BETTINI INDAGATO: "AVVERTÌ
UN ATLETA PER ANTIDOPING"
PADOVA - Paolo Bettini è indagato per abuso d'ufficio dalla procura di Padova che sta indagando su presunti casi di doping. Il ct della nazionale azzurra di ciclismo ha saputo di essere indagato perchè questa mattina, alcuni agenti della guardia di finanza di Volterra (Pisa) gli hanno notificato la richiesta di proroga del termine per le indagini preliminari. Secondo l'accusa avrebbe avvertito un azzurro, Enrico Gasparotto, che sarebbe stato sottoposto ad un controllo. L'episodio che viene contestato a Bettini risale al settembre del 2010, nella fase del ritiro azzurro premondiale in vista della gara di Melbourne, quando la squadra era a Busto Arsizio. Gasparotto era di ritorno dalla Vuelta, aveva espresso il desidero di trascorrere una notte a casa, e il ct gli fece notare che per la mattina successiva il dottor Luigi Simonetto, responsabile della commissione medica della federazione, in accordo con i vertici federali avevano predisposto gli accertamenti medici per controllare la salute degli atleti. «Quelli non sono controlli antidoping», dicono Bettini e il presidente federale Renato Di Rocco. E il numero uno della federciclo aggiunge: «Tutto questo è un controsenso, il magistrato si informi». Bettini è amareggiato e scoraggiato. Ieri aveva patteggiato una pena di otto mesi per evasione fiscale dopo aver pagato circa 2 milioni di euro dopo un accordo con l'Agenzia delle Entrate: la vicenda era dovuta alla sua residenza a Montecarlo, fittizia per l'accusa. Oggi si trova a fare i conti ancora con un magistrato che questa volta indaga sull'uso del doping. «Non mi voglio difendere per una cosa che non ho fatto. Questo è un danno alla mia immagine. Sono allibito. Nell'ambito delle mie funzioni di Commissario Tecnico e in accordo con la Federazione ho avvertito tutti i corridori del controllo a Tutela della Salute per evitare che alcuni di loro giungessero in ritardo per gli esami. Lo faccio sempre». La federazione difende il suo ct. «È specifico compito del commissario tecnico, nell'ambito delle funzioni e nel rispetto delle direttive federali, secondo protocolli approvati dalla Federazione stessa, avvertire gli atleti degli accertamenti medici, controlli preventivi di routine a tutela della salute degli atleti che devono essere ovviamente informati». «La Federazione auspica - si legge in una nota - che non vi siano strumentalizzazioni legate all'episodio, in rispetto dell'alta professionalità e dell'immagine in primis di Paolo Bettini e dell'intera FCI che fa della lotta al doping uno degli elementi imprescindibili della propria attività in generale, nonchè dell'intero movimento ciclistico».
DA ATENE AI PM Dalla luce dell'oro olimpico vinto sotto il Partenone nel 2004, alle ombre di un'inchiesta antidoping che lo vedrebbe coinvolto per aver avvertito un atleta di un imminente controllo: il percorso di Paolo Bettini è una scalata continua, tra discese pericolose e salite piene di insidie. All'indomani della sentenza che ha chiuso con un patteggiamento il processo per evasione fiscale a suo carico (era accusato di non aver dichiarato, tra il 2003 e il 2008, redditi per oltre dieci milioni di euro ed aver evaso tasse per circa quattro milioni e mezzo di euro), l'attuale ct della Nazionale italiana è ora nel registro degli indagati per abuso d'ufficio nell'inchiesta antidoping della Procura di Padova. Toscano di Cecina (Livorno), 37 anni, Paolo Bettini eredita giovanissimo, dal padre Giuliano, la passione per il ciclismo. Ed è inanellando successi su successi nelle prime gare locali che si guadagna il soprannome di 'Grillò, perchè i suoi scatti fanno pensare piuttosto a dei salti. Il giovane Bettini brucia le tappe: dopo la quarta stagione da dilettante arriva il passaggio nei professionisti con la Mg-Technogym. Debutta nel 1997 e poco dopo si fregia anche della prima chiamata in azzurro, con l'Under 23 impegnata al Mondiale. La prima vittoria di tappa è del 9 maggio 1998, con una volata al Giro di Romandia. Due anni più tardi, con la Mapei, conquista la prima grande classica, la Liegi-Bastogne-Liegi, e fa sua anche una frazione del Tour de France. Il 2000, insomma, è l'anno della svolta. E da allora non fa che inanellare vittorie. Nel solo 2003, con la Quickstep, vince Milano-Sanremo, Giro del Mediterraneo, Hew Cyclassics e Clasica di San Sebastian. Nel 2004, ad Atene, si mette al collo l'oro olimpico sbaragliando tutti gli sfidanti nella prova individuale su strada, sullo sfondo del Partenone. Altra annata da incorniciare è il 2006: dopo aver conquistato la maglia ciclamino al Giro e il titolo tricolore, a Salisburgo trionfa nel Mondiale su strada e chiude la stagione con il Giro di Lombardia, vittoria che dedica in lacrime al fratello Sauro, deceduto ad inizio ottobre in un incidente stradale. L'anno seguente ecco il bis mondiale a Stoccarda. Il 2008 è l'anno del ritiro, mentre del giugno 2010 è la nomina a commissario tecnico della Nazionale. Da ct, va in prima pagina anche per qualche disavventura: come quella del 31 agosto scorso, quando il suo ultraleggero precipita al largo di Piombino e lui si salva la vita.

0 commenti
PER POTER INVIARE UN COMMENTO DEVI ESSERE REGISTRATO
Se sei già registrato inserisci username e password oppure registrati ora.















