Julianne Moore superstar al Giffoni: "Qui è bellissimo. Ragazzi, usate l'istinto"
di Alessandra De Tommasi

Julianne Moore superstar al Giffoni: "Qui è bellissimo. Ragazzi, usate l'istinto"

GIFFONI VALLE PIANA (SA) - Il Premio Oscar Julianne Moore ha letteralmente incantato il Festival per ragazzi di Giffoni (in corso fino al 22 luglio) con la grazia e l'ironia che la contraddistinguono sul grande schermo. Eterea nel suo minidress bianco, ha anticipato i prossimi progetti, La stanza delle meraviglie, in cui interpreta un'artista non udente, e Suburbicon, di e con George Clooney, oltre ad un telefilm con Robert De Niro ancora senza nome, firmato da David O. Russell. Prima, però, ha raccontato la sua esperienza da turista.

Cosa le piace della Costiera Amalfitana e del nostro Paese?
«Mi ha subito colpito il calore e il senso di accoglienza, quella travolgente esperienza sensoriale che ti rapisce: mi piace tutto, l'aria, l'acqua, il cibo, la cultura che si respira qui. Guardare dalla barca il mare cristallino è stato come un tuffo al cuore».

Si considera così istintiva anche nella scelta dei ruoli?
«Sempre: lo ripeto ai miei figli e l'ho messo in pratica io per prima. Nella vita deve guidarti l'istinto, quando ami qualcosa lo devi inseguire, senza lasciarti influenzare da chi ti dice che quello che ti piace non ha senso o è stupido. Quando mi trovo davanti ad un copione non guardo il genere o il budget, ma cerco di capire se mi colpisce». 

E come se ne accorge?
«Fin da bambina avevo un debole per la lettura, divoravo un libro dietro l'altro e questo mi ha permesso di sviluppare un intuito piuttosto buono nella scelta dei copioni. Se sulla carta una storia ha spessore difficilmente poi lo perde al cinema».

Cosa hanno in comune i tre prossimi lavori che la vedono protagonista?
«La fiducia nei registi che li dirigono: tutti vorrebbero stare in un set di Clooney, e non parlo solo di noi attori, ma anche di ogni singolo membro della troupe. George ha il dono quasi magico di far stare le persone a suo agio con semplicità e generosità».

E Todd Haynes e David O. Russell?
«Ho lavorato per la prima volta con Haynes quando era ad inizio carriera e mia stima per lui non è cambiata, anzi: non solo è un essere umano splendido ma anche un artista profondo che sa leggere l'umanità nel profondo. Di O. Russell mi piace questo senso di casa, di famiglia che sta mettendo nella trama».

Ha detto che le sta molto a cuore il tema dell'immigrazione che con Trump è un nervo scoperto degli Stati Uniti.
«Sono un'americana di generazione, mamma veniva dalla Scozia e sono convinta che la grandezza dell'America stia proprio nel fatto che sia nata grazie a persone provenienti da tutto il mondo. Ha una vocazione all'accoglienza che deve continuare a portare avanti».
Lunedì 17 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 08:50
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