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Brit Floyd, la miglior tribute band dei Pink Floyd in concerto a novembre agli Arcimboldi

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Brit Floyd, la miglior tribute band dei Pink Floyd in concerto a novembre agli Arcimboldi

Mercoledì 19 Ottobre 2016, 09:31

di Massimiliano Leva
I Brit Floyd nel mondo sono considerati quasi quanto i loro beniamini. Le loro esibizioni dal vivo sono seguitissime. Meglio per questo non chiamarli “cloni”, perché c’è di più. C’è la passione, certo. E c’è anche uno studio quasi maniacale (suoni, arrangiamenti, coreografie, pose) che li rende in tutto e per tutto simili ai loro eroi, che nello specifico sono i Pink Floyd.  «Per me, i Pink Floyd sono stati una folgorazione», racconta il leader e chitarrista dei Brit Floyd, Damian Darlington. Nati nel 2011 a Liverpool, sono forse la più famosa tribute band di David Gilmour e Roger Waters. A Milano arrivano dal vivo il 4 novembre al Teatro degli Arcimboldi con uno spettacolo intitolato “The world’s greatest Pink Floyd show”. Ma come si diventa sosia di leggendarie rockstar? «Innanzitutto c’è sempre un lavoro incredibile dietro ogni canzone inserita in scaletta - spiega Darlington. – In questo caso porteremo dal vivo i brani più famosi del repertorio dei Pink Floyd, che significa conoscere a memoria una discografia incredibile. Ma non solo, perché poi c’è da ricreare l’atmosfera, le scenografie, i giochi di luce che dietro a ogni show accompagnavano i Pink Floyd dal vivo».  Insomma, ore e ore di lavoro quasi maniacale. «Ci sono sempre moltissimi fan che pagherebbero qualsiasi cosa per poter assistere a un concerto dei Pink Floyd, ma sfortunatamente per loro non fanno più tour (anche se in sta parlando di una possibile reunion, ndr) o magari li facevano quando molti fan non erano ancora nati. Tutto questo è una gran fortuna per noi, perché assistere a un nostro concerto significa rivivere quelle emozioni anche se non siamo i Pink Foyd». A parte questo, i concerti dei Brit Floyd, nati dalle ceneri degli Australian Pink Floyd Show, non sono un semplice spettacolo di una cover band, ma una vera esperienza visiva. «C’è anche molto per quanto riguarda video e immagini show. Ogni volta che prepariamo un tour partiamo solitamente dalle canzoni che scegliamo di suonare e intorno ci costruiamo uno spettacolo. Non siamo i Pink Floyd, ma di sicuro ascoltarci dà l’idea di essere a un loro concerto».


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