australiana, sta facendo discutere la nazione, per via del suo rifiuto di cantare e di fermarsi per l’inno nazionale, per motivi legati a quello che lei stessa ha definito 'razzismo istituzionale': secondo ha bambina infatti, la canzone ignorerebbe gli indigeni australiani.

Lei gli dà il numero sbagliato, lui invia email a 246 ragazze con lo stesso nome. E ritrova la sua Nicole

La cultura aborigena dell’isola risale a decine di migliaia di anni prima della colonizzazione inglese della fine del 1700. «Quando è stato scritto, Advance Australia Fair (il nome dell’inno, ndr) aveva il significato di far avanzare i bianchi - ha detto, intervistata dall’emittente nazionale ABC - quando dice ‘siamo giovani’, ignora gli australiani indigeni che erano qui prima di noi».
 


La protesta della piccola Harper ha fatto infuriare i conservatori australiani: l’ex allenatore della nazionale di rugby, Alan Jones, se l’è presa con i suoi genitori, suggerendo loro di farle cambiare scuola se non vogliono rispettare le sue regole. È solo una mocciosa - ha rincarato la dose la politica Pauline Hanson - è una bambina che è stata sottoposta al lavaggio del cervello, io le darei un calcio nel sedere.

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