Palazzi lavora al processo sportivo |
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Venerdì 03 Febbraio 2012 - 21:06
ROMA - Il terremoto è forse più grande di quanto già si temesse. La black list delle gare 'sospettè si allarga a macchia d'olio e per la serie A la paura è diventata allarme: le procure di Cremona e Bari continuano a tirar fuori materiale scottante dalle inchieste sul calcioscommesse e così i match 'truccatì della passata stagione sarebbero infatti saliti a 14: numeri che se confermati dagli interrogatori sportivi rischiano davvero di far saltare il banco del pallone. Troppe squadre coinvolte e torna a far discutere la responsabilità oggettiva, che molti vorrebbero modificare sostanzialmente per evitare ai club di subire la mannaia delle penalizzazioni per colpe commesse dai loro tesserati. Insomma punire i colpevoli ma salvare le squadre. Ma su questo punto il procuratore capo della Figc, Stefano Palazzi, che ha completato il tour delle procure che indagano facendo visita a Bari dopo Cremona, è stato chiaro: «La responsabilità oggettiva è un'architrave della giustizia sportiva e se n'è già tenuto conto nei procedimenti della scorsa estate - ha spiegato Palazzi uscendo dalla procura del capoluogo pugliese -, perchè le sanzioni hanno tenuto conto delle situazioni particolari». Sull'esigenza che, prima che la giustizia penale faccia il suo corso, quella sportiva cambi i canoni della norma tanto discussa Palazzi taglia corto: «Nel merito non posso entrare, comunque ci sono le regole». La seconda tranche dello scandalo appare corposa e comunque Palazzi è pronto a partire: non c'è l'urgenza della scorsa estate quando bisognava fare i calendari e il campionato era alle porte, ma il pool federale è al lavoro per stilare il calendario delle audizioni. Difficile si possa partire già la prossima settimana con gli interrogatori: facile invece che nei prossimi giorni Palazzi metta insieme il programma e la lista delle convocazioni. Un lavoro che deve tenere conto di quello delle procure, perchè soprattutto Bari ha secretato alcuni interrogatori-chiave (come quello del giocatore Masiello) e se queste carte non vengono 'liberatè a Palazzi e ai suoi uomini manca materiale fondamentale per il processo sportivo: l'obiettivo è di fare presto, ma bene: tornato a Roma Palazzi dovrà riordinare materiale e idee dopo i faccia a faccia con i colleghi del penale e ripartire. Si conta molto sulla collaborazione delle persone coinvolte: gli sconti di pena del resto sono in vigore già dal 2007 nei processi sportivi e sono stati applicati anche alla fase 1 del calcioscommesse. Ma per i 'pentitì non si devono certo attendere colpi di spugna: Palazzi dovrà valutare l'entità del coinvolgimento e soprattutto l'eventuale gravità degli illeciti commessi e formulare le sue richieste. Poi saranno gli organi di giustizia di primo e secondo grado a comminare le pene. I club per adesso tengono un profilo basso: il direttore sportivo del Genoa, Stefano Capozucca si limita a dire «che ho sempre avuto piena fiducia nei ragazzi che sono venuti qui». Il Genoa è tra le società tirate in ballo nelle gare finite nelle mani della malavita: secondo le carte della procura lombarda Dainelli e Milanetto, due ex genoani sospettati di aver preso soldi per aggiustare i match, il giorno dopo Lazio-Genoa del 14 maggio 2011 erano nell'albergo di Milano dove c'erano anche gli 'zingarì del clan che chiedeva di taroccare le partite. Il presidente Preziosi spiega che i due giocatori erano lì «per partecipare a un addio al celibato». Quanto ai sospetti «non mi sembra ci siano riscontri a oggi. Qualora dovessero emergere prove ne prenderemo atto». Palazzi prepara le audizioni coordinandosi con i pm: in serie A ogni anno si giocano 380 partite, passarle tutte al setaccio non è compito facile. Certo è che se il quadro è così allarmante la serie A rischia di perdere pezzi: si aspettano nuovi 'pentitì, ma non è aria di 'grazià. |















