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<title>leggo.it - Home</title>
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<description>Le news della sezione Home</description>
<copyright>Copyright 2007 Il Messaggero S.P.A.</copyright>
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<lastBuildDate>Thu, 18 Mar 2010 11:11:36 GMT</lastBuildDate>
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<title><![CDATA[ ZAMPARINI: "QUARTO POSTO  PER NOI E' COME SCUDETTO" ]]></title>
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<description><![CDATA[ Il presidente del Palermo Zamparini a pochi giorni dalla sfida contro l&rsquo;Inter ne giudica il rendimento. &ldquo;E&rsquo; nettamente la squadra più forte del campionato e potrebbe perderlo solo lei, non vincerlo le altre&rdquo;. Il patron rosanero ha poi parlato della sua squadra. &ldquo;Andremo in campo sapendo che la nostra classifica ci dice che dobbiamo vincere ma mi preoccupa il fatto che le gare decisive le abbiamo sempre fallite. Per noi il quarto posto varrebbe un scudetto&rdquo;.  LE NOTIZIE, LE FOTO DELLA TUA SQUADRA: FATTI UN REGALO, CLICCA QUI...  ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 11:04:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ EMANUELE FILIBERTO, NOTTE FOLLE CON LA MARINI -FOTO ]]></title>
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<description><![CDATA[ Emanuele Filiberto mostra a Valeria Marini le sue doti di ballerino. Il principe e la showgirl, dopo una puntata de I Raccomandati sono stati visti e fotografati (da Top) in una discoteca romana. I due si sono scatenati, senza perdersi un attimo di vista. Il feeling è evidente, ma entrambi sono già impegnati. Valeria è fidanzata con l'imprenditore Giovanni Cottone; Emanuele Filiberto è sposato con l'attrice Clotilde Coureau, da cui ha avuto due bambine. ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 11:03:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ ELISA, SVOLTA DOPO 17 ANNI SU FB: "RESTIVO IN CARCERE" ]]></title>
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<description><![CDATA[ Il ritrovamento della salma di Elisa Claps, nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza, rappresenta per gli inquirenti una svolta nelle indagini. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Salerno, Franco Roberti. «Noi avevamo un quadro indiziario, adesso il ritrovamento della salma rappresenta una svolta per le indagini su questo caso - ha detto Roberti - su Elisa Claps erano state fatte moltissime ipotesi: qualcuno immaginava anche che la ragazza fosse ancora viva, che si fosse allontanata spontaneamente. Una eventualità che a me era sempre sembrata infondata, ma che sino al ritrovamento dei resti era comunque, pur sempre, legittima». Roberti ha anche spiegato perchè la Procura di Salerno è ancora competente sul caso Claps: «la posizione del magistrato potentino, chiamato in causa da un collaboratore di giustizia, fu archiviata. Ma Salerno continua l'indagine per il principio della 'perpetratio iurisditionis'. Secondo questo principio, pur essendo venuto meno il fattore che aveva portato allo spostamento delle indagini, sarà  ancora la Procura di Salerno ad occuparsene».  QUESTORE:«STAVOLTA FARE TUTTO CON ATTENZIONE»  «Tutti i particolari devono essere selezionati con molte attenzione, questa volta»: lo ha detto il questore di Potenza, Romolo Panico, avvicinato dai giornalisti vicino alla chiesa nel cui sottotetto sono stati trovati i resti di un cadavere che quasi certamente è quello di Elisa Claps. Il questore ha spiegato che le attività di polizia scientifica sono riprese e continueranno dopo un incidente probatorio in corso nel sottotetto: è presente un anatomopatologo. Nel «tardo pomeriggio», se non più tardi ancora, è prevista la rimozione dei resti umani e degli oggetti trovati ieri.  POLIZIA INGLESE SEGUE SVILUPPI  La polizia di Bornemouth, nel sud dell'Inghilterra, segue «con attenzione» gli sviluppi del caso di Elisa Claps, dopo il ritrovamento del corpo che sembra essere quello della giovane scomparsa 17 anni fa. Secondo fonti informate, gli inquirenti britannici vogliono capire se esistano legami con l'omicidio di Heather Barnett, avvenuto nel 2002 e per il quale fu fermato due volte, ma mai accusato formalmente di nulla Danilo Restivo, principale sospettato per il caso Claps. Restivo, 37 anni, che è ancora residente in Inghilterra, è tornato sulle cronache locali ancora il 27 ottobre dello scorso anno quando, secondo il quotidiano di Bornemouth Daily Echo, ricevette una lettera con dentro due proiettili. Della vicenda, dice il giornale, si occupò la polizia italiana, in quanto la minaccia sembrava legata alla vicenda di Elisa Claps  FACEBOOK CONTRO RESTIVO  Danilo Restivo in carcere fino alla fine dei suoi giorni: è la richiesta di un gruppo di Facebook, con 92 iscritti, che condanna l'uomo indagato per l'omicidio di Elisa Claps. Il gruppo è nato proprio in seguito al ritrovamento dei resti del corpo della ragazza, avvenuto nella chiesa della Santissima Trinità. «Oggi, dopo 17 anni viene ritrovato all'interno della chiesa di Potenza dove era stata vista per l'ultima volta la povera Elisa Claps - si scrive nella descrizione del gruppo - il fratello sconvolto non ha potuto far altro che riconoscere i resti dell'amata sorella. Detto ciò - continua - e detto che è uno scandalo che sia stata uccisa all'interno di un luogo sacro, che non so quanto i religiosi abbiamo collaborato negli anni con gli inquirenti, voglio soffermarmi sul suo probabile assassino, quel maledetto Danilo Restivo, che uscito con le connivenze della famiglia mafiosa dal processo a suo carico è stato libero di andare a Londra ed ammazzare la povera donna che sfortunatamente abitava davanti a lui». «Si sanno questa cosa - si aggiunge - poichè grazie alla trasmissione »Chi l'ha visto?« si sono conosciute le manie che Restivo aveva, ossia di tagliare le ciocche di capelli alle ragazze ed anche il corpo della sinora londinese presentava i segni del taglio dei capelli». Sul social network, alla voce Danilo Restivo, è possibile riascoltare la lettera anonima di una ragazza - fornita alla trasmissione Rai - in cui una presunta testimone, che dice di avere paura, racconta di avere visto Eris Gega e Danilo Restivo costringere Elisa Claps a entrare a bordo di una Uno bianca, dopo aver tentato di fare resistenza a una proposta sussurrata nell'orecchio e aver urlato «ma che vi siete messi in testa?». La ragazza sostiene di avere visto anche una prima molestia di carattere sessuale ai danni della Claps. Inoltre è possibile riascoltare una intervista rilasciata da Restivo, poi accusato di inattendibilità.   ELISA RICONOSCIUTA DAGLI OGGETTI  famigliari di Elisa Claps hanno visionato nella tarda serata di ieri alcuni degli oggetti trovati nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza tramite delle foto ed hanno riconosciuto alcuni di essi come appartenenti ad Elisa. La conferma arriva da ambienti investigativi. In particolare gli occhiali ed un brandello di maglia sono gli oggetti ritenuti appartenenti ad Elisa Claps che sono stati riconosciuti dalla mamma Filomena. Gli inquirenti, ad ogni modo, continuano a non sbilanciarsi ed hanno già puntualizzato che una identificazione non avverrà prima delle attività di polizia scientifica e che la certezza assoluta arriverà dall'esame del dna che deve ancora essere estratto dal cadavere. Gli oggetti non sono stati ancora visionati direttamente dai fratelli e dalla madre di Elisa Claps ma, ad ogni modo, con il passare delle ore aumentano gli elementi a supporto del ritrovamento del corpo della ragazza.   SCIENTIFICA A LAVORO Gli agenti della Polizia scientifica sono tornati poco fa nella chiesa della Santissima Trinità, a Potenza, per continuare gli accertamenti cominciati ieri dopo il ritrovamento - in un sottotetto della canonica - di resti umani e oggetti che fanno pensare al cadavere di Elisa Claps. Gli agenti hanno scaricato da un'automobile alcuni contenitori e sono entrati nella chiesa, che è stata chiusa al pubblico. Secondo quanto si è appreso, gli investigatori stanno valutando la possibilità di rimuovere una parte del tetto per prelevare i resti umani trovati al di sotto senza correre il rischio di danneggiarli. Sul posto vi sono anche i Vigili del fuoco. Davanti al portone laterale della chiesa sono stati lasciati alcuni mazzi di fiori: una donna ha affisso anche una poesia dedicata a Elisa Claps. I versi sono semplici e si concludono con la certezza che i suoi «carnefici» finiranno all'inferno. In via Pretoria e nella via parallela sono sempre decine le persone che guardano e commentano la vicenda, unico argomento di conversazione in ogni negozio e locale pubblico del centro della città.   FIORI SUL PORTONE DELLA CHIESA Due fiori tra i battenti del portone laterale della chiesa della Trinità - dove ieri, in un sottotetto della canonica sono stati trovati resti umani e oggetti quasi certamente di Elisa Claps, la ragazza scomparsa a Potenza il 12 settembre 1993 - sono i segni rimasti della giornata convulsa di ieri, quando la vicenda è giunta ad una svolta. Davanti alla chiesa vi sono due automobili della Polizia e gli agenti sorvegliano, come ieri, gli ingressi della chiesa: su un muro accanto al portone laterale è stato lasciato anche uno striscione esposto ieri sera da un gruppo di giovani per chiedere «verità e giustizia». Vi sono già alcuni cronisti e attrezzature radiotelevisive: qualche passante con il giornale in mano si informa, alla ricerca di notizie che ancora non vi sono. Fra poco, però, gli investigatori della Polizia torneranno nella chiesa e nel sottotetto per continuare gli esami sui resti e gli oggetti trovati: finora non vi è la conferma che ciò che è stato trovato possa essere rimosso già oggi, in vista degli esami scientifici per avere la certezza che i resti umani trovati siano quelli di Elisa Claps.  ACCERTAMENTI SULLA SALMA La Procura della Repubblica di Salerno ha disposto un accertamento medico legale sui resti di Elisa Claps, la ragazza uccisa nel settembre del 1993, e il cui corpo è stato ritrovato nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza. Al momento, secondo fonti giudiziarie, non è ancora stato disposto un mandato di cattura internazionale per Danilo Restivo, unico indagato per l'omicidio, che risponde anche dei reati di violenza sessuale e occultamento di cadavere. L'accertamento medico sarà eseguito da una equipe specializzata: si tratta infatti di analisi molto complesse, a causa dello stato di avanzata decomposizione del corpo di Elisa. L'accertamento, fra l'altro, sarà irripetibile: vi si procederà, dunque, con tutte le garanzie del caso per la difesa. Una volta ottenuti i risultati, la Procura di Salerno deciderà le prossime mosse.  LA FRENETICA GIORNATA DI MERCOLEDI' Una giornata come tante e una città che finisce sotto choc a poco a poco, ma inesorabilmente, costretta a fare i conti con una vicenda - la scomparsa della studentessa Elisa Claps, il 12 settembre 1993 - che sembra essere arrivata a una prima svolta, con il ritrovamento di resti umani e oggetti che molto probabilmente portano a quella ragazza con un largo sorriso, nella canonica della chiesa della Santissima Trinità, nel centro di Potenza. Sono alcuni operai, impegnati in lavori di riparazione per un'infiltrazione di acqua, sul tetto dell'edificio della canonica della chiesa, attaccato al tempio e al campanile, a scoprire i resti umani e alcuni oggetti: la Polizia viene chiamata immediatamente. La presenza degli agenti - cresciuta numericamente con il passare dei minuti - non passa inosservata: intorno alle 13 la chiesa viene chiusa, come ogni giorno. Fuori restano automobili della Polizia e agenti davanti alle due porte di accesso. Mezz'ora dopo il procuratore della Repubblica esce dalla chiesa: «Non posso dire nulla».   QUALCOSA È STATO TROVATO Si capisce che qualcosa di importante è stato trovato: arrivano magistrati, personale della polizia scientifica, vigili del fuoco, più tardi anche un anatomopatologo dal Policlinico di Bari. La voce che i resti siano quelli di Elisa Claps fa in un baleno il giro della città: del resto, la presenza stessa della polizia in via Pretoria - dove la gente arriva sempre più numerosa con il passare del pomeriggio - suscita interrogativi e lascia sgomenti. Il corpo si trovava in un angolo in fondo al sottotetto, addossato ad un muro. Si tratta di un ampio locale in cui è molto difficile accedere: per raggiungerlo infatti bisogna prima salire sul terrazzo della chiesa, passando dalla sacrestia, e successivamente infilarsi in una sorta di cunicolo che porta al sottotetto. Il locale, racconta chi lo ha visto, è abbandonato da almeno una decina di anni ed è invaso dalla sporcizia. Vicino al corpo alcuni oggetti - un orologio, degli occhiali, una catenina e pezzi di indumenti - che sembra riconducano alla giovane: nelle prossime ore saranno analizzati dalla scientifica. Dunque Elisa Claps ritrovata morta, il suo cadavere quasi decomposto, nella chiesa dove era stata vista l'ultima volta da Danilo Restivo, il ragazzo che proprio nella Trinità raccontò di averla incontrata, quella mattina del 12 settembre 1993? Un nome affiora alla mente di tutti, quello di don Domenico Sabia, parroco della Trinità dal 1963, morto il 10 marzo di un anno fa all'età di 84 anni: un sacerdote conosciuto da tutti in città, che ottenne la ribalta nazionale il giorno di ferragosto di alcuni anni fa, quando in un'omelia criticò la scelta di alcune ragazze di lasciare scoperto l'ombelico. Il sacerdote è morto portando con sè qualche segreto? È una domanda alla quale gli investigatori dovranno rispondere. Il fratello di Elisa, Gildo, giunto in chiesa nel pomeriggio, ne esce sconvolto, ma senza la certezza che una famiglia distrutta dal dolore - e che però non si è mai stancata di cercare la verità - vorrebbe avere. È l'imbrunire quando l'anatomopatologo lascia la canonica: «saranno fatti ulteriori accertamenti», si limita a dire. Poco dopo esce anche il questore di Potenza, Romolo Panico: sottolinea che l'identificazione ancora non può essere certa, ma la sensazione che la svolta nella vicenda sia arrivata si diffonde rapidamente. «Ci vorrà l'ufficialità degli esami», ripete Panico che, alla domanda su come sia stato possibile che un cadavere sia rimasto per tanto tempo in quel posto senza che nessuno si accorgesse di nulla, si limita a dire: «Preferisco non rispondere». Poco dopo, alcuni ragazzi arrivano davanti alla chiesa, in piena via Pretoria, con uno striscione che ha una scritta semplicissima: «Verità e giustizia».  INDAGATO UN GIOVANE I magistrati della Procura della Repubblica di Salerno che indagano sulla morte di Elisa Claps - la ragazza potentina scomparsa il 12 settembre 1993 - hanno già avviato approfondimenti e interrogatori dopo il ritrovamento, avvenuto oggi a Potenza, di resti umani e oggetti che farebbero pensare proprio alla ragazza sparita 17 anni fa. Nell'inchiesta è indagato per omicidio Danilo Restivo, il giovane che per ultimo parlò ad Elisa, quella mattina del 12 settembre, proprio nella chiesa della Santissima Trinità, nella cui canonica oggi, in un sottotetto, sono stati trovati resti umani. L'inchiesta sulla morte di Elisa Claps - con l'ipotesi di omicidio volontario ed occultamento di cadavere - è stata trasferita alla Procura della Repubblica di Salerno dopo che, nelle indagini, fu coinvolto un magistrato che si era occupato dell'inchiesta sulla scomparsa della ragazza, chiamato in causa da un collaboratore di giustizia.  Ira su Facebook: Restivo in galera  RESTIVO LEGATO AD ALTRO GIALLO Il nome di Danilo Restivo, principale sospettato per la scomparsa di Elisa Claps, è emerso anche nella vicenda misteriosa e terribile dell'omicidio di Heather Barnett, una donna inglese di Bornemouth, madre di due figlie, assassinata brutalmente il 12 novembre 2002. Restivo, che viveva in un appartamento nella zona di Charminster, di fronte a quello della donna, fu arrestato nel 2004 nel corso delle indagini su quel delitto: negò ogni coinvolgimento e fu rilasciato senza alcuna incriminazione. Arrestato di nuovo due anni dopo fu interrogato nuovamente, ma di nuovo rilasciato. Heather, 48 anni, fu trovata morta dalle figlie in bagno in uno scenario terrificante: era stata colpita in testa con un oggetto simile a un martello, e pugnalata. I seni erano stati mutilati e lasciati accanto al corpo. Nella mano c'erano dei capelli, lunghi 9 centimetri, che non erano i suoi. Secondo le informazioni date dalla polizia del Dorset, le analisi chimiche e degli isotopi di quei capelli rivelarono che la persona cui appartenevano quei capelli viveva nel Regno Unito, che era stata all'estero due volte nei tre mesi che erano trascorsi dall'ultimo taglio di capelli, e che aveva cambiato dieta. Sempre le stesse analisi indicarono, secondo Stuart Black, l'esperto che le ha condotte, che la stessa persona viaggiò in quei mesi tra Valencia e Almeria in Spagna e il sud della Francia, e infine la zona di Tampa, in Florida. La polizia del Dorset si è recata in Italia ancora nel febbraio di quest'anno per consultarsi con i colleghi italiani che indagavano sul giallo di Elisa Claps. Il sovrintendente Mark Cooper, nel suo ultimo appello a chiunque avesse informazioni, in particolare a chiunque avesse avuto una ciocca di capelli tagliata da uno sconosciuto, disse che costui o costei «potrebbe essere un testimone significativo» (e Restivo aveva il «vizietto» di tagliare ciocche di capelli alle donne). Lo stesso dicasi per un uomo ripreso dalle telecamere davanti al Richmond Arms Pub sulla Charminster Road attorno alle 9:30 del mattino in cui fu commesso l'omicidio. L'altro elemento è l'impronta di una scarpa Nike 'Terra Part Stormy' lasciata nel sangue sulla scena del crimine. Cooper ha detto che «l'indagine sull'assassinio di Heather Barnett non sarà chiusa, e noi restiamo determinati e decisi a trovare il suo assassino feroce, quanto lo eravamo nei primi giorni e settimane dopo la tragica morte di Heather».  GIALLO LUNGO 17 ANNI Un mistero lungo 17 anni, che nasce e muore nel centro storico di Potenza, capoluogo della Basilicata, dopo aver toccato l'Albania e l'Inghilterra: la vicenda di Elisa Claps - la studentessa scomparsa a 16 anni il 12 settembre 1993 e i cui resti, con molta probabilità, sono stati ritrovati oggi - è costellata di tanti misteri e di un principale sospettato: Danilo Restivo, tuttora indagato dalla Procura di Salerno per l'omicidio di Elisa Claps. Fu proprio Restivo, all'epoca ragazzo di 21 anni, l'ultimo ad aver visto Elisa. I due - secondo la testimonianza, mai ritrattata, di Restivo - si sarebbero parlati per pochi minuti, intorno alle ore 12, proprio nella chiesa della Santissima Trinità, dove oggi sono stati ritrovati resti umani e oggetti, quasi certamente appartenenti alla ragazza. Elisa poi svanì: tre quarti d'ora dopo le 13 - quindi circa un'ora dopo l'ultimo avvistamento di Elisa - Restivo si fece medicare nell'ospedale San Carlo di Potenza per una ferita ad una mano, che disse di essersi procurato cadendo nel cantiere delle scale mobili, allora in costruzione.   INDAGATO ANCHE UN ALBANESE Ma nel 1993 fu anche un altro giovane, l'albanese Eris Gega, ad essere indagato per la misteriosa scomparsa. L'albanese fu arrestato per false dichiarazioni, ma poì uscì dall'inchiesta della Procura di Potenza. Un'altra pista albanese, invece, fu seguita dopo le dichiarazioni di un vigile urbano di Policoro (Matera), il quale era convinto che la ragazza si trovasse proprio in Albania. Anche in questo caso, non furono mai trovate tracce della ragazza. Dopo anni di silenzio, nel 1999, fece poi scalpore l'annuncio diffuso proprio dalla famiglia di Elisa, che su un sito creato per avere notizie della ragazza, era arrivato un messaggio, firmato Elisa. La studentessa diceva di trovarsi in Sudamerica e di non avere intenzione di far ritorno a casa e di non voler riprendere i contatti con la sua famiglia. La Polizia scoprì che il messaggio partì da un internet point di Potenza: lo aveva inviato Danilo Restivo. E il nome di Restivo torna al centro dell'inchiesta (nel frattempo trasferita alla Procura di Salerno) nel 2004, quando Scotland Yard lo indaga per l'omicidio di una sarta, Heather Barnett, avvenuto il 12 novembre 2002. Heather è una vicina di casa di Danilo, che si è trasferito in Inghilterra. Gli agenti inglesi puntano le indagini su Danilo, anche perchè vicino al cadavere seviziato della donna, vi è una ciocca di capelli lasciata dall'assassino. E Restivo, a Potenza, aveva il «vizio» di tagliare ciocche di capelli alle ragazze, anche per strada o sugli autobus. Nei mesi scorsi, Scotland Yard ha mandato i suoi investigatori a Potenza per interrogare persone coinvolte nel caso Claps. Oggi il ritrovamento dei resti nella chiesa della Trinità, dove tutto è cominciato. E dove, forse, il mistero della scomparsa di Elisa ha trovato la sua soluzione.  FRATELLO SCONVOLTO Gildo Claps, fratello di Elisa Claps  la ragazza potentina scomparsa dal 1993 - è uscito visibilmente sconvolto dalla chiesa dove sono stati trovati resti umani e oggetti che fanno pensare alla sorella. Claps non ha parlato con i giornalisti e si è allontanato subito, ma ha confidato ad alcuni amici di non essere sicuro che si tratti dei resti e di oggetti appartenuti a Elisa. Secondo quanto è stato possibile sapere, gli oggetti saranno esaminati di nuovo nelle prossime ore, con maggiore calma, proprio da Gildo Claps e da altri parenti di Elisa..   Queste le date più importanti della scomparsa di Elisa Claps:   12 settembre 1993: in una domenica mattina, intorno alle ore 12.45, si perdono le tracce della studentessa potentina di 16 anni. 22 dicembre 1993: viene arrestato per false dichiarazioni un ragazzo albanese, Eris Gega, di 20 anni, che, secondo un testimone, era con Elisa intorno alle 13.45. Sarà scarcerato il 12 gennaio 1994.  10 settembre 1994: sempre per false dichiarazioni, viene arrestato Danilo Restivo, il ragazzo di 21 anni, che per ultimo ha incontrato la studentessa nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza. 6 ottobre 1994: un vigile urbano di Policoro (Matera) dice che Elisa si trova in Albania, ma dopo pochi giorni sfuma la «pista albanese».  7 marzo 1995: Restivo viene condannato per false dichiarazioni.  11 maggio 1999: su un sito voluto dalla famiglia, arriva un falso messaggio scritto da Elisa, che raccontava di trovarsi in Sudamerica. Gli investigatori scoprono che l'ha scritto Restivo. 1 2 novembre 2002: in Inghilterra, una sarta, Heather Barnett, viene uccisa e seviziata. Scotland Yard indaga per omicidio Restivo (vicino di casa della donna) che si è trasferito a Bournemouth.  14 settembre 2009: gli agenti inglesi sono a Potenza per interrogare alcune persone coinvolte nel caso Claps.  17 marzo 2010: nella chiesa della Santissima Trinità vengono trovati resti umani. Con molta probabilità sono di Elisa Claps. clicca e diventa fan di Leggo su Facebook ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 11:02:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ MADRE E COMPAGNO "FATTI": SANDRO, 8 MESI, UCCISO FOTO ]]></title>
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<description><![CDATA[ &bull; Lei in cella: "Dov'è il mio cucciolo?" Seviziato e ucciso dalla madre e dal suo accompagnatore in preda agli effetti della cocaina. Questa è la ricostruzione degli inquirenti, illustrata stamani nel corso di una conferenza stampa in questura a Genova, per l'omicidio di Alessandro, il bimbo di otto mesi, arrivato esanime ieri mattina all'istituto Gaslini col cranio sfondato, segni di bruciature in un orecchio e all'inguine, ed ecchimosi riconducibili a pizzicotti sul collo. Per la morte del piccolo sono stati arrestati ieri pomeriggio, secondo quanto emerso - in flagranza di reato - con l'accusa di omicidio volontario in concorso la madre di Alessandro, Caterina Mathas, di 26 anni, e Giovanni Antonio Rasero, di 29, (tra i due sembra non ci fosse un rapporto stabile) poi sottoposti ad un lungo interrogatorio dal pm Marco Airoldi, titolare dell'inchiesta, in presenza degli avvocati. Gli esami radiologici eseguiti sul piccolo hanno evidenziato fin da subito come fosse stato sottoposto ad una violenza «reiterata» compatibile con lo sbattimento contro un muro, un mobile o un pavimento. Uno sbattimento che ha provocato «lesioni interne nella parte posteriore del cranio, tali da determinare un vero e proprio avvallamento».  INTERROGATORI NEL POMERIGGIO È prevista per oggi alle 14 l'autopsia sul piccolo Alessandro, il bambino di otto mesi ucciso nel monolocale di Nervi dove si trovava insieme alla madre Katerina Mathas, di 26 anni ed al compagno di lei Gian Antonio Rasero, di 29. L'incarico è stato conferito stamani dal pm Marco Airoldi al professor Francesco Ventura. Nel pomeriggio, invece, sono previsti da parte del pm gli interrogatori dei due indagati. L'accusa è quella di concorso in omicidio volontario. È previsto che l'udienza di convalida del gip Vincenzo Papillo si svolga domani pomeriggio.  LO "SBATTIMENTO" E proprio di «sbattimento» ha parlato Rasero, nell'interrogatorio accusando la madre del piccolo. Mathas invece ha raccontato di non ricordare niente di quanto avvenuto. Di essere stata svegliata dall'uomo perchè il bimbo non si muoveva più. Una dichiarazione, quella della donna, che il dirigente della squadra mobile Gaetano Bonaccorso definisce piuttosto «inverosimile», lasciando intendere che tra i due, pur ritenuti corresponsabili di omicidio volontario, è la giovane madre a trovarsi in una posizione più grave. Dichiarazioni in buona parte contrastanti, che ora saranno vagliate ed approfondite, confrontate col racconto di parenti ed amici, anche per capire se il bambino, avesse già subito violenze in passato. Sia Mathas che Rasero hanno ammesso di aver fatto uso di cocaina. Ed in particolare Mathas era già nota in prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti. Sarebbe stato proprio l'effetto della droga a provocare il gesto violento nei confronti del piccolo, forse in preda ad una crisi di pianto, lasciato a dormire su un divano nel monolocale del lussuoso residence di Nervi dove Rasero aveva preso alloggio un mese fa. Ma all'arrivo della squadra mobile che ora ha posto sotto sequestro l'appartamento, di droga non ne è stata trovata. E non sono stati trovati neppure biberon o pannolini, la normale dotazione che qualsiasi madre si porterebbe dietro in vista di una notte fuori con un bimbo di otto mesi. Qualcuno infatti nel palazzo di Nervi racconta che ieri mattina Rasero, da solo, avrebbe fatto un blitz in casa. Si parla di due sacchetti di plastica con all'interno una copertina. Ma anche questo elemento è al vaglio degli investigatori.  LA MADRE CERCA IL "CUCCIOLO" «Chi mi ha portato via il mio cucciolo? Non ci posso credere che il mio cucciolo non ci sia più. Non posso credere che sia stato quel ...»: piange disperata Catarina Mathas nella sua cella di isolamento nel carcere di Genova-Pontedecimo dove non ha potuto portare nemmeno un ciucciotto, un oggetto appartenuto al suo piccolo Alessandro a cui aggrapparsi in questo momento così buio della sua vita. Col passare delle ore si fa più forte in lei la consapevolezza di quanto avvenuto in quel lussuoso monolocale di Nervi martedì notte, della morte del suo bimbo, del fatto di essere accusata in concorso col suo accompagnatore di una notte, Giovanni Rasero, dell'omicidio del suo «cucciolo». Stamani il legale della giovane, l'avvocato Igor Dante, è andato a trovarla. La descrive come una madre disperata per la perdita del proprio bambino, di una donna che respinge quasi indignata le accuse che le vengono mosse, di una ragazza niente affatto preoccupata dall'organizzare una strategia difensiva. Le parole di Catarina vengono spesso interrotte da singhiozzi e lacrime, che si alternano con momenti di lucidità in cui si sforza di ricordare. Continua a dare la sua versione, così come l'ha ripetuta per tre volte ieri sera davanti al pm Marco Airoldi, senza cadere in contraddizione, come spiega il legale. Un racconto che può essere sintetizzato in questo modo: alle 23.30 circa sono arrivati nell'alloggio di Nervi, lei e Rasero si sono fatti di cocaina, e dopo una mezzora circa è uscita lasciando il bimbo. È stata fuori per un'oretta e al suo ritorno ha controllato che il piccolo, che riposava sul divano, stesse bene e poi si è messa a dormire. È stato Rasero, alle 10.30 di ieri mattina, secondo il suo racconto, a svegliarla dicendole che Alessandro non si muoveva più, poi di corsa al pronto soccorso dell'istituto Gaslini.  ESAMI TOSSICOLOGICI Il medico legale genovese Marco Salvi sta lavorando ad una vera e propria «carta di identità genetica» della madre di Alessandro, il bimbo di otto mesi arrivato morto ieri mattina all'istituto Gaslini, Caterina Mathas, di 26 anni, e del suo accompagnatore Giovanni Antonio Rasero, di 29, entrambi in carcere con l'accusa di omicidio volontario in concorso del bimbo. I due, visitati ieri sera in questura, sono stati sottoposti a prelievi di sangue, delle urine e del Dna, per stabilire quando sia avvenuta l'assunzione di sostanze stupefacenti, che secondo le stesse ammissioni di Mathas e Rasero, sarebbe stata cocaina. Il pm Marco Airoldi, titolare dell'inchiesta, ha concesso quindici giorni per depositare i risultati di questi esami. Per il momento il pm non ha ancora presentato richiesta di convalida dell'arresto di Mathas, detenuta a Genova-Pontedecimo, e di Rasero, in carcere a Marassi.  DRAMMA IN UN QUARTIERE BENE L'alloggio della coppia, in un lussuoso residence del quartiere residenziale di Nervi, con piscina e campi da tennis, è stato posto sotto sequestro. I custodi del residence hanno dichiarato ai cronisti di aver visto uscire la madre ed il compagno intorno alle 10.30 con il bambino in braccio, con il capo appoggiato sulla spalla, come se fosse addormentato. «Camminavano tranquillamente, senza nessuna fretta - ha detto la portinaia - e quindi sono rimasta molto turbata quando ho saputo che il bimbo era morto». Il bambino - si è appreso dall'ospedale Gaslini - è giunto già privo di vita al pronto soccorso ed i tentativi di rianimazione non hanno esito positivo. Resisi conto delle lesioni alla testa, i sanitari hanno avvertito subito la Polizia.  UN CASO ANALOGO 10 MESI FA La morte del piccolo Alessandro Mathas ed il conseguente arresto con l'accusa di omicidio volontario della madre e del suo compagno, ricorda la vicenda del piccolo Gabriel, un bimbo di 17 mesi, ucciso a calci e pugni il 14 maggio scorso ad Imperia. Anche in quel caso, con l'accusa di omicidio preterintenzionale, furono arrestati la giovane madre ed il suo compagno. Gabriel morì poco prima di entrare in ospedale. L'autopsia accertò lesioni gravissime mortali: lo spappolamento di fegato e reni e la frattura della milza. A procurargli quelle lesioni, secondo gli inquirenti, sarebbero stati, con calci e pugni nell'addome, sua madre Elizabete Petersone, 20 anni, di origini lettone, e il convivente di lei, Paolo Arrigo, di 24. Arrigo è ora agli arresti domiciliari. La mamma del piccolo è invece ancora in carcere e ha fatto sapere, tramite il suo avvocato, che cerca ospitalità, a titolo gratuito, non essendo in grado la famiglia di sostenere delle eventuali spese di affitto, per poter beneficiare degli arresti domiciliari. ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 11:00:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ RAI-AGCOM, INCHIESTA VA A ROMA SCHIFANI: "BISOGNA FARE LUCE" ]]></title>
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<description><![CDATA[ Potrebbe essere trasferita a breve a Roma, ma non si sa ancora in quale sede, nel giro di pochi giorni, anche entro questa settimana, una parte dell'inchiesta Rai-Agcom, quella che riguarda la posizione del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Lo si apprende da fonti giudiziarie. Sulla ipotesi che anche il resto dell'inchiesta Rai-Agcom vada via da Trani, esiste la possibilità dell'applicazione dell'art.12 del Codice di Procedura Penale, quello contenente la norma della 'connessionè. In questa vicenda, connessione con il reato più grave, contestato al premier, di concussione e violenza o minaccia a corpo politico amministrativo giudiziario.  SCHIFANI: «FARE LUCE» «Sarebbe opportuno che si faccia luce al più presto su questa preoccupante fuga di notizie che non è la prima volta che avviene nel nostro Paese». È quanto chiede il presidente del Senato, Renato Schifani, a margine di un convegno sugli ammortizzatori sociali e la figura di Marco Biagi, riferendosi all'inchiesta di Trani con la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche da giorni sulle prime pagine dei quotidiani. «Ormai - lamenta Schifani - il segreto istruttorio, con la pubblicazione delle intercettazioni, credo non esista più». «Questo - sostiene il presidente del Senato - è un quesito che dobbiamo porci tutti; rappresentanti delle istituzioni e cittadini, sul perchè di questa eccessiva fuga di notizie presso le Procure dove si fanno le indagini». «Questo - conclude Schifani - è una domanda che mi pongo e credo occorra dare risposta con indagini chiare ed efficaci che finalmente vengano a scoprire dov'è il marcio».   BINDI: «GRAVE INGERENZA PREMIER» Quello che emerge dalle intercettazioni al di là dei profili giudiziari della vicenda è che c'è una vera e propria ingerenza politica pesante da parte del Presidente del Consiglio. Non so se è un reato, ma politicamente è un comportamento scorretto, molto scorretto del premier, che tutti sanno essere un imprenditore di televisioni, sul servizio pubblico». Così il presidente del Pd Rosy Bindi è intervenuta su La 7 in merito all'inchiesta di Trani.  MANCINO CRITICA IL PREMIER «Questa è una valutazione del presidente del Consiglio che io non condivido». Così il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, che a Milano è intervenuto alla commemorazione di Guido Galli, ucciso dai terroristi, ha commentato le affermazioni del presidente del Consiglio secondo il quale i magistrati che lo hanno intercettato per la vicenda Agcom dovrebbero essere puniti. «Per me c'è sempre stato il sereno tra le istituzioni». Lo ha detto il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, commentando le polemiche di questi giorni scaturite dall'inchiesta di Trani e dall'invio degli ispettori da parte del ministro della Giustizia Angelino Alfano. «Se c'è qualcuno che ha polemizzato - ha spiegato - chiedete a lui».  SCHIFANI STA CON NAPOLITANO «Quelle del Capo dello Stato sono parole sagge, naturalmente condivisibili al massimo». Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, riferendosi all'appello di Napolitano sulle vicende dell'inchiesta di Trani, parlando a margine di un convegno sugli ammortizzatori sociali promosso nell'ottavo anniversario dell'uccisione del professor Marco Biagi. «In particolar modo il presidente della Repubblica Napolitano - sottolinea Schifani - ha voluto richiamare tutte le parti alla vigilia di una campagna elettorale troppo dico troppo densa di veleni, di attacchi reciproci, che non stanno consentendo ai cittadini di concentrarsi su progetti e sui programmi delle coalizioni e dei candidati».  DE MAGISTRIS INTERROGATO DA COMMISIONE UE L'eurodeputato IdV Luigi de Magistris ha presentato un'interrogazione parlamentare alla Commissione europea in merito all'attuale inchiesta della Procura di Trani sul caso RAI-AGCOM. De Magistris chiede alla Commissione di accertare se le pressioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, mirate ad influenzare l'attività dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), abbiano costituito una violazione alla nuova direttiva comunitaria sui servizi audiovisivi senza frontiere in merito all'indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione. Nell'interrogazione presentata dall'eurodeputato IdV, si fa anche riferimento all'articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE che sancisce il principio del pluralismo dei mezzi di informazione.(  DI PIETRO: ««NESSUN COMPLOTTO» «La magistratura non fa complotti ma indagini ed accerta chi ha commesso reati». Così Antonio Di Pietro, leader Idv, commenta le parole del premier sull'esistenza di un complotto ai suoi danni. «Oggi non sono venuti fuori solo le intercettazioni che riguardano comportamenti immorali e antidemocratici del presidente del Consiglio - spiega il leader Idv a Montecitorio - oggi sono stati disposti arresti anche a Bari nei confronti di alti esponenti, ex assessori regionali del Pd e quindi di un partito diverso da quello del premier a dimostrazione che la Magistratura fa il suo dovere e non hanno colpa i magistrati se ci sono alcuni politici che pretendono di imbavagliare l'informazione e prendere mazzette».   NESSUNA ISTRUTTORIA Non ci sarà nessuna istruttoria della sesta commissione del Csm sull'ispezione in corso alla Procura di Trani, ma i consiglieri si limiteranno ad una risoluzione di carattere generale, che ribadirà i principi del rapporto tra poteri degli 007 di Alfano e segreto investigativo. Il documento potrebbe già essere approvato in commissione la prossima settimana. Non saranno dunque sentiti a Palazzo dei Marescialli gli ispettori inviati a Trani dal ministro, nè tanto meno i magistrati di quella Procura. E nemmeno sarà acquisito il mandato che il ministro Alfano ha affidato ai suoi incaricati e che tante polemiche aveva suscitato tra i consiglieri, i quali avevano ipotizzato un intervento su materie al di fuori delle competenze degli ispettori. La decisione della Commissione è in linea con le indicazioni che aveva dato il Comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli attribuendo la competenza delle pratica alla Sesta Commissione,che non ha il compito di tutelare i magistrati da eventuali invasioni di campo, ma di affrontare problemi ordinamentali. L'incarico di provvedere a una ricognizione dei principi che regolano il rapporto tra i poteri degli ispettori e le indagini giudiziarie, mettendo insieme le delibere con le quali il Csm ha già affrontato il passato il problema, è stato attribuito a Ezia Maccora, presidente della Commissione e togata di Magistratura Democratica. La Commissione tornerà a riunirsi mercoledì 24 marzo e conta di approvare il documento finale nella stessa settimana. Sull'iniziativa della Commissione resta comunque il dissenso del laico del Pdl, Gianfranco Anedda, secondo il quale il Csm non dovrebbe intervenire sul potere del ministro di inviare gli ispettori negli uffici giudiziari.   «PREMIER HA STRUMENTALIZZATO PAROLE DI NAPOLITANO» «Napolitano chiede il rispetto e il premier, in tutta risposta, strumentalizza vergognosamente le parole del presidente della Repubblica contro il Csm. Della serie: come volevasi dimostrare...». È quanto afferma Pino Sgobio, dell'ufficio politico del PdCI - Federazione della sinistra, che continua: «La verità è che con questo premier e con questa maggioranza non c'è regola che valga: sono l'antitesi della democrazia formale e sostanziale».   CAPRISTO: «NON SIAMO TOGHE ROSSE» «Ma quale procura rossa, io non ci sto a questo gioco. Io e i miei procuratori stiamo da una sola parte che è quella della giustizia». Così Carlo Maria Capristo, capo della Procura di Trani, in una intervista al Corriere della Sera, nella quale spiega che lo scontro istituzionale innescato dall'indagine di Trani «non è volontà nostra. Noi facciamo solo il nostro lavoro». Il responsabile dell'ufficio di Trani si dice però «amareggiato nel vedere che malgrado tutto qualcuno vuole usarci», ma ripete che «il gioco politico che fanno altri» non lo riguarda e definisce «sciagurata» la fuga di notizie che ha «complicato la situazione e dettato tempi diversi» all'indagine. «Tutto - dice - è diventato grottesco e paradossale». Quanto all'inchiesta e la questione della competenza territoriale, Capristo sottolinea che è «tutto regolare», e che «la competenza la stiamo esaminando attentamente. Ci date - chiede - il tempo di guardare le carte?».   NAPOLITANO: «RISPETTARE LE ISPEZIONI» Vanno «rispettate (in tutti i casi, compreso quello oggi all'attenzione dell'opinione pubblica) l'autonomia delle indagini e l'autonomia degli interventi ispettivi disposti dal Ministro della Giustizia nei limiti dei suoi poteri»: lo afferma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una dichiarazione sulla inchiesta di Trani e sulla ispezione disposta dal ministro della Giustizia, Alfano. I legali del premier Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Filiberto Palumbo, sono giunti poco fa in procura a Trani. I due penalisti stanno per incontrare i magistrati che coordinano l'indagine Rai-Agcom nella quale il capo del governo è indagato per concussione e minacce all'Ufficio dell'Autorità garante nelle comunicazioni per le pressioni eserciate per far chiudere Annozero di Michele Santoro. Non è escluso che i difensori depositino una istanze ai pubblici ministeri. «Come recita lo stesso regolamento del CSM, quest'ultimo può prendere in esame 'le relazioni conclusive delle inchieste amministrative eseguite dall'Ispettorato generale presso il Ministero della Giustizià, e non pronunciarsi preventivamente sullo svolgimento di dette inchieste»: lo afferma Giorgio Napolitano in una dichiarazione sulla vicenda dell'inchiesta di Trani. A loro volta, aggiunge il capo dello Stato, le ispezioni del ministero «non possono interferire nell'attività di indagine di qualsiasi Procura, esistendo nell'ordinamento i rimedi opportuni nei confronti di eventuali violazioni compiute dai magistrati titolari dei procedimenti».«Il Comitato di Presidenza del CSM - ricorda Napolitano anche in qualità di presidente del Csm - ha deliberato martedì 16 di affidare alla VI Commissione la richiesta sottoscritta dalla gran parte dei membri del Consiglio per l'apertura di una 'praticà inerente l'ispezione disposta dal Ministro della Giustizia presso la Procura della Repubblica di Trani». «Tale richiesta - sottolinea il Capo dello Stato - non poteva discutersi, mancandone i presupposti, come apertura di una 'pratica a tutelà qual è concepita nelle rigorose formulazioni di recente introdotte nel regolamento del CSM ; ed è stata perciò correttamente assegnata alla VI Commissione, competente per 'questioni di carattere generale connesse a rapporti istituzionalì». «E come lo stesso Comitato di Presidenza ha chiarito - aggiunge il presidente della Repubblica - il CSM può solo richiamare gli orientamenti generali già indicati da ultimo con deliberazione del 24 luglio 2003 circa i 'rapporti fra segreto di indagine e poteri dell'Ispettoratò. Tali indicazioni sono d'altronde ben chiare a chi svolge attività ispettiva per conto del Ministero della Giustizia e a chi dirige la Procura di Trani, che le ha infatti in questi giorni pubblicamente richiamate». «Come recita lo stesso regolamento del CSM, quest'ultimo può prendere in esame 'le relazioni conclusive delle inchieste amministrative eseguite dall'Ispettorato generale presso il Ministero della Giustizià, e non pronunciarsi preventivamente sullo svolgimento di dette inchieste. Così come queste non possono interferire nell'attività di indagine di qualsiasi Procura, esistendo nell'ordinamento i rimedi opportuni nei confronti di eventuali violazioni compiute dai magistrati titolari dei procedimenti». «Vanno in sostanza rispettate (in tutti i casi, compreso quello oggi all'attenzione dell'opinione pubblica) l'autonomia delle indagini e l'autonomia degli interventi ispettivi disposti dal Ministro della Giustizia nei limiti dei suoi poteri. È altamente auspicabile che in un periodo di particolari tensioni politiche qual è quello della campagna per le elezioni regionali, si evitino - conclude - drammatizzazioni e contrapposizioni, come sempre fuorvianti, sul piano istituzionale».   "MASI SI DIMETTA" Il direttore generale della Rai Mauro Masi si dimetta subito. A chiederlo sono i consiglieri d'amministrazione Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten. «La gravità del contenuto delle intercettazioni telefoniche pubblicate oggi da alcuni quotidiani - sostengono i due componente del Cda - rendono inevitabile a tutela dell'immagine e della credibilità del servizio pubblico una forte e chiara assunzione di responsabilità. L'autonomia e l'indipendenza degli amministratori sono elementi costitutivi di un servizio pubblico radiotelevisivo. Per questo riteniamo inevitabili le immediate dimissioni del direttore generale e abbiamo informato il Presidente che parteciperemo ai lavori del prossimo Consiglio, oggi giustamente rinviato, per formalizzare questa richiesta se il prof.Masi non le avrà nel frattempo rassegnate».  RINVIATO CDA RAI Il cda della Rai previsto per oggi alle 14.30 sarebbe stato rinviato di una settimana per ragioni - a quanto si apprende - legate a condizioni ambientali e per una questione di opportunità, maturate dopo la lettura dei quotidiani, in particolare di alcuni stralci di intercettazioni dell'inchiesta di Trani pubblicate da Repubblica in cui il direttore generale di Viale Mazzini, Mauro Masi, farebbe riferimento tra l'altro alla rimozione dell'ex direttore di Raitre Paolo Ruffini.  RUGGIERO: «SEGRETO ISTRUTTORIO PER TUTTI» L'indagine Rai-Agcom è coperta dal «segreto investigativo che vale sia per gli indagati sia per gli ispettori». Lo ha ribadito ai giornalisti uno dei quattro pm che coordinano le indagini nella quale è indagato per concussione e minacce ai danni dell'Agcom anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ruggiero aveva preannunciato la decisione di opporre il segreto istruttorio agli ispettori conversando con i cronisti prima di essere ascoltato, ieri sera, dagli 007 di via Arenula, assieme al procuratore Carlo Maria Capristo.  DI PIETRO: «COLPO A CERCHIO BOTTE» Napolitano ha dato un colpo al cerchio e una alla botte cercando di salvaguardare sia le funzioni del ministro, sia quelle del Csm». È questo il commento fatto in diretta su Repubblica Tv da Antonio Di Pietro appena diffusa la nota del Quirinale sulle vicende giudiziarie di Trani. «Il presidente della Repubblica - ha aggiunto Di Pietro - non poteva che dire questo. Ma le ispezioni del ministero sono per i giudici un cerino che rimane in mano a chi lo accende. Sono certo che i giudici di Trani sono contentissimi dell'inziativa del ministro che confermerà la correttezza dell'operato dei Pm». Di Pietro ha infine escluso che gli ispettori possano accedere alle carte giudiziarie. Quanto al merito politico dell'iniziativa, a suo avviso «neanche nel Burundi accade che un ministro della giustizia voglia andare a vedere le carte di giudici che indagano sul suo premier».  FOLLINI:«SURREALI INDAGINI SUL PREMIER» «Ritengo surreale che il Presidente del Consiglio sia indagato per una telefonata e che questo paese sia bloccato da 15 anni dal conflitto di interesse». È quanto ha detto questa mattina a Omnibus su LA7 il senatore del Partito democratico Marco Follini. «La mia preoccupazione non sono le telefonate private del Premier, ma le scelte pubbliche - ha aggiunto Follini -. È una telefonata non appropriata, ma da qui a rubricarla come delitto c'è una distanza di buon senso che non andrebbe colmata».  LE INTERCETTAZIONI Un documento di 40 pagine, consegnato dalla magistratura di Trani alla Camera per chiedere l'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni del presidente del Consiglio considerate «penalmente rilevanti», nel quale ci sono stralci delle telefonate tra Silvio Berlusconi e Giancarlo Innocenzi, tra lo stesso commissario dell'Agcom e il direttore generale della Rai Mauro Masi, e una telefonata di Innocenzi a Gianni Letta per chiedergli di parlare con il presidente dell'Authority Corrado Calabrò. I verbali delle intercettazioni trasmessi a Montecitorio sono pubblicati oggi da 'Il Giornalè e 'la Repubblicà. Al telefono con Innocenzi, il Cavaliere si sfoga per gli attacchi ricevuti dal programma di Michele Santoro, Annozero, in particolare per le puntate sul pentito Gaspare Spatuzza e sul caso Mills. «Giovedì c'è ancora Spatuzza - dice Berlusconi - e fanno il processo a me, non a lui, come appartenente alla mafia. Allora se voi non riuscite a fare sta roba qua, allora non lo so proprio...». Il premier, scrive il Giornale, è arrabbiatissimo per l'andamento a senso unico del programma e a Innocenzi dice: «Fate schifo, siete una barzelletta, che organismo siete e che ci state a fare. Non ne posso più, davvero fate qualcosa». Serve, secondo il Cavaliere, «una azione concertata» che consenta «di chiudere tutto». E suggerisce a Innocenzi di «fare un casino della Madonna, fai dichiarazioni pubbliche, tipo 'mi vergogno di appartenere a una autorità che non decide niente (...). Adesso faccio una telefonata di fuoco al presidente dell'Authority». E di seguito: «Mi raccomando perchè adesso entriamo in una zona di guerra veramente brutta». In un'altra telefonata, il premier avverte Innocenzi di stare attento «a parlare di Calabrò, perchè ci sono voci, non so se siano vere, che sia sotto intercettazione». E il commissario Agcom risponde di credere di essere anche lui controllato. Il 3 dicembre 2009, dalle trascrizioni, emerge una telefonata di Innocenzi anche al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, per chiedere un suo intervento su Calabrò prima della puntata di Annozero sul caso Mills. «Stasera non potrebbe parlare di Mills essendoci il processo in corso», spiega Innocenzi a Letta - facendo riferimento alle «valutazioni» ricevute da «due amici magistrati» - ma per un intervento di Masi serve «una pezza forte», che a dirlo sia il presidente dell'Authority. «Tu - dice al sottosegretario - sei l'ultima spiaggia». Letta, scrive 'Repubblicà, pronuncia alcuni commenti incomprensibili, poi taglia corto: «Proverò a cercarlo, grazie, ciao». Subito dopo, si legge ancora nelle carte pubblicate da 'Repubblicà, Innocenzi chiama Masi e lo informa di aver parlato con Letta perchè chiamasse Calabrò: «...adesso è informato anche Gianni, così abbiamo chiuso il cerchio, nessun può dire che non sapeva...». Nell'intercettazione con il commissario Agcom, Masi torna sulla puntata di Annozero relativa al caso Mills: «dopo la D'Addario c'era spazio e modo per poter intervenire mille volte, non lo abbiamo fatto, non è stato fatto, e ci troviamo adesso questa roba qui, l'unica cosa che può servire veramente e che se lui (Santoro, ndr) fa la pipì fuori dal vaso stasera...». In un'altra conversazione tra il dg Rai e il commissario Agcom dopo colloqui con Berlusconi, Masi parla della Rai e fa un riferimento all'avvicendamento del direttore di Raitre. «...la stiamo aggiustando, stiamo facendo di tutto, abbiamo mandato via pure Ruffini, insomma voglio dire siamo riusciti a fare...». Il Cavaliere, al telefono con Innocenzi, si sfoga anche per le sue vicende familiari: «Mi stanno attaccando da tutte le parti - dice - sai quanto mi ha chiesto mia moglie? Tre milioni e 600 mila euro al mese. Fanno 45 milioni l'anno, novanta miliardi di lire, e siccome c'ha il giudice amico dell'avvocato (...) c'è il rischio che succeda che me li danno». Poi parla anche della causa con De Benedetti: «Il fisco mi chiede 900 milioni, De Benedetti ha già avuto una sentenza a favore, 750 milioni... Pensa te mia moglie 90 miliardi di vecchie lire, sono messo bene no? E poi - riporta Repubblica - le sentenze penali con dei giudici che sono dei killer invece di essere dei giudici»  MANCINO:«ISPEZIONE LEGITTIMA» «Il Comitato di presidenza del Csm non ha messo in discussione la legittima facoltà del ministro di inviare ispettori» alla procura di Trani; ma «ha anche precisato che nessuna ispezione può interferire nelle indagini giudiziarie». Così il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, replica al ministro della Giustizia, Angelino Alfano,che aveva accusato il Csm di violare la COstituzione per aver aperto una pratica sull'ispezione a Trani. La risposta di Mancino è affidata ad una nota, in cui il vicepresidente spiega anche le ragioni per le quali la pratica sull'ispezione è stata affidata alla VI Commissione del Csm: «Abbiamo scelto la VI Commissione consiliare e non la I, come pure era stato richiesto, proprio per evitare di dare l'impressione di prendere posizione a tutela dei magistrati di Trani e contro gli ispettori ministeriali. Allo stato perciò - sottolinea Mancino - non siamo di fronte ad una pratica a tutela aperta in seguito ad una presunta ma inesistente lite contro gli ispettori».  CAPRISTO: «LEGALE COLLABORAZIONE CON ISPETTORI» Perchè non si alimentino fantasie, tengo a precisare che l'audizione di ieri sera (dinanzi agli ispettori inviati dal Guardasigilli Ndr) si è svolta in un clima di grande serenità e di leale collaborazione: non c'è nessuna contrapposizione». Lo ha detto al suo arrivo al palazzo di Giustizia di Trani il procuratore della Repubblica Carlo Maria Capristo. «Leale collaborazione - ha sottolineato Capristo rispondendo ad una domanda - significa rispetto delle regole da parte di tutti»  MASI: «MAI RICEVUTE PRESSIONI» «Sulla vicenda di Trani ci regoleremo secondo la governance aziendale. E informerò puntualmente il Cda su ogni minima novità al riguardo». Il direttore generale della Rai, Mauro Masi, in un'intervista al Corriere della Sera, parla dell'inchiesta che vede coinvolto fra gli altri il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, delle intercettazioni e dei limiti ai talk show, sottolineando come per i palinsesti non si potesse fare di più: «Ci vorrebbe - ha chiarito - un altro indirizzo della Vigilanza...». Masi spiega anche di non aver «mai avuto pressioni da alcuno e di alcun tipo» per chiudere Annozero: in ogni caso, chiarisce riferendosi alla sua frase intercettata sulle presunte pressioni della politica «nemmeno nello Zimbawe» per bloccare un programma prima che vada in onda , «al telefono si fanno tante battute. Ciò che conta veramente, e di questo rispondo, sono gli atti aziendali e i risultati». Quanto alle proteste per lo stop ai talk show, Masi sottolinea che la Rai sta applicando «un regolamento emanato dal suo 'editorè, la commissione di Vigilanza», su cui «persino il Tar ha ritenuto di non dover intervenire». E l'azienda pubblica, chiarisce, non subirà alcun danno economico: «La Sipra mi ha scritto assicurandomi che non ci saranno danni perchè sono stati raggiunti accordi con gli inserzionisti per spostare gli spot».  ALFANO «L'iniziativa del Csm di aprire una pratica contro un'ispezione disposta in base all'art. 107 della Costituzione, in relazione ai fatti che stanno accadendo a Trani,  quanto di più grave si sia mai visto da parte di questo organismo ed è un comportamento inaccettabile che viola la costituzione e vulnera il sistema democratico della divisione dei poteri». Lo afferma il ministro della Giustizia, Angelino Alfano.  CSM DURO Il Comitato di presidenza del Csm ha dato il via libera all'apertura della pratica, chiesta ieri dalla maggioranza dei consiglieri, sull'ispezione disposta dal ministro Alfano alla Procura di Trani. Il fascicolo sull'ispezione dovrà verificare se il mandato degli 007 di Alfano comporta interferenze con le indagini della procura che sono ancora in corso e che hanno coinvolto tra gli altri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. I consiglieri che hanno sottoscritto la richiesta di un'indagine del Csm (tutti tranne i tre laici del Pdl e dell'Udc) nutrono forti dubbi sulla bontà dell'iniziativa del ministro visto che ha incaricato i suoi ispettori di accertare «fatti e circostanze che riguardano esclusivamente l'attività giurisdizionale» e che dunque sono fuori dai loro poteri di indagine, come la competenza territoriale, l' ammissibilità delle intercettazioni telefoniche disposte, e i motivi della fuga di notizie. A compiere gli accertamenti sarà la sesta Commissione del Csm.  ATTI SECRETATI È gelo. Tra la procura di Trani e gli ispettori del ministro della Giustizia i rapporti si fanno subito tesi. La dichiarazione di guerra la consegna alla stampa il pubblico ministero Michele Ruggiero. Il pm è nei corridoi della procura generale di Bari in attesa di essere ascoltato, assieme al procuratore Carlo Maria Capristo, dai due ispettori del ministero della Giustizia guidati da Arcibaldo Miller. L'indagine è sotto «segreto istruttorio» - spiega Ruggiero - quindi «tutto quello che non è stato reso noto agli indagati non sarà reso noto agli ispettori». Tradotto per i non addetti ai lavori significa: agli ispettori non sarà dato nulla. Questo perchè gli indagati non hanno ricevuto alcun atto d'indagine, neppure un avviso di garanzia. Fino ad oggi l'unico a sapere formalmente di essere indagato a Trani è il premier Silvio Berlusconi, per concussione e minacce all'Agcom. Ieri i legali del premier, Filiberto Palumbo e Niccolò Ghedini, hanno chiesto e ottenuto dalla procura di sapere se il loro assistito è realmente sotto indagine, così come riferivano da giorni i media. E i pm hanno subito risposto con un'attestazione nella quale è scritto che Berlusconi è sottoposto ad indagini per concussione e minacce all'ufficio dell'Autorità garante delle Comunicazioni. Nessun atto è stato finora notificato al commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi, indagato per favoreggiamento per non aver ammesso, durante l'interrogatorio del 17 dicembre scorso a Trani, di aver subito pressioni da Berlusconi per fermare Annozero; e neppure al direttore del Tg1, Augusto Minzolini, accusato di 'rivelazione di segreti su un procedimento penalè per aver rivelato al telefono, subito dopo essere stato ascoltato dal pm Ruggiero, il contenuto dell'interrogatorio durante il quale era stato sentito sui tassi usurari applicati su alcune carte di credito American Express. Il mandato che avrebbero ricevuto gli ispettori inviati dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, riguarderebbe la competenza territoriale dell'inchiesta, un eventuale abuso delle intercettazioni e la violazione del segreto d'ufficio. Domande che sarebbero state poste ripetutamente nel corso delle audizioni, durate ciascuna oltre due ore, prima al procuratore Capristo, poi al pm Ruggiero. Intanto, l'inchiesta sembra aver subito un'accelerazione. Stamani i pm hanno ascoltato come testimone Michele Santoro sulle pressioni esercitate dalla politica per fermare Annozero. Il giornalista ha consegnato ai magistrati le lettere aziendali dell'autunno scorso che riguardavano Annozero e, secondo quanto si è appreso, avrebbe tirato in ballo il direttore generale della Rai, Mauro Masi. Proprio del manager Rai è la firma che compare nel parere chiesto dalla Rai all'Agcom sulla vicenda del contratto che ha poi legato Marco Travaglio alla trasmissione di Raidue. Pare che la 'vicenda Masì abbia incuriosito i magistrati. Forse anche per questo i quattro pm del caso Rai-Agcom avrebbero delegato alla Guardia di finanza di acquisire all'Agcom alcuni atti: lettere e delibere sugli interventi dell'Autorità su Annozero. L'acquisizione servirebbe ad incrociare il contenuto dei colloqui intercettati con gli atti. Il fine è di provare la presunta concussione compiuta dal premier sulla quale poggia l'indagine che presto potrebbe essere inviata per competenza a piazzale Clodio. ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:56:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ VAPORIDIS: "LITIGI? CON  CRISTIANA VOLAVANO PIATTI" ]]></title>
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<description><![CDATA[ Ho avuto due fidanzate, Cristiana (Capotondi) e Ilaria (Spada). Due esperienze bellissime, forti, che mi hanno fatto soffrire e hanno fatto star male loro. Ma non rimpiango nulla. Sono ciò che sono anche grazie a loro&rdquo;. Nicolas Vaporidis ha bei ricordi delle sue ex, soprattutto della bella Capotondi, con cui però non tornerebbe insieme: &ldquo;Con Cristiana &ndash; ha dichiarato ad &ldquo;A&rdquo; - ci siamo scannati. Ci tiravamo i piatti, ci siamo mandati a quel paese con violenza. Ma è stato un grande amore. Anche se non siamo amici, le voglio bene e sono fiero dei suoi successi. È una bella persona. Con lei ho vissuto un momento importante della vita. Quando è finita è finita. Con Cristiana eravamo molto confusi, ma anche questo aiuta a crescere&rdquo;. Nicolas forse a tutt&rsquo;oggi per sua ammissione &ldquo; non ho ancora le idee chiare su quello che voglio&rdquo;, ma sicuramente sa quello che non vuole: &ldquo;Compromessi eccessivi. Non voglio perdere me stesso, aver paura di sognare. Non desidero una donna che viva di luce riflessa. Certo, è anche una questione di tempi. A volte trovi la persona giusta al momento sbagliato&rdquo;. Lui in amore ha commesso errori (&ldquo;Ho messo i sogni davanti alla realtà. Ho fatto innamorare perdutamente una persona promettendole il mondo, per poi rendermi conto che non potevo mantenere le promesse&rdquo;), ma soltanto legati all&rsquo;età: &ldquo;L&rsquo;errore degli adolescenti. C'è un detto: "Una donna ci mette vent'anni per fare del proprio figlio un uomo e un'altra ci mette venti minuti per farlo diventare un coglione". La passione annebbia la vista. Ti batte il cuore, non riesci a mettere due parole in croce &hellip;&rdquo;  ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:53:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ RAGUSA, DOTTORESSA STUPRATA DURANTE TURNO IN OSPEDALE ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=52354&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ Una dottoressa di 53 anni la notte scorsa intorno alle 4 nella Guardia Medica di Scicli, in provincia di Ragusa, è stata minacciata con un coltello e violentata da un giovane, secondo quanto riferito dalla vittima nordafricano. Una persona è stata fermata dai carabinieri. È stata la vittima dare l'allarme ai carabinieri dopo aver subito la violenza. I militari sono intervenuti ed hanno soccorso la vittima, che nell'aggressione ha subito la frattura di una tibia. Ora la donna è ricoverata nell'ospedale di Modica. Il medico ha raccontato che il giovane era entrato ed uscito dalla Guardia medica per tutta la serata senza dire niente e che a un certo momento ha fatto irruzione e l'ha minacciata con l'arma e strattonata costringendola a subire violenza. I militari hanno sentito alcuni testimoni, che avrebbero visto l'agressore uscire dalla Guardia Medica.   Clicca qui e diventa fan di Leggo su Facebook ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:48:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ PROBLEMI INTESTINALI: IPNOSI FUNZIONA 9 VOLTE SU 10 ]]></title>
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<description><![CDATA[ Contro la sindrome dell'intestino irritabile arriva la 'cura del pendolinò. Per calmare i sintomi della malattia, legata a doppio filo con lo stress della vita moderna, l'ipnosi funziona in 9 casi su 10. E in 4 su 10 risulterebbe addirittura risolutiva. A promuovere l'ipnoterapia sono i dati raccolti su 100 pazienti nel Regno Unito da Roland Valori, editor di 'Frontline Gastroenterology', rivista del gruppo 'British Medical Journal'. Le prime evidenze sull'efficacia di questo trattamento contro la sindrome del colon irritabile risalgono agli anni '80, ricorda il medico, in forza al Gloucestershire Royal Hospital. Ma l'ipnoterapia stenta ancora a decollare, sottolinea Valori, soprattutto a causa della diffidenza dei medici. Non credono che possa funzionare, faticano a comprenderne i meccanismi. Ad alleviare dolori addominali, sanguinamenti, diarrea o costipazione (i segni caratteristici della più comune delle coliti), sarebbe secondo l'esperto l'effetto-relax garantito dall'ipnoterapia. «Fra le tecniche di rilassamento, è la più efficace», assicura Valori. E a beneficiare delle virtù dell'ipnosi contro i guai dell'intestino, precisa, sono «soprattutto le giovani donne e chi soffre della sindrome per periodi brevi». «Non c'è dubbio che l'ipnoterapia è utile in alcuni pazienti - conferma alla Bbc news online Charlie Murray, segretario della Società inglese di gastroenterologia - ma dipende dalla bravura e dall'esperienza di chi pratica questa tecnica». Il Servizio sanitario britannico, nelle sue linee guida sulla sindrome del colon irritabile, prevede l'ipnoterapia quando i farmaci falliscono. Ma Valori ritiene che la metodica, valida ed economica, andrebbe diffusa molto di più a beneficio dei malati e delle casse dello Stato. ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:36:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ MAURIZIO MATTIOLI PICCHIATO IN STRADA  A BUENOS AIRES ]]></title>
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<description><![CDATA[ Maurizio Mattioli è stato aggredito la scorsa notte a Buenos Aires mentre passeggiava con il collega Mattia Bragia. Lo rende noto l'ufficio stampa dell'attore. È stato derubato del portafoglio e durante la colluttazione ha riportato graffi ed escoriazioni. Mattioli è in Argentina sul set della nuova serie Rai Terra Ribelle diretta da Cinzia Th Torrini, prodotta dalla Albatross per Rai Fiction.   Clicca qui e diventa fan di Leggo su Facebook ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:32:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ GF10, MAURO IN GIRO PER ROMA CON UNA DONNA -FOTO ]]></title>
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<description><![CDATA[ Dopo il malore che lo ha colto durante una diretta in videochat, sembra che Mauro Marin si sia ripreso. Top lo ha fotografato mentre passeggia per il centro di Roma, non da solo. Il vincitore del Grande Fratello 10 cammina mano nella mano con una donna che gli fa da assistente, visti i numerosi impegni che lo hanno travolto dall'uscita della casa. Che tra i due ci sia dell'altro? Mauro, a piazza di Spagna, vede passare il venditore di rose e ne regala una alla sua accompagnatrice. ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:24:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ É NATO FALCO NATHAN, FIGLIO DELLA GREGORACI E BRIATORE ]]></title>
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<description><![CDATA[ È nato oggi in una clinica di Nizza il figlio di Elisabetta Gregoraci e Flavio Briatore. I genitori lo hanno chiamato Falco Nathan. Il piccolo, nato alle otto del mattino, è in ottime condizioni e pesa 4,1 kg. Anche la mamma sta benissimo. Al parto era presente Flavio Briatore. ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:22:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ ROMA, ELICOTTERO CADE NEL LAGO "IL VIGILE ANCORA NON SI TROVA" ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=52346&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ Non è stata ancora individuata la carlinga dell'elicottero AB 412 dei vigili di fuoco precipitato alle 13 di ieri nel lago di Bracciano, a nord di Roma, al termine di una esercitazione. All'interno o nelle immediate vicinanze dovrebbe trovarsi il corpo del vigile del fuoco disperso: Gabriele Valente, 32 anni, tecnico motorista, residente a Palestrina (Roma). Il lago, nel quadrante in cui è avvenuto l'incidente tra Anguillara Sabazia e Trevignano, a circa un chilometro dalla riva, è profondo oltre 100 metri. Nell'area, da ieri sera, è stata allestita una piattaforma galleggiante di supporto alle squadre che eseguono le ricerche. Complessivamente sono impegnati 50 uomini, tra squadre di terra e i sommozzatori di Roma, Viterbo e Milano. I fondali vengono scandagliati sia con sonar che da due robot muniti di telecamere di profondità, i cosiddetti Remotely Operated Vehicle. I dati forniti dai sonar e dai Rov vengono continuamente incrociati nella speranza che sui monitor compaia una sagoma riconducibile al velivolo precipitato. Oltre a cercare il corpo del disperso, i vigili del fuoco, su incarico della Procura della Repubblica di Civitavecchia che ha avviato un'inchiesta sulle cause dell'incidente, dovranno riportare a galla l'elicottero. Secondo il portavoce nazionale dei vigili del fuoco Luca Cari le operazioni potrebbero richiedere tempi lunghi  IL VIGILE SCOMPARSO Si chiama Gabriele Valente il vigile del fuoco disperso nel lago di Bracciano in seguito all'incidente che ha coinvolto un Ab 412 del nucleo elicotteri di Ciampino. Il corpo dell'uomo, tecnico specialista-motorista di 32 anni nato a Roma e residente a Palestrina, potrebbe essere rimasto incastrato nella carlinga dell'elicottero, che si troverebbe in fondo al lago a una profondità di circa cento metri. Proprio per le difficoltà delle operazioni di recupero, stanno arrivando a Bracciano altri nuclei specializzati di vigili del fuoco che collaboreranno con i sommozzatori della regione Lazio, anche con l'ausilio di sofisticate strumentazioni idonee alla ricerca e al recupero in profondità.  QUATTRO A BORDO Era composto da quattro pompieri (e non tre come si era appreso in un primo momento) l'equipaggio dell'elicottero dei vigili del fuoco precipitato nel lago di Bracciano, a nord di Roma, poco prima delle 13 di oggi. Tre vigili del fuoco sono stati recuperati salvi, il quarto, invece, è disperso. Dei tre pompieri portati in salvo, due sono feriti in modo più grave, anche se non versano in pericolo di vita. Uno è stato portato con l'elisoccorso al policlinico Gemelli a Roma per un sospetto trauma cranico e l'altro trasportato all' ospedale di Bracciano. Il terzo ha riportato solo lievi contusioni e un forte stato di choc. Nella zona dell'incidente stanno operando alcune imbarcazioni dei soccorritori - vigili del fuoco e carabinieri. L'area è sorvolata costantemente da altri due elicotteri che segnalano alle imbarcazioni tutto ciò che affiora dall'acqua. All'esercitazione partecipavano vari comandi dei vigili del fuoco, tra i quali quelli di Viterbo con una squadra di quattro sommozzatori.  "IL VIGILE E' SOTTO L'ELICOTTERO" È uno specialista «Saf», acronimo di Speleologo-alpino-fluviale, il vigile del fuoco disperso nel lago di Bracciano, dove intorno alle 13 di oggi è precipitato un elicottero impegnato in una esercitazione. Secondo quanto si è appreso, il corpo del vigile potrebbe trovarsi incastrato sotto i rottami del velivolo, adagiato a una profondità di 15-18 metri, o potrebbe essere stato sbalzato fuori dall'abitacolo a causa dell'impatto, e quindi trovarsi a poca distanza dal luogo dell'incidente. Secondo i soccorritori, le ipotesi di ritrovarlo vivo sono pressochè nulle. ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:21:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ LIGURIA, UCCISO A SASSATE TROVATO MORTO SUL FIUME ]]></title>
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<description><![CDATA[ Il cadavere di un uomo di circa 40 anni è stato ritrovato questa mattina poco dopo le 9 in località Oasi sul lungo Centa ad Albenga. Il corpo della vittima, presumibilmente un maghrebino, presentava profonde ferite alla testa. Secondo la prima ipotesi formulata dai Carabinieri della compagnia di Albenga coordinate dal capitano Colongo potrebbe trattarsi di un omicidio.  Sarebbe stato ucciso a sassate l'uomo, un extracomunitario di 40 anni circa, trovato morto stamani nell'area pic-nic del Centa di Albenga. Il corpo presenta ferite molto profonde alla testa, perciò non si esclude la morte violenta di natura dolosa. Sul posto sono attualmente presenti i carabinieri e i militi del 118. Le indagini sono coordinate dal Capitano Sandro Colongo. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, l'uomo sarebbe stato ucciso al culmine di una lite tra extracomunitari in stato di ebbrezza. Un uomo avrebbe raccolto una pietra dal fiume e colpito ripetutamente il rivale fino a sfondargli il cranio e quindi ad ucciderlo. L'aggressore sarebbe rimasto ferito nella colluttazione lasciando una scia di sangue.   Clicca qui e diventa fan di Leggo su Facebook ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:17:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ RONALDO SHOW, MA CHE SILURO DI ROBERTO CARLOS ]]></title>
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<description><![CDATA[ Un grande Corinthians stende per il 2-1 il Santo Andrè con un Ronaldo veramente ispirato, autore di due assist al bacio: il primo per Dentinho ed il secondo per Roberto Carlos che, nonostante l&rsquo;età, tira fuori dal cilindro un sinistro dei suoi, un missile terra-aria che si insacca all&rsquo;incrocio dei pali. Per il Santo Andrè è la seconda sconfitta in campionato.  LE NOTIZIE, LE FOTO DELLA TUA SQUADRA: FATTI UN REGALO, CLICCA QUI... ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:13:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ PICCHIATO PRIMA DEL MATCH FRANCIA, MORTO TIFOSO PSG ]]></title>
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<description><![CDATA[ È morto il tifoso del Paris Saint Germain caduto in coma il 28 febbraio scorso dopo essere stato picchiato da un gruppo di supporter della stessa squadra. Lo ha annunciato stamani il ministro dell'Interno francese Brice Hortefeux. «Era una notizia che tutti temevamo», ha detto Hortefeux a radio Rtl. L'uomo, di 38 anni, era stato picchiato a Parigi durante uno scontro tra gruppi rivali di tifosi del Psg prima della partita contro l'Olympique Marsiglia. Ieri quattro tifosi sono stati arrestati con l'accusa di aver avuto un «ruolo attivo» nel pestaggio. Un altro uomo era stato fermato sabato in relazione agli scontri. Dopo gli incidenti, il Psg ha sospeso la vendita dei biglietti per le partite in trasferta.  ERA IN MORTE CEREBRALE DA VENERDI' Il tifoso del Paris Saint Germain, morto ieri notte per le ferite subite nel pestaggio ad opera di un gruppo di supporter della sua stessa squadra, si trovava in stato di morte cerebrale da venerdì, e lunedì i medici hanno deciso di staccare la spina del respiratore artificiale che lo teneva in vita. Lo rendono noto fonti vicine alla vittima, confermate da dichiarazioni del personale medico. Cresce intento la preoccupazione per possibili rappresaglie da parte del gruppo di tifosi a cui apparteneva la vittima, che potrebbero scatenare una guerra interna tra le fazioni della curva del Psg, spesso protagoniste di gesti di violenza nelle ultime stagioni. «C'è in gioco la sopravvivenza del club» ha commentato il sottosegretario allo sport Rama Yade, intimando ai dirigenti del Psg di «rifiutare il fatalismo» e «sostenere senza riserve l'azione dei poteri pubblici per chiudere con la più grande fermezza questo circolo della violenza».    Clicca qui e diventa fan di Leggo su Facebook ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:08:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ LAZIO, LISTA LIBERAL-SGARBI VUOLE RINVIO DELLE ELEZIONI ]]></title>
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<description><![CDATA[ Vittorio Sgarbi chiederà il rinvio delle elezioni regionali nel Lazio. È quanto si apprende dalla Rete Liberal-Sgarbi, lista riammessa ieri dal Tar alla competizione elettorale. Il critico d'arte, capolista nel Lazio, chiederà la riapertura dei termini della campagna elettorale che per la Rete Liberal, nelle more dei ricorsi per la mancata ammissione, ha subito uno stop di 15 giorni. La lista, dunque, presenterà un atto legale all'ufficio elettorale chiedendo la riapertura dei termini della campagna elettorale.   "POLVERINI CI HA DETTO DI ANDARE AVANTI" Avrebbe chiesto «prudenza» in un primo momento Renata Polverini ai rappresentanti di Rete Liberal, la lista di Vittorio Sgarbi che ieri sera è stata riammessa nella competizione elettorale. Ieri sera alle 21, dopo il pronunciamento del tribunale amministrativo, Polverini ha convocato una riunione nella sede del suo comitato elettorale a via Imbriani alla quale ha partecipato il portavoce di Rete Liberal, Roberto Amiconi. «È stata una breve riunione, - ha raccontato Amiconi - nella quale Polverini ci ha chiesto prudenza vista la confusione generata con la lista del Pdl. Polverini ci ha chiesto un confronto sulla normativa che è molto complessa tra i suoi ed i nostri avvocati». All'una di notte invece, dopo la riunione, c'è stata una telefonata tra Vittorio Sgarbi e la candidata. «Polverini ha riconosciuto che la nostra lista ha subito un danno notevole - ha detto Amiconi - e ci ha detto di andare avanti. Oggi alle 12 annunceremo in una conferenza stampa che abbiamo intenzione di chiedere lo slittamento delle elezioni di 2 settimane».   "ANDREMO IN PIAZZA" «Anche noi ci sentiamo danneggiati come il Pdl e quindi sabato 20 scenderemo in piazza». Lo ha annunciato il portavoce di Rete Liberal, Roberto Amiconi, dopo la riammissione della lista di Vittorio Sgarbi a sostegno della candidatura di Renata Polverini nella competizione elettorale. Secondo quanto riferito, alle 14, proprio il capolista, Vittorio Sgarbi, terrà un breve comizio al punto di raccolta dei manifestanti al Circo Massimo per poi partecipare alla manifestazione che si concluderà a piazza San Giovanni.    Clicca qui e diventa fan di Leggo su Facebook ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 9:57:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ ROMA, SCOPERTA CASA DI SQUILLO "RAGAZZE DIVERSE OGNI SETTIMANA" ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=52334&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ È stato scoperto dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Roma un giro di prostituzione che, per mantenere sempre desto l'interesse della clientela, cambiava ragazze ogni settimana. I particolari sono stati illustrati in una conferenza stampa svoltasi alle 11 a San Vitale, presso gli Uffici della Squadra Mobile.   Clicca qui e diventa fan di Leggo su Facebook ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 9:45:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ TRIESTE, PEDOFILO CHIAMA POLIZIA:"VENITE A PRENDERMI" ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=52332&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ «Sono un pedofilo e ho bisogno che veniate a prendermi subito. Temo che se mi passasse davanti un bambino in questo momento potrei non riuscire a controllarmi». Questo il contenuto della telefonata ricevuta ieri dai carabinieri del 112 da parte di un uomo di 66 anni, così come riportato dal quotidiano locale 'Il Piccolò. I militari si sono recati all'indirizzo fornito durante la telefonata e davanti al portone, questo il racconto del quotidiano, hanno trovato un uomo di mezza età dall'aspetto molto rispettabile, tanto che i carabinieri gli hanno chiesto: «Scusi, cerchiamo una persona convinta di essere un pericoloso pedofilo. Ha idea di chi potrebbe essere?». «Eccomi. L'uomo che cercate sono io. Portatemi via, vi prego, perchè ho paura di poter fare di nuovo del male», è stata la risposta. È quindi emerso che in effetti l'uomo aveva dei precedenti per episodi di violenza su minori e condanne per pedofilia. A quel punto i militari dell'Arma hanno chiamato il 118 e l'uomo, un triestino, è stato condotto all'ospedale Maggiore e ricoverato nel reparto Diagnosi e cura. ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 9:41:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ SANITÀ, ARRESTATO FRISULLO EX VICEPRESIDENTE PUGLIESE ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=52329&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ L'ex vicepresidente della Giunta regionale pugliese Sandro Frisullo (Pd) è stato arrestato e condotto in carcere su disposizione della magistratura barese nell'ambito delle indagini sulla gestione della sanità pugliese. L'indagine si avvale anche delle dichiarazioni accusatorie rilasciate dall'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini. Frisullo è accusato di associazione per delinquere, corruzione e turbativa d'asta. Nei mesi scorsi era stato proprio Gianpi Tarantini a riferire agli inquirenti baresi dei rapporti avuti con Frisullo quando questi era vicepresidente della Giunta regionale pugliese. Tarantini nel corso di alcuni interrogatori rivelò ai pm Ciro Angelillis, Eugenia Pontassuglia e Giuseppe Scelsi di aver offerto a Frisullo escort e denaro (che il politico avrebbe accettato) in cambio di vantaggi per le sue società nell'aggiudicazione di appalti presso la Asl di Lecce.  ARRESTATE ALTRE TRE PERSONE Il provvedimento restrittivo notificato all'ex vicepresidente della giunta regionale pugliese Sandro Frisullo (Pd) è anche a carico di altre tre persone - medici e dipendenti della Asl di Lecce - che avrebbero concorso con l'ex amministratore regionale nella commissione, a vario titolo, dei reati contestati a Frisullo. Dei tre arrestati - dei quali non si sono appresi i nomi - due sono stati posti ai domiciliari, uno in carcere. Gli arresti, disposti dal Gip su richiesta della procura di Bari, sono stati compiuti all'alba di oggi da militari del nucleo di polizia tributaria di Bari della Guardia di Finanza. Oltre a Frisullo, sono stati arrestati il direttore amministrativo dell'Asl di Lecce, Vincenzo Valente, il primario di neurochirurgia dell'ospedale leccese Vito Fazzi, Antonio Montinaro, e il funzionario dell'Area Gestione Patrimonio della stessa Asl Roberto Andrioli. Secondo quanto si è appreso, al momento dell'arresto Valente è stato colto da un malore ed è stato condotto al pronto soccorso. Nei loro confronti, come nei confronti dell'ex vicepresidente della Regione, la procura ritiene di aver raccolto gravi indizi che si basano non solo sulle dichiarazioni di Gianpaolo Tarantini, ma anche su intercettazioni telefoniche, sull'esame di un'ampia documentazione acquisita presso Asl e ospedali e sull'audizione di numerose persone informate dei fatti. Per Frisullo e per Valente il Gip ha disposto la misura cautelare in carcere; per gli altri due ha concesso i domiciliari.   Clicca qui e diventa fan di Leggo su Facebook ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 9:37:00 GMT </pubDate>
<guid>http://www.leggo.it/articolo.php?id=52329&amp;sez=CRONACA</guid>
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<title><![CDATA[ KUSNIROVICH: ORA I RUSSI VOGLIONO IL BOLOGNA ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=52328&amp;sez=SPORT</link>
<description><![CDATA[ Dopo gli americani e un albanese, ora è un russo ad avere messo gli occhi sul Bologna. L&rsquo;uomo che vuole sbarcare nel campionato italiano (e per fare questo passo non può non avere la benedizione dai vertici del Cremlino) si chiama Mikhail Ernestovich Kusnirovich, è il più grande importatore russo dei marchi di abbigliamento italiano e nel 2004 ha acquistato per 120 milioni di dollari il 54% della proprietà dei Grandi Magazzini Gum, situati sulla Piazza Rossa. Kusnirovich, 41 anni, ha legato all&rsquo;Italia grandi parte delle sue fortune.  L&rsquo;indiscrezione sull&rsquo;interesse di un gruppo russo nei confronti del Bologna calcio è uscita lunedì sui canali Mediaset e subito nel primo pomeriggio era stata così commentata dalla presidente Francesca Menarini. «Vuol dire che il Bologna è diventato internazionale, ma io non so niente di questa storia». Probabilmente la Menarini ha detto la verità, ma dopo due giorni di verifiche e di controlli ci sono da fare altri discorsi. Il primo: il rappresentante italiano della banca russa CCB (traduzione Credito Commerciale Bancario) ha già informato i professionisti della famiglia che governa il Bologna su quello che sta frullando nella testa di Kusnirovich. Il secondo: figuratevi se i professionisti di Menarini non lo hanno avvertito su questo interesse russo. Il terzo: il magnate russo si aspetta un segnale di disponibilità a trattare da parte della proprietà del Bologna. Perché Kusnirovich avrebbe scelto proprio il Bologna? Perché una bella parte dei suoi affari italiani sono radicati in Emilia­Romagna e perché i suoi interlocutori italiani gli hanno detto che il Bologna è la società più prestigiosa sul mercato che potrebbe anche essere venduta in caso di un&rsquo;offerta seria e di una controparte importante. Ora si aspetta la riposta dei Menarini, che oggi incontreranno Baraldi per parlare del suo piano e del suo contratto.  LE NOTIZIE, LE FOTO DELLA TUA SQUADRA: FATTI UN REGALO, CLICCA QUI...   ]]></description>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 9:36:00 GMT </pubDate>
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