DI PAGINA IN TEATRO, TUTTI A CASA DI RICCARDO ROSSI

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Venerdì 19 Novembre 2010 - 09:57
di Valeria Arnaldi

“Alla mia età ti chiedi ancora se hai fatto del male
e scopri che i lividi che ti senti addosso
sono quelli dei pugni che hai dato tu”
R.Rossi




Il salotto di una casa, un amico che suona alla porta, quattro chiacchiere – e tante risate - davanti a un aperitivo. È la naturalezza il primo requisito dello spettacolo “Stasera a casa Rossi” di e con Riccardo Rossi, che ogni sera invita sul palco un suo amico, “vip” ovviamente.
In scena a Roma – ancora al teatro Golden ma con nuove date, visto il grande successo: 19,20 e 26,27,28 novembre – Riccardo Rossi riporta quelle stesse atmosfere teatrali in un libro, “Alla mia età”, edito da B.C. Dalai.
Basta leggere le prime righe per sentirsi trasportati in un’atmosfera stranamente familiare. Pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, l’attore mette in mostra il suo dono e talento di narratore per ottenere il più grande dei risultati, far sentire il lettore effettivamente “a casa”.
Si parla di tutto: primi amori, ultime diete, monumenti cinematografici e meschinità quotidiane, cartoni animati, plaid caldi, tradimenti e grandi passioni. Temi di tutti e per tutti che Rossi veste, però, di un’ironica poesia o poetica ironia che dir si voglia. Esattamente come fa a teatro.
A volte si ride, altre si sorride, altre ancora si riflette, e non mancano neppure momenti da occhi lucidi. Perché “Alla mia età”, forse si invecchia ma ci si sente ancora bambini, si diventa consapevoli del tempo che passa e si approda, o almeno si spera, a quella leggerezza che non è mai partenza ma sempre difficile traguardo. Perché le esperienze raccontate e gli sguardi condivisi sono gli stessi dei trent’anni, dei quaranta e su a salire, con diverse malinconie alle spalle ma tutte comunque, nel ricordo, “dolci”.
“La realtà netta – scrive nel libro – è che ci lasciamo dietro un anno di vita: quando sfogliamo un album di foto notiamo quanto eravamo fichissimi vent’anni fa senza avere la coscienza di esserlo, io vi dico che vale la pena pensare a quando lo sfoglieremo tra altri vent’anni e quindi sapere che oggi siamo fichissimi e non ce ne rendiamo conto, quindi comportiamoci da tali”.
Ecco, il segreto della felicità, forse, è tutto qui. Riccardo Rossi è “fichissimo” e sa far innamorare il suo pubblico, che si tratto di lettori o di spettatori, trasportandolo come per magia nella più intima delle serate, stretti sotto una coperta a guardare un film, con i sogni adolescenziali ancora nella tasca, ma finalmente il coraggio di qualche anno in più per tirarli fuori.