Giorgia Bronzini

MONDIALI CICLISMO, BRONZINI
FA IL BIS: "IL MIO ORO PIÚ BELLO"

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Sabato 24 Settembre 2011 - 20:25

COPENAGHEN - Giorgia Bronzini azzurra doc, un nome una garanzia. Vincere è sempre difficile, confermarsi lo è ancora di più. In due anni due ori, meglio di così è impossibile. Se c'erano dubbi sul suo conto, dopo una stagione tutt'altro che brillante, Copenaghen li ha spazzati via. La grande Marianne Vos deve ancora inchinarsi: per la quinta volta consecutiva è argento. Comprensibili la sua rabbia e le sue lacrime. Sarà dunque la Bronzini l'atleta di punta alle prossime Olimpiadi di Londra e la sua maglia iridata regala un quarto posto sicuro all'Italia ai Giochi 2012. «Credo di essere l'atleta italiana più titolata - dice la 28enne piacentina - Cosa posso fare l'ho dimostrato per due anni di fila. Per Londra avremo una carta in più da giocare». Al termine di una gara abbastanza noiosa, animata soltanto da un tentativo di fuga al penultimo giro della canadese Clara Hughes e dalle solite cadute, anche questa prova come le altre si è conclusa allo sprint.

La tedesca Teutenberg è partita davanti troppo presto, a sinistra la Vos è scatta agli 80 metri, al centro la Baccaille ha tirato la volata alla Bronzini, che le si è messa dietro e, quando ha visto che la compagna non ce la faceva più, è partita. Inutile il disperato tentativo di recupero della Vos. «Sono rimasta stupita di non vedere nessuna a fianco che mi rimontava - spiega la Bronzini -. Tutte aspettavano lo sprint, abbiamo fatto zero fatica». «Non ho mai creduto che la Hughes arrivasse da sola - continua - Marianne (Vos, ndr) non l'avrebbe mai permesso. Ho detto alle compagne di non tirare. Erano le altre a dover vincere il Mondiale, non noi. La Vos? Gli altri anni ha sbagliato lei oppure era isolata; quest'anno no, è andato tutto regolare, penso di aver dimostrato di essere la più forte io». Sono state quindi le olandesi e tedesche a fare lo sforzo maggiore per colmare il buco della Hughes. Così le azzurre sono arrivate più fresche allo sprint finale. Una tattica perfetta che ha innervosito molto la Vos e la Teutenberg: «Volevo farle stressare - ammette - Il finale non l'avevamo programmato proprio così ma va bene lo stesso. La Guderzo mi è sempre stata vicina e Monia (Baccaille, ndr) è stata fantastica».

Melbourne e Copenaghen, due titoli molto diversi. «Sento più mio questo oro di quello di un anno fa. Allora è stata una sorpresa per me, quest'anno ho avuto più pressioni ma la squadra ha lavorato per me». Ora prima delle vacanze le restano gli Assoluti su pista poi staccherà il telefonino. «Spero solo che quest'oro regali a noi donne più soldi del 2010. La Federazione ci ha aumentato il premio, ma gli sponsor no. È ora che anche per noi donne ci siano contratti regolari e guadagni come quelli dei maschi». A Melbourne fu lei a regalare orologi alle compagne. «Quest'anno non ci ho ancora pensato. Magari dei baby doll o qualunque cosa faccia loro piacere», scherza. «Vos è un fenomeno - dice il tecnico Edoardo Salvoldi, che in sala stampa ha abbracciato a lungo la Bronzini - batterla è un onore. Vincere quattro medaglie in cinque anni vuol dire continuità. Queste ragazze quando indossano la maglia azzurra mettono paura. Londra? Anche lì il percorso è adatto a Giorgia». Ora a questi Mondiali il rischio diventa soltanto uno: che quella della Bronzini sia l'unica medaglia. Proprio come un anno fa a Melbourne. A Casa Italia fanno gli scongiuri per domani.


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