SEI NAZIONI: BRUNEL, DOPPIA SVOLTA.
"ITALIA, CINISMO E METE"
ROMA - Serve di più. Sabato, davanti ai settantamila dell’Olimpico all’Italia di Jaques Brunel servirà di più di quanto visto con la Francia. Sei giorni per studiare, per rivedere, per migliorare: con un pubblico così, con uno stadio vestito a festa per il Sei nazioni di rugby servirà la migliore Italia di sempre, meno distratta e più concreta di quella vista a Parigi.
Al lavoro, quindi. Brunel allo Stade de France ha promosso con riserva gli azzurri: più personalità, più spazio conquistato, più pericolosità. Ma mancano le mete, quelle che servono per trasformare l’Italia da bella e fragile a vincente.
«In attacco non siamo stati incisivi ma l’Italia c’è - ripete il ct francese -; la squadra ha fatto meglio di quanto mi attendessi. Presto raccoglieremo i frutti. Voglio più cinismo, il resto arriverà».
Sabato la prima verifica: con l’Inghilterra il rugby italiano vive l’evento sportivo dell’anno, non solo la prima sfida casalinga del Sei nazioni. I dati non lasciano dubbi: il sold out dell’Olimpico ormai è cosa fatta e in Europa solo Francia e Inghilterra possono superare quota settantamila spettatori per un match di Sei nazioni. Italia-Inghilterra entra nella storia, perché ormai sembra evidente che l’Olimpico, con questa eccezionale risposta di pubblico, potrà restare per molte stagioni ancora la casa ideale del rugby azzurro.
Il feeling è diventato fenomeno di massa e la Federugby ha chiarito da tempo che il passaggio tra un Olimpico dedicato al rugby a quello usuale che ospita Roma e Lazio sarà indolore: 12 ore di lavoro, non di più, con 350 addetti ai lavori impegnati e la garanzia che il manto erboso terrà alla grande, nonostante mischie e tuche della palla ovale. Le verifiche non sono attese domenica prossima, perché la Lazio ha anticipato a giovedì la sfida casalinga col Cesena e la Roma gioca lunedì a Siena. Bisognerà attendere il 18 marzo, giorno dopo Italia-Scozia, quando all’Olimpico si disputerà Roma-Genoa.
Intanto, sabato il rugby italiano torna a mostrarsi al mondo, con le sue regole e il suo infinito fair play: i cancelli dell’Olimpico, nell’area pre-filtraggio, resteranno aperti senza alcun timore di divisioni o tafferugli tra le due tifoserie. Di più, al’interno dello stadio ci sarà libera circolazione tra un settore e l’altro, cosa inimmaginabile per il calcio. Di fatto, un tifoso in curva può spostarsi fino all’altra parte dell’impianto, per salutare un amico, senza problemi e ostacoli, salvo tornare al suo posto per l’inizio della partita.
Anche il momento del terzo tempo sarà una festa senza precedenti, curato nei minimi particolari: un maxi-spazio dedicato al villaggio ospitalità sarà sistemato allo Stadio dei Marmi. Aprirà già la mattina: festa prima, durante e dopo il match, ma soprattutto in serata, fino alle 22, quando il terzo tempo del rugby diventerà protagonista assoluto. Italia-Inghilterra continuerà nella notte romana, tifosi con tifosi, fino all’ultima birra.

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