F1, ABU DHABI: VETTEL RECORD,
HAMILTON SECONDO E DELUSO
ROMA - Vettel si sgonfia, la Formula 1 torna appassionante. Dopo 19 gran premi consecutivi finiti in zona punti (13 vittorie e una sola volta fuori dal podio), il bicampione del mondo più giovane della storia della velocità assapora l’amarezza del ritiro. Da campione consumato incassa il colpo e sorride. Poi si infila le cuffie e si appollaia sul muretto dei box «per vedere come lavorano gli ingegneri», lui che le corse le guarda sempre dall’abitacolo, molto spesso in testa al gruppo.
La gomma bucata di Sebastian riaccende la battaglia poiché il suo compagno di squadra Webber quest’anno non riesce proprio a graffiare e Alonso con la sua Ferrari si mette a lottare con le McLaren, insidiando quella di Hamilton e riuscendo a precedere quella di Button tradito dal Kers. Con il secondo posto di ieri lo spagnolo di Maranello si è portato a soli dieci punti da Jenson e resta l’unico in grado di insidiare l’inglese nella sfida per il secondo posto, o meglio per la corona dell’altro campionato, quello dove hanno corso i rivali di Vettel.
In realtà Seb è molto più deluso di quanto lasci apparire. Dopo aver ammazzato il Campionato, l’istinto da cannibale ereditato dal suo idolo Schumi lo spingeva verso nuovi record e uno quasi impossibile da battere ieri e sfumato. Sabato il tedeschino aveva eguagliato una legenda, centrando la pole numero 14 della stagione come era riuscito a fare Nigel Mansell nel 1992, con la spaziale Williams-Renault equipaggiata con le sospensioni attive.
Senza timore che il naso si allungasse, Vettel aveva commentato: «I primati non mi interessano, la vera soddisfazione sono stati i complimenti di Nigel...».Raggiunto il Leone inglese che in Brasile potrà addirittura cancellare, Seb puntava all’altro primato «imbattibile», quello delle 13 vittorie in una stagione che Schumacher riuscì a centrare con la Rossa esattamente dieci anni dopo le pole di Mansell, nel 2004. Finora Vettel ha vinto 11 volte e, per affiancarsi a Micheal, avrebbe dovuto arrampicarsi sul gradino più alto del podio anche ad Abu Dhabi e a San Paolo. Che dopo aver riconquistato il titolo fosse a caccia di gloria sfidando soprattutto se stesso, lo confermano i rimproveri dei suoi uomini guida, Chris Horner e Helmut Marko: sia in Giappone sia in India lo hanno rimproverato per aver ottenuto il giro più veloce proprio sotto la bandiera a scacchi. Per eguagliare Schumi, Seb è partito come un razzo e proprio la sua mostruosa grinta potrebbe averlo tradito spingendolo sul cordolo che gli ha danneggiato il pneumatico. Se Fernando ha guidato come un giaguaro («ho fatto 55 giri di qualifica...»), Massa è stato ancora una volta opaco: è arrivato quinto ad oltre 40 secondi dal compagno di scuderia.
LA VETTURA. Oggi - racconta il giovane pilota tedesco bagnato l'anno scorso dalla prima vera gloria sotto le stelle dello Yas Marina Circuit - - la macchina è andata un pò meglio su una pista che devo ammettere difficile. La mia monoposto si comporta in modo diverso nell'arco della giornata e non è facile. Non è facile fare bene in tutto il percorso, se si fa un errore si perde un decimo e più. Sono riuscito a guadagnare un pò nell'ultimo settore ed è stato appena sufficiente per arrivare prima di Lewis». Ai sorrisi e ai primati di Vettel si contrappone la faccia contrita di Hamilton che nonostante la prima fila alle spalle del campione del mondo non riesce a nascondere tutta la sua amarezza per la pole position sfumata all'ultimo istante: «Devo dire che è stata una bella sessione - ammette il primo pilota di colore della storia della Formula 1 - ero veloce e la vettura è andata sempre bene. Alla fine non ho fatto un bel giro ma è andata così. La corsa è domani e sarà la giornata più importante». Più sorridente l'altro pilota della McLaren Jenson Button terzo in griglia: «la macchina ha il passo giusto - spiega l'inglese della scuderia di Woking - abbiamo un buon bilanciamento, c'era meno grip nella Q3. Ho comunque fatto un buon giro e la macchina è andata bene anche se non è perfetta».
Ottavo in griglia con la speranza di poter far meglio in gara il sette volte campione del mondo della Mercedes Michael Schumacher che ha deciso di risparmiare le gomme in qualifica: olte campione del mondo della Mercedes Michael Schumacher: «una qualifica per me che non Š stata niente di speciale - assicura il tedesco ex Ferrari - abbiamo risparmiato le gomme per far meglio in gara».

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