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LE STELLE AMERICANE AFFASCINANO ROMA.
GRAN FINALE AL WORLD TOUR TARGATO 'LEGGO'

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Lunedì 18 Giugno 2012

di Marco Pasciuti
ROMA - Finale più bella non poteva esserci, allo smart Grand Slam Roma 2012. Il campo Centrale, trasformato nell’olimpo del beach volley, ha ospitato ieri sera la finalissima della tappa romana del World Tour tra la coppia brasiliana Alison-Emanuel e gli statunitensi Gibb-Rosenthal. Qualche chilata le medaglie mondiali virtualmente in campo, grande lo spettacolo offerto. Lo spettacolo lo hanno fatto gli americani, che a tratti hanno preso a pallonate gli avversari, apparsi poco concentrati e a tratti supponenti. La partita, terminata 2-0 per gli Usa (21-13, 21-12 i parziali assai eloquenti), è tutta racchiusa in un’immagine: 2° set, Usa in vantaggio di un parziale e sul 16-8, Alison pianta una botta paurosa in attacco, Rosenthal difende in tuffo ad una mano, la palla scavalca la rete e va a scavalcare i brasiliani immobili nei tre metri. Il resto della gara sta nella perfezione assoluta degli Stati Uniti in ogni fondamentale, nella serata no di Emanuel in ricezione e in difesa (e se è impreciso lui. . . ), nella voglia di Alison di tirare solo botte a terra e mai di abbassarsi sulle ginocchia in fase di copertura.  
«Siamo molto soddisfatti, è stata la più bella vittoria della mia vita - racconta Jake Gibb ancora sporco di sabbia - siamo partiti molto concentrati. Troppi errori del Brasile? Loro sono la più forte squadra del mondo, errori o no, non importa. Sappiamo che abbiamo fatto una partita ottima. Adesso ci sono altri tre tornei del Grand Slam prima delle Olimpiadi, e questa vittoria fa molto bene al morale». Nel tabellone femminile, vincono le elvetiche Simone Kuhn e Nadine Zumkehr, la coppia che ha battuto in semifinale le nostre Marta Menegatti e Greta Cicolari. Purtroppo le azzurre sono uscite sconfitte dal Centrale anche nella finale per il terzo e quarto posto che ha regalato il bronzo alle statunitensi Kessy- Ross; seconde la coppia tedesca Laura Ludwig e Sara Goller. «Sono veramente dispiaciuta dei troppi errori - racconta la Menegatti in lacrime alla fine di un match tirato - Ma ora non possiamo mollare, c’è Londra». .





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