La morte di Danton, allo Strehler
​l'opera corale si fa kolossal
di Olga Battaglia

La morte di Danton, allo Strehler
l'opera corale si fa kolossal

Preceduto da un coro pressoché unanime di critiche entusiaste, arriva a Milano La morte di Danton, possente spettacolo firmato da Mario Martone a partire dal dramma di Georg Büchner, genio tempestoso che lo scrisse a soli 22 anni. Morirà a 24 lasciando alla letteratura teatrale capolavori come Leonce e Lena e l’incompiuto Woyzeck.

In questo testo del 1835 scelto da Martone in continuità con il suo interesse per il XIX secolo e soprattutto Leopardi (di cui ha messo in scena le “Operette Morali” e a cui ha dedicato il film “Il giovane favoloso”), protagonisti, sullo sfondo di una Francia piegata dal Terrore che seguì alla Rivoluzione, sono il girondino Danton e il giacobino Robespierre, prima amici e compagni, poi avversari furenti.

Due visioni opposte della storia e della politica: da una parte l’ateo liberale che vorrebbe ristabilire l’ordine dopo tanto caos e tanta violenza, dall’altra l’integralista intransigente. Finiranno entrambi sulla ghigliottina, a pochi giorni di distanza l’uno dall'altra. Una riflessione di rara profondità su potere, rivoluzione, libertà di pensiero, con la storia che procede implacabile ma non soffoca gli ideali. Cast all’altezza del compito. Trenta gli attori in scena, tra cui spiccano Giuseppe Battiston (Danton), Paolo Pierobon (Robespierre), Iaia Forte (Julie, la moglie di Danton) insieme a Paolo Graziosi, Massimiliano Speziani, Alfonso Santagata.

Teatro Strehler, largo Greppi, da domani al 13 marzo. Biglietti 33/26 euro. Tel. 848800304. 
Lunedì 29 Febbraio 2016 - Ultimo aggiornamento: 09:37
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