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Sanremo, vincono gli Stadio davanti a Michielin e Caccamo-Iurato

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Sanremo, vincono gli Stadio davanti a Michielin e Caccamo-Iurato
Carlo Conti presenta la serata finale del Festival

Sabato 13 Febbraio 2016, 20:26

SANREMO - Gli Stadio con "Un giorno mi dirai" vincono la 66esima edizione del Festival di Sanremo, seconda Francesca Michielin con "Nessun grado di separazione"  mentre il terzo posto va a Giovanni Caccamo e Deborah Iurato con "Via da qui".  La band emiliana si è aggiudicata anche il Premio della Sala Stampa Radio-tv-web Lucio Dalla - Sezione Campioni e quello per la Miglior Musica Giancarlo Bigazzi. Gli Stadio hanno vinto anche la serata delle cover con La sera dei Miracoli.  CLASSIFICA FINALE 
4° posto Enrico Ruggeri
5° Lorenzo Fragola
6° Patty Pravo
7° Clementino
8° Noemi
9° Rocco Hunt
10° Arisa
11° Annalisa
12° Elio e le Storie Tese
13° Valerio Scanu
14° Alessio Bernabei
15° Dolcenera
16° Fornaciari  E' andata in scena la finale del secondo festival di Sanremo targato Carlo Conti che è riuscito nell'impresa non facile di portare a casa una seconda volta di grande successo, schivando polemiche, la concorrenza di Juve-Napoli e lasciando che i nastri arcobaleno, per fortuna, diventassero uno dei simboli di questo festival. E con grande eleganza, ha trovato il modo di salutare Pippo Baudo, «inventore del Festival così come lo facciamo oggi».
  Naturalmente la notizia è chi vince il festival che è cominciato con l'esibizione di Francesco Gabbani, il vincitore del Girone Giovani e il ripescaggio di Irene Fornaciari, scampata all'esclusione. Trionfatore della serata Renato Zero, davvero un mattatore, irresistibile con il suo linguaggio pieno di locuzioni che solo Panariello riesce a capire. Un medley in chiave orchestrale, «Favola Mia», «Più su», «Amico», «Nel giardino che nessuno sa», «Cercami», «Il cielo», «I migliori anni», poi «Il triangolo» e «Mi vendo» prima del nuovo brano «Gli anni miei raccontano». Per la prima volta, dopo quattro serate di travolgenti performance, Virginia Raffaele è stata se stessa, una sfida per chi è abituato a interpretare un personaggio. Ed è arrivata la prima papera leggendo il gobbo.   La parte comica è stata affidata a Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni, gli amici di sempre di Conti: arrivati dalla platea come ospiti a sorpresa, i tre vecchi amici hanno scherzato sulla moda della reunion. Prima una raffica di battute sul super lavoro di Conti in tv: «con te non si può parlare, stai sempre in tv. La tu moglie quando vuole fa l'amore si rivolge a Chi l'ha visto». A proposito delle reunion: «ma avete visto i Pooh? Sono come Dorian Gray: loro restano giovani e invecchia solo Riccardo Fogli». Dopo aver mostrato il manifesto dello spettacolo che i tre facevano nel 1994, hanno proposto una serie di poster dello spettacolo nel caso in cui Conti non potesse partecipare alla reunion: tra questi uno con Matteo Renzi. «È di Firenze come te, vuole fare tutto lui come te e non sa una parola d'inglese come te». «Ma l'avete interpellato?». «Ma perchè lui c'ha interpellato quando ha deciso di fare il Presidente del Consiglio?». Tra le alternative il poster con Chewbecca, «è alto come Garko, ed è amato come Garko». «Ma non si capisce quando parla» ha detto Conti mentre i suoi due amici ridevano, poi l'impiegato del comune di Sanremo fotografato mentre timbrava il cartellino in mutande. Il tutto per annunciare la serata che i tre terranno all'Arena di Verona il 5 settembre.   Nel suo ruolo di super etoile, è arrivato Roberto Bolle in chiave rock e pop: prima ha ballato un assolo di «We Will Rock You» dei Queen, poi ha ballato «La notte vola» con Virginia Raffaele. Cristina D'Avena invece all'Ariston è stata spinta da una petizione rimbalzata tra radio e i Social. Tutto il cast fisso sul palco a chiedere le sue canzoni e le sigle: prima «Il valzer del Moscerino», che lei ha cantato allo Zecchino d'Oro, poi «Kiss Me Licia», «La canzone dei Puffi», «Occhi di gatto». In chiusura «La pioggia» di Gigliola Cinquetti, la canzone preferita da Cristina D'Avena, che è un fenomeno pop trasversale che ha contagiato anche il pubblico più insospettabile. Ancora una volta Elio e le Storie Tese hanno trovato il modo di rimanere nella storia del festival: stasera sono arrivati in scena travestiti da Kiss, ultima trasformazione di una lunga serie che li ha visti arrivare all'Ariston con i costumi da Rockets, da musicisti mozartiani, persino da nani. Come da tradizione, la serata finale è una maratona: prima della proclamazione del vincitore cantano tutti i Campioni, poi ne rimangono tre che si riesibiscono giocandosi i tre posti del podio. Ogni esibizione era preceduta da un video messaggio: il colpaccio l'ha fatto Francesca Michielin, che ha avuto come endorser Fiorello che cantò, in gara all'Ariston, «Finalmente tu» proprio il 25 febbraio 1995, il giorno in cui è nata Francesca. «In sala parto c'era Beppe Vessicchio. Ti auguro di arrivare quinto come è successo a me perchè arrivare quinto porta fortuna. Poi se ti capita di vincere tenteremo un'altra volta di arrivare quinti». Nel corso della maratona, Gabriel Garko, che ha fatto un passaggio in scena con una farfalla sulla giacca per ricordare il passaggio ieri di Virginia Raffaele-Belen, affronta la lettura di una poesia di Giuseppe Catalano, un detenuto del carcere di Opera. 
QUESTI I BIG FINALISTI I Big rimanenti in gara riproporranno i loro brani ed ecco l’ordine di uscita dei cantanti che si esibiranno nella serata finale di Sanremo 2016:  Francesca Michielin – Nessun grado di separazione  Alessio Bernabei – Noi siamo infinito  Clementino – Quando sono lontano  Patty Pravo – Cieli immensi  Lorenzo Fragola – Infinite volte  Noemi – La borsa di una donna  Elio e le storie tese – Vincere l’odio  Arisa – Guardando il cielo  Stadio – Un giorno mi dirai  Annalisa – Il diluvio universale  Rocco Hunt – Wake Up  Dolcenera – Ora o mai più  Enrico Ruggieri – il primo amore non si scorda mai  Giovanni Caccamo- Deborah Iurato – Via da qui  Valerio Scanu – Finalmente piove  FIORELLO, VIDEO AUGURI PER LA MICHIELIN Francesca Michielin con «Nessun grado di separazione» è la prima cantante a esibirsi in gara. La Michielin è uno dei nuovi talenti della canzone italiana: per lei un video messaggio di Fiorello che cantò, in gara all'Ariston, «Finalmente tu» proprio il 25 febbraio 1995, il giorno in cui è nata Francesca. «Come lo so? Me lo ha detto Beppe Vessicchio che era in sala parto. Ti auguro di arrivare quinta come me, perchè porta fortuna. Poi se ti capita di vincere, ritenteremo l'anno prossimo, per arrivare quinti».  RAFFAELE EMOZIONATA NEI PANNI DI SE STESSA Dopo Alessio Bernabei, con l'incursione nella pop dance di «Noi siamo infinito» (il video messaggio augurale era di Miguel Bosè), è arrivato il momento di Virginia Raffaele, stasera nella parte di se stessa, dopo essere stata Sabrina Ferilli, Carla Fracci, Donatella Versace e Belen. Emozionata, senza la protezione del personaggio, in abito lungo nero con spacco profondo e bottoni arcobaleno, ha ringraziato Carlo Conti. «Ti ringrazio per la tua disponibilità e per il ricordo di questo Sanremo che porterò sempre con me» ha detto e ha mostrato il video di quando, due serate fa, ha messo in testa al conduttore una ciocca bionda della parrucca usata per la sua interpretazione della Versace.  BOLLE E BALLA "LA NOTTE VOLA" Bolle balla «La notte vola». La super etoile, sorridente e disponibile, dopo l'intervista con Carlo Conti, ha accettato l'invito di Virginia Raffaele per un passo a due sulle note della sigla cult di Lorella Cuccarini.  GLI ELII COME I KISS Look black and white, facce totalmente truccate e lingue di fuori. Gli Elii scelgono di omaggiare i Kiss nel look scelto per salire sul palco nella serata finale. Vestiti come i componenti della band hard rock di Gene Simmons, Elio e Le Storie Tese si sono esibiti in linguacce e facce 'dure« mentre intonavano il loro  PANARIELLO E PIERACCIONI, SATIRA SU RENZI All'Ariston arrivano a sorpresa Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni, amici di sempre di Carlo Conti, e c'è spazio anche per la satira su Renzi. Lo spunto è la proposta di reunion che i due attori fanno all'amico Carlo, mostrando un vecchio poster di uno spettacolo del '94: «Dai Carlo, esci un pò fuori da questi studi, altrimenti se non vieni te - lo ammonisce Pieraccioni - c'è la fila di gente che vuole venire». È già pronto Renzi: «È di Firenze come te, nun sa 'na parola d'inglese come te, vuol fare sempre tutto lui come te, sta sempre in televisione come te», spiega Panariello. «Ma l'avete interpellato Renzi?», chiede Conti. E Panariello: «ma perchè lui c'ha interpellato a noi italiani per fà il presidente del Consiglio?».  D'AVENA FA CANTARE L'ARISTON, DAI PUFFI A KISS ME LICIA È salita sul palco dell'Ariston 'a furor di popolò, e ha fatto cantare a squarciagola persino la platea compassata del Festival di Sanremo. Cristina D'Avena non ha deluso le attese dei numerosissimi fan che hanno chiesto a Carlo Conti di ospitarla durante una delle serate del festival: il conduttore ha scelto proprio la puntata della finalissima, riuscendo perfettamente nell'intento di scaldare il pubblico sanremese. Cristina ha regalato un medley dei suoi più grandi successi, cominciando proprio dallo Zecchino d'Oro e dal 'Il valzer del moscerinò. Poi, i tre valletti del conduttore hanno chiesto ciascuno un pezzo alla D'Avena: Virginia Raffaele ha voluto ascoltare 'Kiss me Licià, Madalina Ghenea 'Occhi di Gattò, mentre Gabriel Garko ha chiesto alla cantante 'La canzone dei Puffì, «Quando ero piccolo avevo i Puffi a casa -ha scherzato Garko- avevo anche il puffo Carlo, era nero». Infine, la D'Avena ha voluto accennare un pezzo che per lei rappresenta un ricordo d'infanzia, 'La pioggià di Gigliola Cinquetti, del 1969. «Quando si torna bambini si torna a vedere il mondo con occhi più belli -ha detto Cristina congedandosi dal pubblico che le ha tributato un grande applauso-Guardate il mondo con gli occhi belli dei bambini!».  RENATO ZERO, DOPPIA STANDING OVATION Doppia standing ovation e canti e balli al Teatro per Renato Zero, ospite della serata finale del festival di Sanremo. Il cantautore romano ha intonato prima un medley dei suoi più grandi successi composto da 'Favola mià, 'Più sù, 'Amicò, 'Nei giardini che nessuno sà, 'Cercamì, 'Il cielò e 'I migliori annì. Il teatro lo ha accolto con una prima standing ovation. «Cosa saremmo senza di voi? Zero!», ha detto l'artista, che poi ha confessato: «Sono due anni e mezzo che non calco queste tavole e c'avevo una fifa. Stavo per chiamare il cardiologo». Renato ha poi intonato 'Triangolò e 'Mi vendò, scatenando la sala in una seconda standing. Prima di congedarsi all'Ariston, Renato ha infine intonato il nuovo singolo 'Gli anni miei raccontanò che anticipa il nuovo album 'Alt', in uscita l'8 aprile. Per l'uscita di scena Zero si è affidato al classico saluto dei suoi live, tanto amato dai 'sorcinì: «Non dimenticatemi, eh!».  CONTI OMAGGIA BAUDO C'è spazio anche per un omaggio a Pippo Baudo, nella finale del Festival di Sanremo. «Grazie Pippo per aver inventato il Festival come lo facciamo oggi», ha detto Carlo Conti che ha ricordato anche la figura di Mike Bongiorno, salutando Valeria Marini seduta in platea.

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