Bambino nel pozzo, arrivano i soccorritori svedesi che salvarono 33 minatori cileni

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Nuovo aiuto per i soccorritori di Julen, il bimbo di due anni caduto e bloccato da quattro giorni in un pozzo di 23 centimetri di diametro e profondo 110 metri nei pressi di Totalán (Malaga), in Spagna. Sul posto è giunta anche una compagnia svedese che riuscì a localizzare 33 minatori cileni bloccati 69 giorni sotto terra dopo una frana. Col passare delle ore si affievolisce però la speranza che il piccolo sia ancora vivo: come se non bastasse, la prima modalità di salvataggio contemplata dai vigili del fuoco è stata già scartata.

«Fare una stima di quanto tempo ci vorrà prima di raggiungere Julen, in questo momento, mi sembra temerario». È molto realista Juan Lopez Escobar, l'ingegnere capo della squadra di soccorso che è chiamata a salvare il bimbo di due anni caduto e bloccato da quattro giorni all'interno di un pozzo di 23 centimetri di diametro e 110 metri di profondità, nei pressi di Totalán (Malaga), in Spagna. Col passare delle ore, la speranza che il piccolo sia ancora vivo rischia di affievolirsi e, come se non bastasse, la prima modalità di salvataggio contemplata dai vigili del fuoco è stata già scartata.

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Come vi aveva anticipato ieri Leggo, infatti, il primo tentativo dei soccorritori di raggiungere il bimbo consisteva nello scavare un tunnel orizzontale, perpendicolare al pozzo. Come riporta 20minutos.es, questa opzione è risultata essere impercorribile a causa dell'elevata instabilità del terreno. Per questo motivo, si sta pensando ad un'alternativa, quella di tentare di salvare il piccolo attraverso un nuovo tunnel verticale.
 

I genitori di Julen, da domenica scorsa, non si sono mossi dal pozzo. Per loro è un nuovo dramma, dopo aver perso, nel 2007, il loro primogenito, di tre anni. La mamma e il papà, però, non sono soli: intere comunità, giunte anche dai paesi vicini, hanno infatti portato il loro sostegno, con striscioni e slogan. Secondo gli speleologi, c'è la possibilità che Julen sia ancora vivo: «La conformazione delle rocce sotterranee fa sì che l'aria circoli anche in profondità, quindi il bimbo potrebbe respirare senza problemi».

Al momento, spiegano gli ingegneri, si sta scavando un tunnel verticale parallelo al pozzo, di un metro e venti centimetri di larghezza, fino ad una profondità di 50 metri. Da quel punto in poi, i soccorritori continueranno a scavare manualmente, aprendosi via via la strada per raggiungere Julen, che secondo alcuni calcoli si troverebbe a circa 80 metri di profondità.

Come se non bastasse, in questa disperata corsa contro il tempo, brutte notizie arrivano dalle previsioni dei meteorologi: da sabato, infatti, nella zona sono attese forti piogge, che potrebbero rendere ancora più complicate le operazioni dei soccorritori.

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