I funerali di Marco Simoncelli

SIMONCELLI, 'SIAMO SOLO NOI'
GLI DÀ L'ADDIO -FOTO/VIDEO

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Venerdì 28 Ottobre 2011 - 07:46
di Marco Conterio

ROMA - «Uno di noi». E’ il saluto di tutti. Quello sentito, condiviso, unanime. Coriano, il grande circo della Moto Gp, l’Italia. Tutti si stringono attorno alla faccia buona e pulita del nostro paese e lo salutano così. Uno di noi. Il funerale di Marco Simoncelli è stato un colpo all’anima vissuto in un commosso ma straziante silenzio. «Era una persona perfetta e le persone perfette non possono vivere con noi comuni mortali». Kate, la fidanzata del Sic, lo saluta così, con una forza da donna e gli occhi da ragazza persa.
La chiesetta di Santa Maria Assunta di Coriano accoglie solo amici, colleghi, familiari. Fuori quindicimila persone, a Misano altre migliaia ai maxischermi, davanti alla televisione ancor di più, compreso il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Ricordo quando è venuto al Quirinale». Valentino Rossi, all’interno della chiesa e al fianco della famiglia, accompagna poi la bara facendo rombare la moto numero 58. Il vescovo di Rimini, Francesco Lambasi, lo saluta: «Prima della gara ci hai detto che volevi vincere per salire sul gradino più alto del podio, dove tutti potessero vederti. Ora ci addolora non vederti, ma ci dà pace sapere che ora ci guardi dal podio più alto che ci sia. Addio, Marco». Le note di Vasco Rossi, di Siamo Solo Noi, accompagnano l’uscita del feretro. Jorge Lorenzo saluta il Sic con un «perdonami se abbiamo discusso» e poi stringe forte il padre Paolo. Capirossi sà di aver perso un amico, più che un collega. Lo si legge negli occhi di Melandri, Dovizioso, Aoyama, De Puniet, Pasini, a tutti gli altri piloti. Il dottor Costa, medico della Moto Gp lo ricorda così: «Tornerà a casa con tutti voi, nel vostro cuore». In quello di tutti, perché Marco Simoncelli sarà per sempre uno di noi.

DOLORE A CORIANO. Siamo solo noi, è vero, quelli che muoiono presto. Ma no, è maledettamente falso che poi è lo stesso. O almeno lo è per le migliaia di persone che hanno partecipato, a Coriano, al funerale di Marco Simoncelli, per i milioni che si sono commossi davanti al tv. La musica di Vasco ha salutato per l'ultima volta Supersic, nell'ultimo commovente abbraccio alla famiglia speciale di un ragazzo speciale. Babbo Paolo a dire a tutti, 'Forza, forzà, come se volesse essere lui, che non ha perso solo un figlio, ma anche un compagno di giochi e di sogni, a dover consolare, uno per uno, quella marea di persone che dal vivo o a distanza ha fatto sentire alla famiglia l'affetto di tutta l'Italia. Il funerale di Simoncelli sembrava pensato da lui, tanti colori, tanta musica, il '58' declinato in tutti modi (sui muri, sulle vetrine, nei palloncini, sulle magliette) le moto che entrano in Chiesa, tanti tanti amici. Si piange, come ovvio. Ma non bisogna dimenticarsi di sorridere. «Qui si celebra - ha sintetizzato il dottor Claudio Costa, il medico dei piloti, una figura quasi paterna per il circus - la vittoria più grande di Marco Simoncelli, perchè ha trionfato sulla morte: Marco oggi diventa uno di voi. Questo è l'ultimo scherzo che vi ha fatto. Voi credete che sia qui dentro, ma Marco sta sorridendo e stasera tornerà a casa con la sua famiglia e soprattutto con tutti voi». Il mondo del motociclismo italiano e non solo c'era tutto. C'era Andrea Dovizioso, che non ha smesso di piangere nemmeno per un secondo, c'era il veterano, impietrito, Loris Capirossi, l'amico-rivale Jorge Lorenzo e tanti altri. E c'era soprattutto il pilota con il quale Simoncelli aveva un legame speciale, quello che lo ha visto morire a pochi centimetri. Valentino Rossi ha resistito alla commozione. Mentre gli amici di Coriano portavano a mano il feretro, lui ha preso la moto del suo 'fratellinò e senza uscire dalla Chiesa ha girato la manopola del gas e le ha fatto cantare il suo ultimo pianto, la sua ultima preghiera. Si è fatta forza Kate, la fidanzata, che ha seguito il funerale insieme alla famiglia. E mentre mezza Italia piangeva con lei, mentre 58 milioni di abbracci si stringevano attorno a Paolo, alla mamma Rossella e alla sorellina Martina, ha preso la parola e ha lasciato il suo ricordo: «Lui aveva solo pregi, era una persona perfetta. E le persone troppo perfette non possono vivere con noi comuni mortali». È stato vastissimo il cordoglio che si è stretto attorno alla famiglia Simoncelli. Dopo il bagno di folla della camera ardente (ventimila, ieri) c'erano migliaia di persone a salutare superSic. Difficile, se non impossibile, quantificarle in un tranquillo paese di collina, dove di solito la pace è rotta solo dal rombo degli scooter truccati e che non è certo abituato ai riflettori. A rappresentare le istituzioni il ministro della gioventù Giorgia Meloni e il sottosegretario allo sport Rocco Crimi. La faccia dell'eroe tragico, il vecchio Sic, non ce l'aveva proprio: troppo guascone, troppo irriverente, troppo vivo per essere accomunato all'idea della morte. Al vescovo di Rimini Francesco Lambiasi l'idea che lui stia insegnando ad impennare agli angeli, come stava scritto su uno striscione comparso gia domenica davanti alla chiesa, non è dispiaciuta. «La sera prima dell'ultima gara - le parole del vescovo durante la Messa - hai detto che desideravi vincere il Gran Premio, perchè lì sul podio ti avrebbero visto meglio tutti. A noi ora addolora non riuscire a vederti, ma ci dà pace e tanta gioia la speranza di saperci inquadrati da te dal podio più alto che ci sia». Senza prendersi troppo sul serio, ovviamente, nemmeno lì.

IL DOLORE DELLA SIC-TRIBU' Era il loro mito, il loro modello, il loro punto di riferimento. Per i ragazzini del motoclub 'Renzo Pasolinì e degli altri motoclub della Romagna, accompagnare il feretro di Marco Simoncelli, sedersi all'uscita della Chiesa per abbracciare il babbo Paolo, è stato come un reciproco abbraccio familiare. Come loro, Simoncelli aveva cominciato ad andare in moto quando gli altri bambini imparano ad andare in bicicletta o a giocare a pallone. Per chi non è nato in quella fetta d'Italia che va, più o meno, da Imola a Pesaro, è una cosa difficile da capire, sembra una pericolosa stramberia. Ma se quasi tutti i più grandi piloti italiani della storia del motociclismo sono nati qui non è certo un caso. Non è chiaro per quale ghiribizzo della storia la Romagna sia diventata la terra del 'mutor' (ovvero la moto, lo scooter, il motorino, tutto quello, insomma, che ha due ruote e romba), ma qui ci sono diversi motoclub che come principale attività hanno proprio quella di avviare i piccolissimi alle moto. E così SuperSic è stato circondato in questa sua ultima corsa dalla sua tribù: da una parte i ragazzi di Coriano, gli amici di una vita, tutti con una maglietta con il 'Zinquantot', il numero di gara di Simoncelli, dall'altra i ragazzini delle minimoto, i fratellini, i futuri campioni, tutti con la loro tuta da piccoli adulti. «Siamo dispiaciuti - ha detto Mattia, 12 anni - per noi Marco era un mito. Era riuscito a vincere e diventare un fuoriclasse continuando a divertirsi». E quindi per loro è stato naturale sedersi con suo babbo Paolo e asciugargli dalle lacrime i baffoni. Perchè in pista ci si dà tutti del tu. Ci si ama e si litiga come una famiglia vera, e come in una famiglia vera è normale starsi vicini nel dolore. Non è inusuale, qui, che un bambino di cinque anni venga messo su una minimoto: sono piccoli bolidi di 40 centimetri cubici di cilindrata (depotenziati e con particolari limitazioni di sicurezza) sulle quali si prende familiarità col motore. Da otto anni cominciano le gare: c'è chi è più bravo, c'è chi lo è meno, come in tutti gli sport, quasi sempre è una passione che nasce in famiglia. Dopo un pò i ragazzini si appassionano, i mariti litigano con le mogli e ogni tanto salta fuori un supercampione. Quando aveva sette anni, ad esempio, Marco Simoncelli già metteva in riga tutti. I ragazzi di Coriano, invece, hanno perso soprattutto un amico. Per tre giorni hanno avuto gli occhi del mondo addosso e quel mondo hanno fatto di tutto per accoglierlo al meglio, occupandosi in ogni dettaglio dell'organizzazione del funerale. Spenti i riflettori si sono trovati soli con il loro dolore. Ma non si sono messi a piangere: hanno preso il loro 'mutor' e hanno ricominciato a sgasare e impennare.

BIKERS A MISANO La proposta sembra talmente naturale, talmente condivisa, è talmente nell'aria, nel sentire comune della Romagna dei motori, che non c'è quasi bisogno che qualcuno la presenti. Il circuito di Misano Adriatico - tappa, ormai da diversi anni, del Mondiale di MotoGp con il gran premio di San Marino e della Riviera Adriatica - potrebbe diventare prestissimo il 'Circuito Simoncellì. È lì che oggi si sono ritrovati in centinaia per seguire dai maxischermi l'addio a SuperSic. Per lui quel tracciato era molto di più che il circuito di casa. Negli ultimi anni era stato avaro di soddisfazioni, anche perchè lo conosceva talmente bene che anche per lui è stato difficile essere profeta in patria. Ma ora, uno dei templi del motociclismo italiano, a pochi chilometri dal paese dove Simoncelli è nato e cresciuto, non può non omaggiarlo con il perpetuo ricordo. Che l'idea sia ben più di un'ipotesi, lo ha lasciato intendere anche il Comune di Coriano. Sull'onda della commozione il suo paese natale vorrebbe intitolargli il palazzo dello sport: ma ci vanno piano, perchè il luogo più ovvio e appropriato per celebrare la sua memoria e lì, a pochi passi. È proprio lì che nel giorno dell'ultimo saluto tanti bikers, tanti appassionati delle due ruote si sono dati appuntamento. Certo, chi si aspettava la folla è rimasto un pò deluso: un migliaio di persone, quasi tutte arrivate sulle due ruote. Il Comune di Coriano aveva invitato a non invadere il piccolo paese per il funerale, approfittando dei maxischermi allestiti al circuito di Santa Monica. Ma in pochi, alla fine, gli hanno dato retta. Quasi tutti i tifosi hanno preferito la levataccia, hanno preferito farsi anche diversi chilometri a piedi (la strada per Coriano era bloccata dai vigili) e sopportare gli inevitabili disagi pur di essere lì e salutare di persona, per l'ultima volta, il loro grande campione.

COMMENTI    (20 di 77)pag: di 4   Scrivi un commento
..MI PIANGE IL CUORE.......MA........
SONO MOTOCICLISTA DA PIU' DI 30 ANNI, SVARIATE SONO STATE LE CADUTE, ANCHE A VELOCITA' ELEVATE, E MIO MALGRADO HO IMPARATO A CADERE,LA PRIMA COSA DA FARE IN CASO DI CADUTA E' DI LASCIARE IL MANUBRIO,E CERCARE DI LASCIARSI SCIVOLARE,LA MORTE DI UN GIOVANE, FA SEMPRE DISPIACERE, MA IN QUEL CASO, LUI HA CERCATO DI INUTILMENTE DI RISOLLEVARE LA MOTO, NON L'HA LASCIATA, METTENDO A RISCHIO NON SOLO LA SUA VITA, MA ANCHE QUELLA DEL GRUPPO CHE ERA DIETRO DI LUI,E SOLAMENTE PER FORTUNA CHE NON VI SIANO STATI ALTRI MORTI.
ERA UN BRAVO PILOTA MA LA SUA GUIDA ERA MOLTO SPERICOLATA, AL LIMITE DELLA LEGALITA', I SUOI SORPASSI IN CURVA, TAGLIANDO LA STRADA, ERANO MOLTO PERICOLOSI E MOLTI PILOTI PER QUESTO MOTIVO ERANO ADIRATI CON LUI, COMUNQUE PACE ALL'ANIMA SUA, MI PIANGE IL CUORE......

commento inviato il 31-10-2011 alle 11:41 da marcello_fi

NON COMMENTARE SE NON INTERESSATA
CARO HO CARA PAGLIACCIATA STATTI ZITTA CHE E MEGLIO ATE NON TI SI FILA NESSUNO NON AL GRANDE SIC LASCIAMOLO LI DOVE ERA UN RAGAZZO CON GRANDI VALORI COSA CHE EVIDENTEMENTE NON AI TU

commento inviato il 31-10-2011 alle 11:08 da SIC FAN

basta con le pagliacciate!!
mamma mia quanta ipocrisia e quanto esibizionismo! basta con questo carrozzone! non se lo filava nessuno fino a ieri sto povero ragazzo, lasciatelo risposare in pace!!

commento inviato il 29-10-2011 alle 10:33 da Simone

Sempre nei nostri pensieri!
Rimarrai sempre nei nostri cuori Marco....
Immagino il dolore della famiglia adesso a riflettori spenti, nel vuoto della loro casa... Povera famiglia...

Riposa in pace Sic!

commento inviato il 28-10-2011 alle 15:04 da Annalisa@

per jiji e andrea
grazie ad entrambi....vedi jiji io anche ho 26 anni e ti assicuro che la moto gp l'ho seguita ben poco....ma domenica....bhè domenica mi si è stretto il cuore in una morsa quando hanno dato la notizia e mi è mancato il respiro quando hanno trasmesso e ritrasmesso quel tragico incidente...il casco che volava...lui steso a terra esanime.....ho pensato immediatamente ai suoi genitori, a che botta pazzesca dovranno superare...perchè un figlio anche se famoso è e rimane sempre un figlio, un pezzo del tuo cuore che muore assieme a lui...bhè ragazzi la vita in quell'istante mi è passata davanti come un flash....ho riflettuto veramente sul fatto che in questo mondo oggi ci sei e domani chissà....aveva solo 24 anni, aveva SEMPRE (e lo sottolineo SEMPRE) un sorriso per chiunque, aveva quegli occhi così profondi dai quali traspariva la sua semplicità e la sua genuinità.....credo che la sua mancanza la sentiremo tutti quanti.....un grande caloroso abbraccio ai due angeli di genitori che lo hanno cresciuto in quel modo meraviglioso......sono due persone grandissime...un abbraccio anche alla sorellina e a Kate che anche lei a soli 22 anni ha dimostrato di essere una GRANDE DONNA!!!!!!!! ciao super SIC.....

commento inviato il 28-10-2011 alle 12:49 da Serena

voglio ringraziare Paolo e Rossella che hanno permesso tramite le telecamere di essere a Coriano per salutare Marco anche a chi non è potuto venire di persona. Porterò un fiore sulla sua tomba......non riesco a pensare di non vedere più il tuo 58!!!

commento inviato il 28-10-2011 alle 11:58 da federica

@Serena
Concordo pienamente il tuo commento! Io ho solamente due anni piu' di lui e non mi sono mai interessata del motociclismo. Ma mi chiedo una cosa: è giusto morire a quest'età? Per tutti quelli che fanno discorsi assurdi, pensate: e se fosse stato Vostro figlio? Se così tante persone si sono strette al dolore dei familiari un motivo ci sarà! Ciao dolce angelo!!!!!

commento inviato il 28-10-2011 alle 11:25 da jiji85

@Patrizia
Cara Patrizia (mia omonima) credo che sia tu che hai perso la prospettiva delle cose.... e in primis la prospettiva di una vita... specialmente ad un età cosi' giovane.... comunque non sei costretta a vedere la tv o a leggere gli articoli che parlano di SIC..... puoi anche girare canale .... ma lascia che ogniuno esprima quello che sente.....

commento inviato il 28-10-2011 alle 11:23 da Patrizia_Roma

x Patrizia Nora e Serena
Patrizia non parlare di sport, probabilmente non lo hai mai fatto e non sai nemmeno che cosa sia...
lo sport - quello vero e genuino, è una delle poche cose pulite che ci rimangono in un mondo fondamentalmente sporco in cui molti cercano di barare, e di far sembrare ciò che non è.
Puoi onn essere d'accordo con tutto questo clamore, ma devi rispetatre la sensibilità delle altre persone
Sono d'accordo con Nora, quando muore un missionario onn si fa tutto questo clamore, ma solo perchè magari onn era così conosciuto, onn perchè abbia meno dignità, anzi...
la dignità - e anche il valore di una persona - non c'entrano nulla con la popolarità o la fama.. il fatto che Simoncelli fosse famoso non toglie nè leva alcunchè al suo spessore di persona e a ciò che ha saputo comunicare e trasmettere
Se fosse morto un personaggio squallido e meschino, pur famoso, non ci sarebbe stata questa reazione.
Smettiamola di essere sempre rabbiosi e "contro" - e dui sfogare la frustrazione per le tante storture e ingiustizie contro chi onn c'entra nulla.
Grande Serena, concordo in pieno col tuo commento

commento inviato il 28-10-2011 alle 10:56 da Andrea

marco come tanti
Questo ragazzo rappresenta le centinaia di ragazzi che purtroppo muoiono in incidenti in eta cosi' giovane!
E' questo soprattutto il sentimento di strazio che ha accomunato tutti gli italiani che si sono sentiti partecipi di questo grave lutto!
E' stato il funerale non solo di Simoncelli, ma di tutti i giovani che hanno perso la vita negli incidenti stradali. E lui li ha rappresentati tutti! E coloro che hanno partecipato hanno rappresentato il dolore di tutti coloro che hanno dovuto subire questa triste esperienza. Semplicemente questo ha richiamato tanta gente, la senzazione di un sentimento comune a ognuno di noi, a cui chiunque di noi puo' capitare di dover fare i conti.

commento inviato il 28-10-2011 alle 10:50 da giuli

Al di la' dei capi di stato
Per cui non si piange (io nn piangerei per la morte di un politico, anche del migliore) scusate. Comunque al di la' di questo, e' il rispetto verso i genitori. Il padre di Marco ha visto il figlio morire davanti agli occhi e senza poter fare nulla. La madre lo ha visto morire in televisione. Cioe' scusate, ma lo sapete che vuol dire perdere un figlio? E' la cosa piu' innaturale che ci sia. Senza poi contare perderlo davanti agli occhi. Credo sia la cosa peggiore che esista sulla facia della terra. Campione o non campione, era un ragazzo giovane e sano, cresciuto da una famiglia normale come tante in Italia. Per cui per favore non compariamo cose che non hanno niente a che vedere le une con le altre.
Condoglianze alla famiglia. Fatevi forza.

commento inviato il 28-10-2011 alle 10:36 da Stellina

MARCO SIMONCELLI
Penso che la vita vada vissuta fino in fondo
Penso che ognuno di noi viva la propria come un sogno
Penso che un sogno non valga la propria vita
Penso che comunque vada rispettata
Penso che a volte è meglio non parlare
Penso che il silenzio faccia più rumore di una moto
Un pensiero alla famiglia

commento inviato il 28-10-2011 alle 10:10 da ROBERTO

PER PATRIZIA E GARUG
Miei cari di certo non era un Capo di Stato o uno di quei vip da strapparsi i capelli....ma questo ragazzo ha riscontrato così tanto clamore perchè era proprio così....semplice, solare, umile, nonostante la sua popolarità non si è mai montato la testa....e se la sua scomparsa fa male a milioni di persone è perchè oggi come oggi di ragazzi così (24 anni) non se ne trovano in giro tutti i giorni....era un ragazzo speciale, magnifico....e se voi questo non siete riusciti a capirlo nessuno vi obbliga ma quantomeno per rispetto dei genitori (in primis) che sono due persone con una dignità da vendere non commentate......caro garug Marco era meglio di un Capo di Stato....vedi per i capi di stato ci sono solo le alte potenze ai suoi funerali...mentre all'addio al SIC c'era l'Italia intera...l'Italia formata da persone semplici come lui, con un cuore grande come il suo.......mi dispiace per voi che siete freddi di sentimenti....ma lasciate in pace chi veramente soffre per questa terribile scomparsa.....

commento inviato il 28-10-2011 alle 09:57 da Serena

Cara Patrizia..
Permettimi di rispondere al tuo commento.. forse non è un'eroe nazionale, ma lo sport, soprattutto così come lo intendeva lui, è la cosa più pulita che ci resta in questo paese. Nessuno ha detto che è un eroe, proprio per questo ha preso un angolino nel cuore di tutti noi.. Conosco altri mille ragazzi come lui, con la stessa luce negli occhi, l'allegria.. io stessa posso dirti di essermi sentita empaticamente accanto a quella famiglia, pur non conoscendolo poi così bene, semplicemente perché Marco è uno di noi, è una persona comune, è l'amico che abbiamo perso..

commento inviato il 28-10-2011 alle 09:25 da Sara

@ Patrizia
Patrizia, taci e rispetta il dolore altrui.
Fammi il piacera va.

Daniela

commento inviato il 28-10-2011 alle 08:44 da Dani

E basta
E basta con queste celebrazioni, manco fosse un capo di stato.

commento inviato il 28-10-2011 alle 00:53 da garug

Porgo le mie più sincere condoglianze
Sono dispiaciuto della morte del povero Simoncelli, però devo dire che da piccolino mio padre mi diceva sempre che sulle due ruote si rischia la morte, e non posso negare di esserci andato anche io vicino rompendomi la testa e due vertebre, quindi tutto questo fa parte di questo rischiosissimo sport, ma a dire il vero, tutto gira intorno ai milioni di euro, perchè questi ragazzi non corrono per divertirsi, corrono a velocità supersoniche per ottenere il primo posto su missili superelaborati da altri ricconi che non fanno altro che assistere alle gare scommettendoci sopra e quindi guadagnare milioni. Per questo sono molto dispiaciuto della morte di questo ragazzo che aveve una lunga vita avanti distrutta dalle motociclette "siluro" !!!!! Eliminate questi sport pericolosi, perchè i milioni non Vi restituiranno la vita. Le mie più sincere condoglianze a tutta la famiglia. By Nestore da Napoli

commento inviato il 27-10-2011 alle 22:17 da nestore

Ciao Sic
Ci mancherai moltissimo

commento inviato il 27-10-2011 alle 21:17 da ale

ciao Marco
sarebbe bello se a Valencia tutte le moto avessero il numero 58

commento inviato il 27-10-2011 alle 21:12 da Loriano L.

Perché
Non riesco a capire perché quando muore un motociclista ( per quanto mi dispiaccia di quello che sia successo a quel povero ragazzo di 24 anni), si faccia tutto questo clamore, mentre quando muore un missionario gli dedicano si e no tre minuti di telegiornale...

commento inviato il 27-10-2011 alle 21:11 da nora

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