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'Cercando segnali d'amore nell'universo',
per Luca Barbareschi one man show all'Eliseo

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'Cercando segnali d'amore nell'universo',
per Luca Barbareschi one man show all'Eliseo

Martedì 22 Dicembre 2015, 03:18

di Emiliana Costa
Perché “è quando si inciampa che si cresce”, parola di Luca Barbareschi, che con questa frase riassume il senso dello spettacolo che porta in scena nel suo Eliseo, Cercando segnali d'amore nell'universo.
  Si tratta di un one man show in cui l'attore e regista cresciuto a Milano, ma capitolino d'adozione, ripercorre con ironia la sua vita privata e artistica, tra drammi personali e grandi successi. «Avevo scritto un'autobiografia di 400 pagine - spiega Barbareschi, che il 14 dicembre è stato direttore per un giorno a Leggo - ma rileggendo il testo mi è sembrato troppo cupo, non mi rispecchiava. Ho deciso dunque di trarne un soggetto per una pièce teatrale in cui ballo e canto. Anche al fianco di mia figlia Angelica».  Lo show, che conta già sessanta repliche lungo tutto lo Stivale, è diretto da Chiara Noschese ed è impreziosito dalle note jazz della band di Marco Zurzolo. «Sul palco - continua l'attore - metto in scena la mia vita. Raccontando anche della zia Pina, che aveva una lussazione all'anca e della zia Piera che invece era gobba. E il momento più emozionante è quando i fan entrano in camerino e mi dicono di rispecchiarsi nella storia. La forza della drammaturgia è proprio quella di rendere universali episodi personali».  Il 2015 si conferma dunque un anno importante per Barbareschi, che lo scorso settembre ha riaperto il teatro Eliseo, con un programma di ventotto spettacoli. «In primavera - racconta - ho temuto che sarebbe stata la più grande figuraccia della mia vita. Eravamo molto indietro con i lavori di ristrutturazione e ho detto a mia moglie è finita. Ma alla fine ce l'abbiamo fatta e siamo riusciti ad aprire in tempo». Una soddisfazione per l'artista. «Il teatro per una città - conclude - rappresenta un grande ritorno di affetto, ora vorremmo rilanciare quello di Tor Bella Monaca. Bisogna riabituare la gente a uscire di casa e a stare insieme».

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