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<title>leggo.it - Cronaca</title>
<link>http://www.leggo.it/home_page.php?sez=CRONACA</link>
<description>Le news della sezione Cronaca</description>
<copyright>Copyright 2007 Il Messaggero S.P.A.</copyright>
<language>IT-it</language>
<managingEditor>redazioneweb@leggo.it (per segnalazioni sul contenuto del servizio)</managingEditor>
<webMaster>webmaster@leggo.it (per segnalazioni di malfunzioni)</webMaster>
<lastBuildDate>Sun, 14 Mar 2010 23:00:54 GMT</lastBuildDate>
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<generator>WebEdit Il Messaggero 2.1</generator>
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<title><![CDATA[ RAID RAZZISTA DI 15 ITALIANI IN UN FAST FOOD BENGALESE. ROMA, 4 CLIENTI FERITI -FOTO ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=51702&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ Un assalto in piena regola con tanto di bastoni che sono serviti a distruggere l'internet point bengalese e ferire quattro persone, tra clienti e dipendenti del locale che si trova nel quartiere Magliana, a Roma. Un raid compiuto da un gruppo di circa 15 italiani che, con i volti coperti da sciarpe, è entrato ed ha colpito tavolini, vetrine e i pochi clienti che si trovavano nel locale che è anche una sorta di fast food. Clienti anche italiani, tutti feriti lievemente e medicati al pronto soccorso dell'ospedale S. Camillo. Un raid vero e proprio, secondo i carabinieri, che però al momento non ha una vera e propria connotazione politica o razzista. Il gruppo di assalitori, infatti, sembra che non abbia proferito parola sulle motivazioni del violento gesto. Naturalmente gli investigatori dell'arma, così come successo in passato per episodi analoghi, stanno valutando tutte le ipotesi possibili. Per questo stanno cercando di capire se il titolare del locale possa aver avuto litigi o screzi con qualcuno. Ma anche se i possibili obiettivi dell'assalto, invece, possano essere stati i clienti dell'internet point. Italiani o bengalesi. Per questo motivo il titolare del negozio e i feriti sono adesso ascoltati dai carabinieri della stazione di Villa Bonelli per cercare di capire la matrice del raid.  Raid in una sala bowling, terrore a Napoli  VECCHIE FERITE A ROMA L'assalto di questa sera, comunque, ha riaperto vecchie ferite ancora non completamente rimarginate nella memoria della città. Riportando i ricordi ad un assalto, quello di natura chiaramente razzista e xenefoba avvenuto nel maggio del 2008 nella zona del Pigneto, uno dei quartieri più multietnici della città. Quel giorno un gruppo di giovani incappucciati, armato di bastoni, al grido di «Sporchi stranieri» e «Bastardi», ha assaltato e devastato tre negozi di immigrati asiatici nel quartiere. Fu un assalto improvviso, di pochi minuti, con un bengalese colpito da una bastonata, vetrine e interni di un bar, di un phon center-lavanderia e di un negozio di alimentari devastati.  ALEMANNO: FATTO GRAVE Quello avvenuto alla Magliana è un episodio estremamente grave ed inquietante sia per la violenza dell'aggressione, sia per il carattere di gruppo con cui è stata attuata. Mi auguro che gli inquirenti facciano piena luce sul movente di questi reati assicurando alla Giustizia il più velocemente possibile i responsabili di quanto accaduto«. E quanto dichiarato dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno. ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 22:44:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ RAID IN UNA SALA BOWLING A NAPOLI: SPARATI 40 COLPI, SCENE DI TERRORE ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=51701&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ Un raid in una sala bowling affollata di ragazzi: i malviventi hanno costretto tutti ad uscire fuori, hanno sparato contro le suppellettili una quarantina di colpi con fucili a pompa e hanno dato alle fiamme la pista in legno. L'azione, che sicuramente porta la firma della camorra - la pista è quella di una intimidazione contro i gestori che si sarebbero rifiutati di pagare la tangente al clan - è avvenuta domenica sera a Pozzuoli, nella sala bowling Big One in via Campana. Erano in sette gli uomini con i volti coperti da passamontagna e armati con con fucili a pompa che hanno fatto irruzione nella sala giochi e mettendo al muro la quindicina di avventori presenti. Hanno incendiato la pista da gioco con una lattina di liquido infiammabile e poi hanno cominciato a sparare contro le suppellettili e gli arredi del bar. Non hanno mai mirato ai clienti del locale nè verso il personale di servizio. All'uscita, nel parcheggio antistante il locale, ancora colpi di fucile in aria, contro le vetrate della sala e anche contro le auto in sosta. Evidenti le tracce lasciate con i pallettoni in terra e i fori sulle auto e sulle vetrate. I sette a bordo di due auto, lasciate nel piazzale di ingresso, sono andati via lungo via Campana. Spavento tra i presenti con scene di panico e malori per i più giovani, ma nessun ferito. Sul luogo sono accorsi i Vigili del Fuoco del distaccamento di Fuorigrotta per domare l'incendio che ha distrutto la sala giochi e tutti gli elementi di corredo, i carabinieri di Pozzuoli e i militari della Guardia Finanza hanno avviato le indagini. Il locale è stato chiuso. Traffico in tilt in via Campana, dove sorgono diversi locali pubblici e discoteche, con code sia in direzione Pozzuoli che in direzione Quarto. Per gli inquirenti le modalità del raid, non si è trattato di rapina, fanno ipotizzare ad un avvertimento camorristico ai danni dei gestori del locale che non avrebbero corrisposto il «pizzo». Dalle prime indagini comunque i gestori avrebbero negato di aver ricevuto richieste di alcun genere. ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 22:42:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ ROMA TERMINI, GROSSO INCENDIO: IMPEGNATI 8 MEZZI DEI VIGILI DEL FUOCO ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=51700&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ Un incendio di grosse dimensioni si è sviluppato verso le 21,30 in un magazzino della Upim alla stazione Termini. Il negozio della catena si trova a fianco al binario 24 e sotto c'è il magazzino, da cui sarebbe divampato l'incendio. Sono intervenuti otto mezzi dei vigili del fuoco. ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 22:39:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ UFO-BOOM: 12 SEGNALAZIONI NEL 2009 AD AERONAUTICA ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=51665&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ È boom di avvistamenti di Ufo sui cieli italiani: nel 2009 sono state 12 le segnalazioni arrivate al Reparto generale sicurezza dell'Aeronautica militare. Nel 2008 erano state 9 e nel 2007 soltanto 3. Naturalmente, l'inserimento dell' avvistamento di un Ovni - cioè un «Oggetto volante non identificato» - nell'apposita voce del Reparto generale sicurezza dell'Aeronautica non significa che gli alieni sono tra noi. La forza armata raccoglie infatti le segnalazioni provenienti da diverse fonti, senza esprimere valutazioni sulla loro attendibilità. Tuttavia, un'indagine tecnica viene compiuta e l'episodio si classifica come avvistamento di Ovni soltanto quando «non è stato possibile individuarne una giustificazione tecnica o naturale».  Così è stato, ad esempio, per la sfera «luminosa di colore rosso, ferma nel cielo» a «circa 200-300 metri» di altezza che alcuni cittadini hanno visto il 25 gennaio 2009 sul cielo di Tenna, in Trentino. Dagli accertamenti svolti «non è stato possibile associare l'evento ad attività di volo o di radiosondaggio conosciuta», così come nessun «fenomeno insolito riferibile all'avvenimento» è stato segnalato dall'Osservatorio astronomico di Padova al momento dell'avvistamento. E la sfera luminosa è diventata a tutti gli effetti un Oggetto volante non identificato. Il 6 marzo 2009 un altro Ovni («scuro con luci arancioni che sviluppava verso terra una luce bianca abbagliante») è stato segnalato a San Benedetto Val di Sambro (Bologna). Il 12 giugno un presunto Ufo dalla forma «allungata simile ad un razzo» di colore «luminescente rosso fuoco» è stato avvistato a Conversano (Bari) e in diverse aree della Puglia, della Basilicata e della Calabria; il 13 giugno una «formazione di 9-11 sfere» è stata segnalata sopra via Mario Borsa, a Milano, e il 21 dello stesso mese «sette oggetti almeno tre volte più grandi di una stella» sono stati segnalati a Giugliano in Campania (Napoli). A Napoli città, nel quartiere Capodimonte, il 30 luglio è stato visto un Ufo di forma «sferica» e di colore «luminescente cangiante». Il 9 agosto gli Ovni si spostano in Toscana - piu« precisamente alla periferia di Grosseto, dove viene segnalato un oggetto di forma indefinita, »grigio scuro« e »stazionario con rotazione su se stesso« - e a Roma, quartiere di Casal Bertone: questa volta l'oggetto misterioso è »circolare«, di colore »luminescente tipo faro« e dalla velocità »dapprima lenta, con successiva accelerazione«. Arriviamo ad ottobre, tre segnalazioni. Una di queste - il 18, a Bolzano - particolarmente qualificata, perchè, oltre a un »privato cittadino« l'Ufo è stato visto anche da una »autorità ecclesiastica locale«. L'ufo aveva forma »triangolare«, »incolore«, velocità »ridotta e costante«.  Ultimo caso segnalato nel 2009 a Avellino, la notte di Natale, quando alcuni cittadini hanno visto un disco circolare, »luminescente di colore arancio«, che volava a »velocità costante« a circa 300 metri di altezza. Era il 1978, in concomitanza con un'ondata di presunti avvistamenti di Ufo, quando l'allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti designò l'Aeronautica militare come »Organismo istituzionale deputato a raccogliere, verificare e monitorizzare le segnalazioni inerenti gli Oggetti volanti non identificati«. Oggi questa attività viene svolta appunto dal Reparto generale sicurezza dello Stato maggiore della forza armata. Ogni cittadino può segnalare un avvistamento utilizzando un modulo che dovrà poi consegnare ai carabinieri. ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 18:27:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ DI PIETRO, NUOVO MALORE AD UN COMIZIO A VERBANIA ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=51663&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ Il leader di Italia dei Valori, Antonio di Pietro, è stato colpito da un leggero malore questa sera durante un appuntamento elettorale a Verbania. Si trovava sul palco installato in piazza Città Gemellate per il suo comizio quando è stato visto sbiancare in volto. Ha interrotto l'intervento e si è seduto su una sedia. Dopo pochi minuti però si è rialzato e ha ripreso l'intervento, portandolo fino in fondo. Alla fine dell'appuntamento, pressato dai suoi collaboratori, è salito sulla sua auto accettando di essere accompagnato all'ospedale di Verbania per un controllo. ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 18:14:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ FINTA RISSA AL TG LAZIALE: VIDEO INGANNA LETTERMAN ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=51662&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ In gergo tecnico si chiama 'viral marketing', una evoluzione del passaparola, un'idea che si diffonde come un virus tra gli utenti di internet. E' grazie a questo sistema che una finta rissa, andata in onda dietro le spalle di un giornalista del telegiornale di Ostia Canale 10, come nei migliori film con Leslie Nielsen, ha fatto il giro del mondo: oltre 200mila clic su YouTube, più le citazioni di vari notiziari internazionali, dalla Polonia alla Spagna, da Striscia la Notizia a Le Monde. Fino ad arrivare, addirittura, oltreoceano, grazie a David Letterman, che nel suo Late Show with David Letterman ha mostrato ai telespettatori della Cbs il video, che mostra il giornalista di Canale 10 Antonello Piscolla che conduce il tg, e dietro di lui due colleghi che si prendono a pugni e schiaffi. Una rissa assolutamente ed evidentemente finta, che però ha fatto impazzire gli internauti sulla sua presunta veridicità. Il tutto nato da uno scherzo dell'attore Enzo Salvi, che sta girando una fiction per Italia 1 proprio negli studi di Ostia: i due giornalisti che si picchiano, in realtà, sarebbero due stuntman. "Non pensavamo davvero di creare tutto questo 'rumore' - ha spiegato Piscolla, 48 anni, nato e cresciuto a Ostia, al Messaggero - era soltanto uno scherzo". E che effetto fa essere citati da David Letterman?. "Faccio televisione da 15 anni, non pensavo davvero di riuscire a sfiorare l'Olimpo del talk show americani".   Clicca qui e diventa fan di Leggo su Facebook ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 18:12:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ LODI, BUTTA ALCOL SUL BARBECUE USTIONI GRAVI PER UN 33ENNE ]]></title>
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<description><![CDATA[ Un uomo di 33 anni di Zelo Buon Persico (Lodi) che stava ravvivando il braciere di un barbecue con una bottiglia di alcol è stato investito da una fiammata che lo ha avvolto provocandogli gravi ustioni soprattutto al torace. Sono intervenuti gli operatori del 118 di Lodi. Da Milano è stato inviato l'elisoccorso che lo ha portato al Centro grandi ustionati dell'ospedale di Niguarda. Le sue condizioni sono gravi. ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 17:54:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ PAPA IN CHIESA LUTERANA "PORTIAMO COLPE DIVISIONI" ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=51656&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ Cattolici e protestanti portano «la colpa» delle loro divisioni: lo ha detto Papa Benedetto XVI, parlando stasera nella Chiesa luterana a Roma. Il pontefice ha lodato il cammino ecumenico: «è bello che oggi possiamo pregare insieme, insieme intonare gli stessi canti, insieme ascoltare la stessa la parola di Dio» e rivolgere lo sguardo «in un Cristo». Tuttavia, ha ammesso, in «aspetti essenziali» cattolici e protestanti divergono ancora . «Non possiamo stare di fronte allo stesso altare», ha osservato e di ciò «portiamo la colpa».  «Possa, Santità, qui sentirsi a casa»: con queste parole il presidente della comunità luterana di Roma, la signora Doris Esch, ha accolto stasera Benedetto XVI nella Christuskirche, la Chiesa luterana della Capitale. Esch ha ricordato la visita di Giovanni Paolo II nel 1983 e la firma congiunta sulla «giustificazione» del 1999: «entrambe le esperienze - ha osservato - sono vive e importanti nella nostra comunità e ci incoraggiano a camminare sulla via dell'ecumenismo». Dopo i saluti all'ingresso della Chiesa, un edificio in stile romanico consacrato nel 1922, il Papa, insieme ai suoi ospiti, ha attraversato la navata per dare inizio alla cerimonia ecumenica, mentre il coro intonava il 'Jubilate Deò di Mozart e i presenti lo applaudivano con calore. Sia il pontefice che il pastore luterano, Jens-Martin Kruse, terranno un'omelia. Quella di Benedetto XVI prenderà spunto da un brano del Vangelo di Giovanni, mentre l'esponente protestante si ispirerà alla seconda lettera di San Paolo ai Corinzi.  Terminata la cerimonia, il pontefice è ripartito alla volta del Vaticano. ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 17:22:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ MILANO, MOLOTOV PER GIOCO: FERITI TRE 15ENNI -FOTO ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=51655&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ È iniziato tutto per gioco, per organizzare qualcosa di diverso per il sabato sera. Ma da ieri sera un quindicenne è ricoverato in gravissime condizioni di salute all'ospedale di Treviglio (Bergamo) dopo essere stato investito in pieno dall'esplosione di una bottiglia a cui ha dato fuoco - a Cassano d'Adda (Milano) - dopo averla riempita, con due amici, di polvere pirica ricavata svuotando diversi petardi. Con lui stavano giocando due amici quattordicenni. Sono anche loro in serie condizioni di salute e sono stati portati in ospedale a Melzo (Milano). I fatti si sono verificati intorno alle 21.30 davanti alla vetrina di un negozio del padre di uno dei tre, che doveva essere inaugurato a giorni, in via Einstein. La deflagrazione è stata violentissima. Molte persone hanno chiamato il 118 per segnalare quanto stava accadendo. I tre hanno ferite più e meno profonde in tutto il corpo ma, soprattutto, nella zona dell'addome. Tutto per le schegge di vetro della bottiglia che sono state scagliate in ogni direzione dalla potente deflagrazione seguita all'accensione della miccia rudimentale applicata all'ordigno autocostruito. Le prossime ore saranno decisive per capire se il quindicenne potrà farcela. ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 17:20:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ CAMPANIA CHOC, MASSACRATI  CON L'ACCETTA 4 CANI -FOTO ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=51653&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ &bull; Petizione su Facebook Orrore a Castellammare di Stabia, dove sono stati trovati nel bosco del Faito, dei cuccioli di cane brutalmente fatti a pezzi con un'accetta. Due cani sono morti con la testa spezzata in due,invece altri due cuccioli sono in condizioni gravissime. Uno ha la spalla squarciata, invece l'altro  ha un taglio che gli percorre tutta la schiena. La notizia, pubblicata da Gattopoli.it, è stata scritta dalle persone che hanno ritrovato i cani dopo il massacro. Secondo  gli ultimi aggiornamenti non si ha la certezza che i due cani in vita sopravviveranno. Adesso i due cuccioli si trovano alla Asl di Pompei, dove il personale santario  sta applicando dei punti di sutura alle loro ferite. I colpevoli non sono ancora stati ritrovati e sembra che oltre alle foto che sono state diffuse, ce ne siano altre troppo raccapriccianti per essere pubblicate.  UNA PETIZIONE SU FACEBOOK  Il caso dei cani masacrati a Castellamare di Stbia non sembra essere l primo. Infatti gli abitanti del Comune campano, stufi delle continue torture e mutilazioni agli animali della zona, hanno scritto una lettera di protesta al sindaco. Inoltre hanno anch organizzao una petizione sul socialnetwork per porre fine all'ingiustizie e alle violenze contro gli animali.  ECCO LA LETTERA AL SINDACO: http://www.facebook.com/notes/giovanna-urciuoli/mail-mandata-al-sindaco-di-castellammare-di-stabia/362004959946#!/note.php?note_id=362004959946&id=1253750585&ref=mf  IL LINK PER FIRMARE LA PETIZIONE: http://www.facebook.com/notes/giovanna-urciuoli/mail-mandata-al-sindaco-di-castellammare-di-stabia/362004959946#!/note.php?note_id=362004959946&id=1253750585&ref=mf  clicca e diventa fan di Leggo su Facebook ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 17:02:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ INCIDENTI, ALTRA STRAGE: A TORINO DUE MORTI -FOTO ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=51652&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ Un motociclista è stato  ricoverato all'ospedale di Pescara, in prognosi riservata, per  le gravi ferite riportate nello scontro con un auto.    L'incidente è avvenuto nel primo pomeriggio, nel capoluogo  adriatico, in via Tommaso da Celano. Il conducente  dell'automobile non ha riportato. Il centauro è rimasto  gravemente ferito nonostante indossasse regolarmente il casco.   TORINO, TRE BAMBINI COINVOLTI IN UN INCIDENTE Tre bambini, di 4, 9 e 12 anni, sono rimasti feriti in un incidente stradale nel torinese. Viaggiavano sull'auto del padre, pure lui ferito, che per cause in corso di accertamento è uscita di strada, tra Front Canavese e la frazione Grange di Front, e si è schiantata contro un albero. Soccorsi dai vigili del fuoco e dal 118, i tre bambini - due maschi e una femmina - sono stati trasportati in elicottero all'ospedale Regina Margherita di Torino. Il più grave - un codice rosso - è quello di 9 anni, che è stato intubato. Il fratello di 12 anni, invece, è stato estratto a fatica dalle lamiere e ha riportato diverse fratture agli arti inferiori. Codice giallo, infine, per la sorellina di appena 4 anni. Secondo la prima ricostruzione dei carabinieri, la famiglia - originaria di San Benigno - si stava recando alla festa di Carnevale di Front. Il padre è stato ricoverato con un codice giallo all'ospedale di Ciriè (Torino).  GIOVANI MORTI A TORINO Due giovani, di 26 e 27 anni, sono morti all'alba di questa mattina in un incidente stradale in Valsusa. Viaggiavano a bordo di un'auto che, a San Giorio di Susa lungo la ex Statale 24, è uscita di strada e si è schiantata contro un albero. I due giovani sono morti sul colpo. Secondo una prima ricostruzione delle forze dell'ordine, le vittime - Giuliano Murdaca, di 26 anni, e Filippo Ferrante di 27 - tornavano a casa dopo aver trascorso la serata con gli amici in un locale del torinese. Entrambi residenti a Oulx, viaggiavano a bordo di una Seat Leon in direzione di Susa. Lo schianto intorno alle 4.30. Immediati i soccorsi, ma per i due giovani non c'è stato nulla da fare.  GIOVANE MUORE A COSENZA Un incidente stradale mortale è avvenuto nella notte a Cosenza, sulla Ss 107, all'altezza di viale dei Giardini. Un giovane, meno che trentenne, a bordo di una Golf è morto nell'impatto. L'altra auto, una Mitsubishi, era guidata da un uomo che è rimasto ferito. Sul posto sono giunti i sanitari del 118, che hanno portato il ferito in ospedale, e i carabinieri della Compagnia di Rende che hanno eseguito i rilievi del caso. Ancora da definire la dinamica. Nella scena fotografata in nottata, la Golf su cui viaggiava la vittima è rimasta nella sua corsia, probabilmente invasa per cause in corso di accertamento dall'altro mezzo con cui si è scontrato frontalmente.   CONTROMANO SU A12, 2 MORTI A LA SPEZIA Due persone sono morte e una terza è rimasta ferita in modo grave la scorsa notte nello spezzino in un incidente stradale causato da un'auto che ha imboccato contromano la bretella autostradale che collega Santo Stefano Magra alla Spezia, tra la A12 e la A15. Un'automobile ha imboccato contromano il rettilineo che conduce al viadotto sopra il fiume Magra e dopo poche centinaia di metri si è scontrata frontalmente con una vettura che viaggiava nella direzione giusta. Sono morti due uomini di 20 e di 30 anni, uno di nazionalità dominicana, l'altro albanese. Un secondo albanese è rimasto ferito. La Polstrada del distaccamento di Brugnato (La Spezia) sta procedendo ai rilievi, per ricostruire cosa sia accaduto, e capire perchè una delle due auto si sia immessa contromano sulla bretella: al momento non si sa se i conducenti fossero in stato di alterazione, quando si è verificato l'errore di immissione.    4 MORTI NEL VICENTINOQuattro persone sono morte in due diversi incidenti stradali accaduti, questa notte nel vicentino, a tre ore di distanza l'uno dall'altro. Il più grave è stato registrato poco prima di mezzanotte a San Nazario, sulla statale 47 Valsugana. In uno scontro frontale tra due vetture sono morte tre persone e altre due sono rimaste gravemente ferite. Le tre vittime, pare albanesi, viaggiavano tutte sulla stessa auto, un'Opel Vectra che, secondo un primo accertamento della Polstrada di Bassano del Grappa, avrebbe invaso la corsia opposta mentre sopraggiungeva un fuoristrada Mecedes sul quale si trovavano quattro persone. L'impatto è stato violentissimo: l'Opel si è spezzata in tre parti. I tre albanesi sono morti all'istante; ricoverati in ospedale invece gli altri quattro passeggeri, di cui due sono in gravi condizioni di salute. Il secondo incidente è avvenuto invece qualche ora più tardi sulla tangenziale sud di Vicenza. Una giovane è morto dopo aver perso il controllo della vettura che è uscita di strada. ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 17:01:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ TG1, EDITORIALE DI MINZOLINI "MI VOGLIONO MUTO" -VIDEO ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=51637&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini parla dritto nella telecamera nell'edizione delle 20 per «un rapporto di trasparenza con i telespettatori», si difende, secondo alcuni come Vita e Giulietti, «non è più sereno», e contrattacca dal video: «mi vogliono muto, ma non sarò un direttore dimezzato». «Per un giorno il mio nome è finito nel frullatore delle intercettazioni e ho provato sulla mia pelle la gogna mediatico-giudiziaria. Mi ero riproposto di non intervenire in questo periodo ma questa vicenda tocca non solo me personalmente ma il rapporto con voi», dice con voce forte. La vicenda è il suo coinvolgimento nell'inchiesta della procura di Trani, una storia partita dai presunti tassi usurari applicati sulle carte di credito American Express e proseguita con discusse intercettazioni telefoniche rilanciate dal Fatto Quotidiano. Minzolini, intercettato a colloquio con il premier Berlusconi che lo chiama 'direttorissimò, sarebbe stato indagato per concussione, cosa che oggi fonti della procura hanno smentito definendola «fantasiosa ricostruzione giornalistica». In apertura il Tg1, dopo i servizi sulla manifestazione della sinistra a Piazza del Popolo a Roma e i commenti della maggioranza aveva dedicato ampio spazio alla vicenda di Trani, riportando la smentita della procura. Poi Maria Luisa Busi ha passato la linea a Minzolini per un editoriale che il portavoce del Pdl Daniele Capezzone ha definito «ineccepibile», mentre l'esponente Pd Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai, Giorgio Merlo «poco opportuno» durante la campagna elettorale. Minzolini al pubblico del suo telegiornale dice: «dove è lo scandalo? La mia colpa è aver parlato al telefono non solo con il premier ma anche con tutti i politici, innanzitutto sono un giornalista, ma prima di me lo hanno fatto, al netto dell'ipocrisia, altri direttori. C'è chi vorrebbe un direttore muto e sordo e che se non sta al gioco va cacciato a pedate, per usare il linguaggio che Mussolini usò con Giovanni Amendola. Ma - aggiunge il direttore del Tg1 - non sarò mai un direttore dimezzato per offrire invece un'informazione approfondita e libera». Minzolini, sulla cui vicenda i consiglieri di centro sinistra del cda Rai lunedì potrebbero invocare un'indagine interna, dopo avere con i giornalisti che lo chiamavano smentito ogni coinvolgimento nell'indagine di Trani, professato la propria serenità e rigettato con amarezza le indiscrezioni su presunte rivolte contro di lui nella redazione del Tg1, ha rilanciato stasera. Capezzone arriva a definire l'editoriale «uno squarcio di luce rispetto all'uso vergognoso delle intercettazioni fatto da certa stampa. La sinistra - conclude Capezzone - farebbe bene a scusarsi con il Direttore del Tg1 e con gli italiani». Per Giuseppe Giulietti e Vincenzo Vita del Pd invece «L'editoriale di stasera dimostra che non ha quella serenità e tranquillità necessarie a guidare il più grande telegiornale del servizio pubblico televisivo». Per Pancho Pardi dell'Idv, Minzolini «umilia la storia del Tg1», mentre per il senatore Antonio Tomassini (Pdl) è un «perseguitato». ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 15:19:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ ROMA, QUARTIERE DESERTO PER DISINNESCO BOMBA -FOTO ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=51625&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ Alle 12,45, una volta despolettata la bomba risalente alla Seconda guerra mondiale, le forze dell'ordine hanno dato il via libera per il transito ferroviario della Stazione Tiburtina a Roma. Poco dopo, una volta spostato l'ordigno, che sarà fatto brillare in una cava nei pressi di Tivoli, anche gli abitanti del quadrante che si trova a 300 metri in linea d'aria dal rinvenimento, hanno fatto ritorno alle proprie abitazioni, mentre anche il traffico veicolare è ripreso normalmente.  Alle ore 12,20 anche la seconda spoletta dell'ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale, è stata disinnescata. Il Sesto Reggimento Genio Pionieri di Roma ha disattivato prima la spoletta di testa, verso le 11,30 e un'ora dopo anche quella posteriore. Adesso la bomba, messa in sicurezza, sarà portata in una cava vicino Tivoli per la distruzione attraverso brillamento.  EVACUATI, DOMENICA NEL VERDE Una domenica mattina diversa e per alcuni aspetti divertente quella che stanno trascorrendo gli abitanti del quartiere Tiburtino, interessato, dalle operazioni di evacuazione a causa del ritrovamento di un ordigno bellico all'interno del cantiere per l'alta velocità. Circa 200 persone, per la maggior parte anziani e bambini, stanno trascorrendo la giornata, fin dall'alba, nel parco della caserma 'Gandin', dove la Protezione civile di Roma ha organizzato un vero e proprio villaggio di assistenza e intrattenimento, distribuendo mille bottigliette d'acqua, tramezzini e panini. Clown e musica per i più piccoli, che hanno ballato e giocato all'aria aperta; dimostrazioni di cani da salvataggio e istruzioni per montare una tenda. Tutto all'aria aperta, complice una giornata di sole, durante la quale qualcuno si è anche lasciato andare a ricordi del periodo bellico. «Di bombe ne ho viste abbastanza» ha spiegato Giovanna Barbati, 86 anni, che nel periodo della Seconda guerra mondiale viveva a S.Lorenzo. «Mi ricordo di essere scappata correndo con mia figlia di sei mesi in braccio, perchè le bombe cadevano vicinissime, fin dentro l'orto del padrone di casa». Oggi Giovanna è serena, la bomba non fa paura e si concede una mattinata inaspettatamente all'aria aperta, seduta su una panchina accanto ai vicini di casa. Tra questi, anche Elisa Milana, che vive in Via di Pietralata e che stamani ha preso una delle quattro navette del Comune di Roma per il trasporto di chi non sapeva dove andare. «Quando ci hanno citofonato - ha raccontato - verso le otto, eravamo già pronti, perchè nei giorni scorsi ci avevano già avvertiti, lasciandoci fogli con istruzioni per la giornata». Intanto, grandi e piccini attendono di rientrare nelle loro case e uno dei bambini si lascia andare ad una speranza: «Vorrei tornare a casa prima della partita della Roma». «La popolazione ha risposto in maniera matura e con senso di responsabilità - ha spiegato il responsabile della Protezione civile del Comune di Roma, Tommaso Profeta -. Abbiamo cercato di limitare al massimo i disagi, anche grazie al lavoro di volontari e associazioni».  NESSUN VOLO CANCELLATO A CIAMPINO Nessun volo cancellato, ma solo ritardi per alcuni aerei in arrivo. Queste, al momento, le ripercussioni sul traffico aereo nell'aeroporto di Ciampino a seguito delle operazioni di disinnesco di un ordigno bellico rinvenuto nei pressi della stazione Tiburtina. A quanto si è appreso, tutti gli aerei programmati in partenza entro le 10 dal «G.B. Pastine» sono regolarmente decollati. Per quanto riguarda gli arrivi, gli aerei previsti in atterraggio intorno a mezzogiorno, subiranno invece uno slittamento d'orario che non dovrebbe superare i 60 minuti. ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 14:17:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ ROGO A ROMA -FOTO/VIDEO ORRORE NEL LOCALE, 4 MORTI ]]></title>
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<description><![CDATA[ «Era inevitabile che accadesse una cosa del genere: io in quel locale ci sono stato, nulla era a norma». È il racconto di un abitante della zona di via Cappadocia, a Roma, dove ieri sera, in un seminterrato adibito a locale, è scoppiato un incendio che ha causato la morte di quattro persone. «Si tratta di un locale di circa duecento metri quadri - continua il ragazzo -. All'interno c'&Scaron; una sorta di cucina e una sala più grande dove si balla». I vigili del fuoco hanno completato l'opera di spegnimento delle fiamme: all'interno del locale, al momento dell'incendio, erano presenti circa trenta persone. Sul posto sono presenti anche numerose auto dei carabinieri. «Magari lo chiudono per sempre questo garage - afferma un altro abitante -. La sera c'è sempre confusione».  PM: OMICIDIO COLPOSO Il sostituto procuratore Bice Barborini sta valutando l'ipotesi dell'apertura di un fascicolo con l'ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo dopo la morte di quattro giovani, la scorsa notte a Roma, nell'incendio del locale Sabor Latino. I carabinieri stanno verificando intanto le regolarità della licenza dell'associazione culturale intestata ad un cittadino macedone di 50 anni gestore anche del garage attiguo al luogo dell'incendio. Per questo motivo stanno interrogando l'immigrato e stanno valutando la sua posizione. Soprattutto in relazione alla ipotesi che avrebbe visto la porta antincendio chiusa a chiave e quindi inagibile. Il cittadino macedone, si è appreso, avrebbe riferito agli investigatori dell'Arma che la porta era difettosa ma non chiusa a chiave.  LA STRAGE Quattro persone sono morte in un incendio scoppiato ieri sera in un seminterrato, adibito a locale, in via Cappadocia, nel quartiere di San Giovanni a Roma. Sono tre giovani, di cui uno di nazionalità peruviana, e una donna le vittime dell'incendio. Le fiamme sono divampate all'interno di un garage adibito a circolo culturale, denominato «Sabor latino», dove era in corso una festa privata. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri a prendere fuoco sarebbe stato l'impianto di amplificazione della musica. Alla festa erano presenti circa trenta persone. Secondo quanto accertato dai militari dell'Arma l'uscita di sicurezza del locale era chiusa a chiave  MORTI INTOSSICATI Un giovane peruviano di 25 anni, un romeno di 24 e due ragazze di origine sudamericana le cui generalità non sono ancora state rese note. Sono le quattro vittime della tragedia che la notte scorsa è avvenuta all' interno di un circolo culturale, «Sabor latino», dove era in corso una festa privata. Le indagini dei carabinieri e dei vigili del fuoco della capitale per individuare le cause della tragedia, un corto circuito o la fiammata partita dall'impianto di amplificazione musicale, sono ancora in fase di accertamento. Stamane sul posto si è recato anche il magistrato che si occupa delle indagini. I quattro sarebbero morti per intossicazione e non per le fiamme che sarebbero rimaste circoscritte. Il locale, è un seminterrato di circa 200 metri quadrati con all'interno un salone usato per ballare e una piccola zona cucina. Gli investigatori confermano che l'uscita di sicurezza del locale, realizzato in un seminterrato in via Cappadocia 10, all' Appio Latino, era chiusa e questo avrebbe impedito ai quattro giovani di fuggire e mettersi in salvo come invece hanno potuto fare gli altri ospiti, tra i 30 e 40, che sono fuggiti dall' entrata principale. Una decina è rimasta leggermente intossicata perchè all'interno del locale si è sprigionato molto fumo. I vigili del fuoco hanno ricevuto la chiamata alle 23:53 e sono arrivati sul posto in soli 4 minuti. Sul posto si sono trattenuti fino alle 5,30 di stamani per i rilievi.  "NULLA ERA A NORMA" «Era inevitabile che accadesse una cosa del genere: io in quel locale ci sono stato, nulla era a norma». È il racconto di un abitante della zona di via Cappadocia, a Roma, dove ieri sera, in un seminterrato adibito a locale, è scoppiato un incendio che ha causato la morte di quattro persone. «Si tratta di un locale di circa duecento metri quadri - continua il ragazzo -. All'interno c'è una sorta di cucina e una sala più grande dove si balla». I vigili del fuoco hanno completato l'opera di spegnimento delle fiamme: all'interno del locale, al momento dell'incendio, erano presenti circa trenta persone. Sul posto sono presenti anche numerose auto dei carabinieri. «Magari lo chiudono per sempre questo garage - afferma un altro abitante -. La sera c'è sempre confusione».  POMPIERI: "FATALITÀ" «Dagli elementi fino ad ora acquisiti e messi a disposizione dei carabinieri incaricati delle indagini, riteniamo che l'incendio che ha provocato la morte per asfissia dei quattro giovani, sia stato causato da una tragica fatalità e non da un atto doloso anche se sono necessari altri approfondimenti». Lo ha spiegato all' ANSA il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Roma Gioacchino Giomi a proposito dell'incendio la notte scorsa all'interno del circolo privato 'Sabor latinò. I vigili del fuoco arrivati sul posto hanno «trovato il corpo di una delle vittime all'esterno del locale poco fuori l' uscita di sicurezza e gli altri tre nei pressi - ha spiegato - Ma secondo le testimonianze raccolte nel momento dell'incendio l'uscita sarebbe stata chiusa». Due delle vittime non sarebbero decedute immediatamente. All'interno del locale c'erano gli estintori «infatti li abbiamo trovati all'interno utilizzati per spegnere le fiamme che sono durate pochissimo ma hanno aggredito materiale». Da quanto accertato dagli esperti dei pompieri «le fiamme sarebbero partite da un impianto elettrico o di amplificazione sonora posto proprio a metà della grande sala del locale che non ha alcuna finestra. Si sarebbe trattato di un fiammata che ha provocato molto fumo che ha annerito tutto il locale tranne la zona della cucina». Il comandante ha poi spiegato d'avere «avviato anche una indagine amministrativa» per verificare «se vi fossero state le autorizzazioni previste» e se all'interno del locale fossero state applicate le norme di sicurezza e antincendio. Anche se ha precisato «quel tipo di locale, circolo privato nel quale si accede con tessera, non rientra nella fattispecie dei locali di pubblico spettacolo e quindi non c'è obbligo di rilascio di dichiarazione di agibilità da parte della commissione di vigilanza e prevenzione incendi».  LUXURIA: "SITUAZIONE ANALOGA SOTTO CASA MIA" «Mi ha molto colpita la sciagura del rogo nel circolo ricreativo al Tuscolano, quartiere poco distante dal Pigneto, dove vivo. Proprio ieri all'una e mezza di notte, ho chiesto l'intervento delle forze dell'ordine per segnalare un'analoga situazione in un circolo gestito da sudamericani sotto la mia abitazione». È quanto dichiara l'ex parlamentare Prc, Vladimir Luxuria a proposito dell'incendio che la notte scorsa ha provocato la morte di quattro persone all'interno di un luogo di ritrovo. «Sono preoccupata non solo dalle risse o dai comportamenti di chi urina per strada ma soprattutto - spiega - dall'evidente stato di ubriachezza di chi gestisce e di chi frequenta il locale che potrebbe causare disattenzione sulla sicurezza. Prima che accada il peggio mi auguro che tutti gli accertamenti sulla regolarità e sulla sicurezza del circolo possano essere compiuti». ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 14:15:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ SERGIO ZAVOLI: "LA RAI RIPRISTINI I PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO" ]]></title>
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<description><![CDATA[ «Oggi tocca al Cda della Rai che ha il prestigio, il senno e il dovere di fare, con i suoi margini d'autonomia, la prima mossa ripristinando i programmi di approfondimento», dichiara il presidente della Commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli, a proposito dei programmi della Rai nel periodo elettorale. «Tra errori veri e finti, diritti calpestati e declamati si è perduta gran parte del tempo che spettava al Paese per misurarsi con le proprie idee sulle prossime elezioni»: è il richiamo di Zavoli. Per il presidente della Vigilanza, «questa situazione va sfebbrata il rischio è che all'appuntamento arrivino prima i comunicati sulle dispute e poi le idee su come votare». Zavoli dice: «Fermiamoci, ciascuno rinfoderi le sue ragioni, poi a conti fatti, ci si raccolga intorno alla politica per rifare, se possibile insieme, le regole prima di mandare all'aria la credibilità di una Repubblica alla quale i Padri costituenti avevano augurato di 'non essere ancella di se stessa, di scuotersi, sapendo per che cosa veramente doversi batterè. Per le regole - è la conclusione - oggi intanto tocca al cda della Rai la prima mossa ripristinando i programmi di approfondimento». ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 13:56:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ DENISE, VIA AL PROCESSO. MADRE: "HO ATTESO 6 ANNI" ]]></title>
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<description><![CDATA[ Dice di «aver atteso questo momento per anni». Di aver nutrito la sua caparbietà con la fede, perchè «l'unica cosa importante è ritrovare la mia bambina». Adesso, però, alla vigilia dell'apertura del processo a carico di Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise Pipitone accusata del sequestro della piccola, sparita nel nulla il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo (Trapani), Piera Maggio non nasconde la tensione. «Sono molto nervosa questi sono giorni difficili, non che gli ultimi anni non lo siano stati. Ho vissuto nell'angoscia, ho fatto appelli o teso la mano anche a chi non ha voluto collaborare con gli investigatori, ho sopportato insinuazioni sul mio conto e sulla mia famiglia. Ma ora dico basta: adesso è arrivato il momento di andare avanti giuridicamente per scoprire la verità». Non si arrende mamma Piera. E martedì prossimo giura che sarà presente in quell'aula di Tribunale a Marsala. «Spero - dice - di poter guardare fisso negli occhi queste persone, che per tutto questo tempo hanno continuato a dire assurdità e a calpestare il dolore di una madre». Lo scorso 18 gennaio il gup di Marsala Lucia Fontana ha rinviato a giudizio Jessica Pulizzi, all'epoca dei fatti minorenne e oggi 22enne. L'accusa per lei è di concorso nel sequestro di Denise. Rinvio a giudizio anche per l'ex fidanzato della ragazza, il tunisino Gaspare Ghaleb, 24 anni, accusato di false testimonianze al pm. Piera Maggio, insieme a Piero Pulizzi, padre naturale sia di Denise che dell'imputata, si è costituita parte civile. E il legale della famiglia, Giacomo Frazzitta, non nasconde la soddisfazione per la decisione del gup. «Per la prima volta - spiega - sarà applicata la legge su sequestro di minorenne, approvata lo scorso luglio, proprio dopo le dure battaglie della signora Maggio, che non ha esitato ad incatenarsi anche davanti al Quirinale per essere ascoltata. Il reato verrà discusso davanti a un tribunale ordinario collegiale e non più, come in passato, a un giudice monocratico. La nostra speranza ora è che la riapertura delle indagini e questo processo ci aiutino a trovare Denise». ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 13:54:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ AGCOM, LUNEDÌ A TRANI GLI ISPETTORI DI ALFANO ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=51603&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ &bull; Minzolini non indagato Non hanno rinunciato alla pausa domenicale i magistrati della procura di Trani che indagano sulla vicenda Rai-Agcom nella quale sarebbero indagati per concussione il premier Silvio Berlusconi e il commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi. Stamani il portone del Palazzo di Giustizia è chiuso e il custode conferma che «nessun magistrato è al lavoro» in ufficio. L'attività degli inquirenti in procura riprenderà domani, quando sarà applicata la nuova disposizione del procuratore Carlo Maria Capristo, che ha affiancato al pm inquirente, Michele Ruggiero, altri tre colleghi: i sostituti Fabio Buquicchio, Ettore Cardinali e Marco D'Agostino. La coassegnazione del fascicolo sembra essere un modo per consentire che l'inchiesta venga sottoposta a una più scrupolosa valutazione collegiale. Toccherà quindi ai quattro pm ordinare la distruzione dei colloqui di alcuni ministri e sottosegretari intercettati indirettamente mentre parlavano al telefono con persone le cui utenze erano sotto controllo. I dialoghi intercettati non hanno, infatti, alcuna rilevanza penale. I ministri finiti sotto intercettazione - confermano fonti investigative - sono i responsabili dei dicasteri dell' Economia Giulio Tremonti, dei Beni Culturali Sandro Bondi, dell'Interno Roberto Maroni. Tra gli intercettati, anche il sottosegretario Paolo Bonaiuti, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri. Domani, intanto, arriveranno a Trani gli ispettori inviati dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, che ieri ha denunciato «gravissime patologie» nello svolgimento dell'inchiesta. Sempre domani il Guardasigilli sarà a Bari, circa a 50 chilometri più a sud di Trani, dove consegnerà al procuratore, Antonio Laudati, cinque autovetture sequestrate ad un clan mafioso barese.  ANM: "GLI ISPETTORI RISCHIANO DI INTRALCIARE L'INCHIESTA" La Sezione distrettuale di Bari dell'Associazione magistrati esprime «perplessità» sull'iniziativa del ministero della giustizia, Angelino Alfano, di inviare nella procura di Trani ispettori il cui arrivo «rischia di determinare oggettivo intralcio al più sollecito e da tutti auspicato espletamento» dell'inchiesta nell'ambito della quale si è giunti ad intercettare il premier, Silvio Berlusconi. È detto in una nota firmata dal presidente della sezione, Salvatore Casciaro, e dal segretario, Marco Guida. «Nel contesto - è detto nella nota - di un'inchiesta condotta dalla Procura di Trani, inchiesta della quale si è appreso per effetto di una deplorevole fuga di notizie (su cui peraltro, a quanto risulta, la stessa Procura ha avviato la pronta, necessaria indagine), non può non suscitare viva perplessità l'iniziativa del Ministro della Giustizia, che ha disposto con assoluta immediatezza una ispezione presso quell'Ufficio». «L'arrivo degli ispettori, anche per l'ampiezza del mandato loro affidato (mandato che sarebbe stato esteso persino a profili di interpretazione della legge processuale), mentre viene a interferire - si aggiunge nella nota - con la prosecuzione dell'attività investigativa svolta da un sostituto procuratore che pur gode di generale altissima stima, rischia infatti di determinare oggettivo intralcio al più sollecito e da tutti auspicato espletamento di quella delicata inchiesta».   "GRAVI PATOLOGIE NELL'INCHIESTA". E ALFANO MANDA GLI ISPETTORI A TRANI Un'ispezione ministeriale nella procura di Trani: il guardasigilli, Angelino Alfano, annuncia la sua decisione dopo le rivelazioni sull'indagine nella quale il premier, Silvio Berlusconi, sarebbe indagato assieme al componente dell'Agcom Giancarlo Innocenzi, mentre non risulterebbe iscritto il nome del direttore del Tg1, Augusto Minzolini. «Inizieremo lunedì», ha detto il capo degli ispettori ministeriali, Arcibaldo Miller. Nelle intercettazioni, intanto, compaiono anche altri nomi 'eccellentì. Si tratta, secondo quanto si apprende da fonti vicine alle indagini, del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e di quello dei Beni Culturali, Sandro Bondi. I due esponenti di Governo sono stati ascoltati 'indirettamentè mentre parlavano al telefono con persone nei confronti delle quali la magistratura tranese aveva disposto le intercettazioni. Ma poichè - viene sottolineato - il contenuto delle conversazioni non ha alcuna rilevanza penale, le intercettazioni non saranno trascritte e sarà disposta la loro distruzione. Tornando alla posizione del premier Berlusconi, il reato ipotizzato a suo carico sarebbe la concussione per le presunte pressioni esercitate per far chiudere Annozero. Più soft sarebbe invece la posizione di Innocenzi. Nei suoi confronti - secondo notizie non confermate ufficialmente - il pm Michele Ruggiero avrebbe inizialmente ipotizzato il favoreggiamento personale per la presunta reticenza dimostrata dal componente dell'Agcom nell'interrogatorio cui fu sottoposto a Trani il 17 dicembre scorso. A Innocenzi il pm chiese esplicitamente se avesse mai subito pressioni per 'addomesticarè o 'spegnerè programmi televisivi scomodi. Il teste escluse a verbale ogni forma di pressing, senza sapere che le sue conversazioni telefoniche erano state registrate dalla guardia di finanza di Bari. Da qui la presunta iscrizione nel registro degli indagati prima per favoreggiamento, poi per concorso in concussione assieme a Berlusconi. Ma se sull'esistenza dell'indagine a carico del premier e di Innocenzi manca solo l'ufficialità, fonti giudiziarie tranesi escludono che sia iscritto nel registro degli indagati il nome del direttore del Tg1 Minzolini. Sulla 'vicenda Minzolinì le fonti parlano esplicitamente di una «fantasiosa ricostruzione giornalistica». Non è neppure vero, almeno fino ad oggi, che la procura abbia chiesto al gip di adottare misure interdittive nei confronti degli indagati. In procura si vocifera che il pm Ruggiero fosse in procinto di inviare al gip richieste di interdizioni dopo aver ricevuto il 5 marzo scorso dalla Guardia di finanza i verbali di trascrizioni di tutte le intercettazioni telefoniche. Dopo le rivelazioni pubblicate venerdì da Il Fatto quotidiano non si sa se il pm e il procuratore abbiano ancora intenzione di inviare al giudice le richieste cautelari. «L'inchiesta di Trani - si lamenta Alfano - evidenzia almeno tre gravissime patologie che sono chiare anche allo studente che affronta all'università l'esame di procedura penale. E cioè: un problema gravissimo di competenza territoriale, un secondo problema di abuso delle intercettazioni e un terzo che riguarda la rivelazione del segreto d'ufficio». Problema, quello della competenza, che il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, si è posto nelle riunioni avute con il pm inquirente, Michele Ruggiero, e con il procuratore aggiunto Francesco Giannella. Durante gli incontri i tre hanno concordato che, allo stato degli atti, la competenza è della procura di Trani, anche se in futuro non si esclude l'invio degli atti ai pm romani. «Oggi stesso - ha detto il Guardasigilli da Agrigento - invierò gli ispettori a Trani per andare a verificare cosa è successo. Ovviamente senza interferire nell'indagine, potere che non mi compete, ma solo per capire come possano verificarsi queste gravi patologie». Assai più dura la reazione del premier Berlusconi: «certa magistratura sta gettando fango su di noi dettando tempi e temi della campagna elettorale». E ha liquidato la questione dicendo: «Io mi occupo di cose serie e non di questioni ridicole e grottesche come questa».   PROCURA TRANI: "NON TEMIAMO ISPETTORI" Non c'è nessun timore per gli ispettori che il Guardasigilli Angelino Alfano ha deciso di inviare alla Procura di Trani. A chiarirlo è il procuratore capo di Trani, Carlo Maria Capristo, in un'intervista a La Repubblica, nella quale ha detto «siamo a disposizione del Guardasigilli per tutti i chiarimenti che vorrà avere» e ha assicurato anche che «non c'è nessuna frattura all'interno dell'ufficio del pubblico ministero. Piuttosto armonia. Anzi, coesione». Il procuratore ha precisato che i magistrati che seguiranno l'inchiesta saranno quattro, coordinati dal pm Michele Ruggiero. Capristo, poi, esclude che almeno per ora l'inchiesta possa essere trasferita in un'altra sede. «Al momento ci sono attività istruttorie che devono essere completate - afferma - credo quindi che le carte rimarranno dove sono». Infine, il procuratore ha annunciato di aver aperto un'inchiesta per individuare la fonte della fuga di notizie sull'inchiesta pugliese.  BRUNETTA: "INTERCETTAZIONI COME LASER" Quella delle intercettazioni è una «questione di libertà, strettamente parente del buonsenso». Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, commenta così, dalle pagine del Corriere della Sera la vicenda delle intercettazioni, scaturita dall'indagine della procura di Trani e poi, in un'intervista a Libero, parla del suo programma da candidato sindaco di Venezia. «Anche io ho la sensazione di essere intercettato - afferma al Corriere - o meglio, sono combattuto tra la sensazione di appartenere anche io a questo mondo folle, in cui tutti sono sotto controllo e la sensazione che non sia possibile perchè non è giusto» e aggiunge che ormai, anche al telefono con la sua compagna «è un'abitudine salutare il maresciallo che ci sta ascoltando». «Sono moltissimi gli italiani che hanno cambiato il loro modo di telefonare - prosegue Brunetta al Corriere - e quindi il loro modo di relazionarsi, la loro vita di tutti i giorni» e sebbene il ministro riconosca l'utilità delle intercettazioni per l'accertamento dei reati, invita a «completare le regole» che peraltro «ci sono già». Il riferimento è al disegno di legge del governo su finalità, autorizzazioni e assoluta riservatezza, perchè «le intercettazioni sono come il laser - aggiunge il ministro - se assolutamente mirato, funziona, se usato come un gioco distrugge vite, reputazioni e alla fine anche chi lo usa». Quanto alla sua candidatura a sindaco di Venezia, Brunetta assicura che sarà in grado di mantenere l'incarico di ministro e governare la città «grazie all'aiuto dell'Ict - precisa - si può essere in tanti luoghi contemporaneamente». Nella sua squadra, Brunetta vorrebbe anche Guido Bertolaso: «Abbiamo il miglior capo della Protezione civile del mondo - dice - Mi amareggia che un uomo così sia stato denigrato in quel modo. Siamo proprio dei masochisti».  BOSSI: "ATTENUARE I TONI" È il momento di moderare i toni, perchè l'aria che tira non fa bene a nessuno. L'invito arriva dal leader della Lega Umberto Bossi che, intervistato dal Corriere della Sera, definisce la questione delle intercettazioni che ha coinvolto il premier Silvio Berlusconi, il direttore del Tgi Augusto Minzolini e il commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi, «una cosa da matti». «Forse Berlusconi dovrebbe stare più attento - aggiunge Bossi - però non è che un presidente del Consiglio possa non parlare al telefono perchè sa sempre di essere intercettato. Ma dove siamo?». Il ministro delle Riforme parla anche delle liste non ammesse del Pdl e sottolinea che sarebbe stato meglio raggiungere un'intesa prima che scoppiasse il caso e se non lo si è fatto, «le liste bisognava presentarle bene». A questo punto è difficile anche cercare un dialogo, perchè «si rischia di passare per traditori - prosegue Bossi - ma con i partiti onesti bisogna iniziare a parlare» e il Pd a Bossi appare «abbastanza» onesto. Dopo le elezioni regionali, Bossi si aspetta una accelerazione sul federalismo e se «a Roma fanno orecchie da mercante - precisa - il Nord questa volta si incazza». «Capiremo in fretta se il Parlamento è disponibile a procedere in una direzione federalista o no - continua Bossi - E moduleremo la discesa del Po del prossimo settembre in base alle risposte ricevute dal Parlamento». Quanto alle elezioni in Veneto, Bossi è ottimista sul successo di Luca Zaia, candidato della Lega. «Lo voteranno anche gli operai - assicura il leader del Carroccio - la differenza con Giancarlo Galan è questa: lui piace molto anche al popolo e anche alle signore, che fanno la differenza», perchè «solo la Lega - conclude Bossi - ha capito quale potenzialità enorme abbiano le donne in politica».  AMERICAN EXPRESS: "MAI PRESSIONI SUI MEDIA" In riferimento a quanto riportato su articoli di stampa in merito a vicende collegate con l'inchiesta della Procura di Trani, American Express Italia «smentisce nel modo più categorico di aver esercitato pressioni sui mezzi di informazione e ribadisce di aver sempre operato nel rispetto della normativa vigente e nell'interesse dei propri titolari di carte di credito». Lo rende noto, in un comunicato, American Express Italia.  VAN STRATEN: "MINZOLINI? CI SIA INDAGINE INTERNA" «Non si possono assumere decisioni in base ad un articolo di giornale, ma penso che in un'azienda normale se ne debba discutere. Credo che la cosa più ragionevole sia aprire un'indagine interna»: così il consigliere di amministrazione Rai, Giorgio Van Straten, sulla possibilità che il cda di lunedì, dopo l'inchiesta di Trani, possa discutere del direttore del Tg1 Augusto Minzolini, che non risulta indagato. «Aprire un'indagine interna e acquisire tutti gli atti che possono interessare non ha nulla a che vedere con le indagini penali o col fatto che uno è o meno indagato - aggiunge -. Non ci sono reati, ma ci potrebbero essere circostanze discutibili dal punto di vista dell'etica aziendale. Riferendoci al precedente di Saccà - spiega Van Straten - fu su richiesta dell'azienda che furono acquisiti gli atti dalla Procura di Napoli. Penso che questo si possa fare, richiedere gli atti alla procura di Trani, sempre che questi siano trasmissibili. Non penso che sia un problema che si pone in termini di dimissioni - conclude Van Straten - ma non trovo corretto ignorarlo, si devono acquisire tutti gli elementi di conoscenza».   MINZOLINI NON INDAGATO Il direttore del Tg 1, Augusto Minzolini, non è indagato dalla Procura di Trani. Lo si apprende da fonti giudiziarie che parlano di «fantasiosa ricostruzione giornalistica». Nei confronti di Minzolini alcuni organi di stampa avevano ipotizzato una iscrizione nel registro degli indagati per il reato di concussione, lo stesso per il quale potrebbero essere sottoposti ad accertamenti il premier Silvio Berlusconi e il componente dell'Agcom Innocenzi. Intanto il ministro della Giustizia annuncia un'ispezione ministeriale negli uffici giudiziari di Trani. Una decisione che il Guardasigilli Angelino Alfano comunica ad Agrigento all'indomani delle rivelazioni sull'inchiesta dei magistrati pugliesi nelle quali ci sarebbero intercettazioni di colloqui del premier. Oggi stesso, ha detto Alfano, gli ispettori saranno inviati per verificare quanto accaduto.  L'inchiesta nel corso della quale sarebbero state raccolte le intercettazioni sul 'Caso Annozero' al quale ha fatto riferimento Antonio Di Pietro è coordinata dal pm della procura di Trani Michele Ruggero. Sono ipotizzati i reati di truffa e usura aggravate ed è relativa a finanziamenti per il credito al consumo di una carta di credito del tipo 'revolving' chiamata Gold credit card American express. Nello scorso settembre sequestri furono compiuti nella sede romana dell'American express e avvisi di garanzia furono notificati dai militari del nucleo di polizia tributaria di Bari della guardia di finanza ai due rappresentanti legali della sede italiana della multinazionale.  La guardia di finanza sequestrò l'archivio informatico relativo ai titolari di 'revolving card', la contabilità, copie della corrispondenza della società, del software per la gestione delle carte e del software per il calcolo degli interessi. L'indagine fu avviata sulla base della denuncia di un titolare di carta di credito il quale lamentava l'applicazione di tassi usurai. A fronte di un fido di 2.600 euro, non avendo pagato una rata di 129 euro ricevette una richiesta di pagamento di 686,54 euro. Secondo calcoli compiuti da consulenti di parte dello stesso consumatore, della procura e dalla guardia di finanza, a quella rata sarebbe stato applicato un tasso superiore al tasso soglia del 28.98%. Il tasso soglia è stabilito dalla legge: oltre quel tasso gli interessi applicati vengono considerati usurari.   FONTI PROCURA: NESSUN'INTERDIZIONE La Procura di Trani non ha finora chiesto al gip l'adozione di provvedimenti interdittivi a carico di alcuno degli indagati nella vicenda Rai-Agcom. Lo si apprende in ambienti investigativi. Le stesso fonti specificano che il pm Michele Ruggero era in procinto di inviare al giudice Roberto Oliveri Del Castillo richieste di interdizioni dop aver ricevuto, il 5 marzo scorso, dalla guardia di finanza i verbali di trascrizioni di tutte le intercettazioni telefoniche. Dopo le rivelazioni pubblicate ieri da 'il fatto quotidianò non si sa se il pm abbia ancora intenzione di inviare al gip le richieste cautelari. Già ieri fonti investigative avevano escluso che fossero pendenti dinnanzi al gip richieste di misure interdittive sia per il premier Berlusconi sia per il componente dell'Agcom Innocenzi, a carico dei quali sarebbero in corso le indagini.   ROMANI:" CAMBIARE LEGGE" Per Paolo Romani, vice ministro alle Comunicazioni, «è paradossale che nell'ambito di una inchiesta relativa a finanziamenti per il credito a consumo di una carta di credito venga intercettata, per un arco temporale di almeno 3 anni, una persona non coinvolta nelle indagini nè nei reati ipotizzati, ma che, guarda caso, ha contatti telefonici con il Premier, e, guarda caso, queste intercettazioni sfuggono al segreto istruttorio proprio in campagna elettorale, ma è fin troppo chiaro e palese il disegno che vi è dietro. Risulta, a questo punto, ancora più evidente la necessità di modificare, subito dopo le elezioni, la legge sulle intercettazioni, attualmente ferma al Senato.».    ALFANO: "ISPETTORI A TRANI" «Oggi stesso invierò gli ispettori a Trani per andare a verificare cosa è successo. Ovviamente senza interferire nell'indagine, potere che non mi compete ma solo per capire come possano verificarsi queste gravi patologie». Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano ad Agrigento. «Siamo qui a disposizione»: così il procuratore della Repubblica di Trani, Carlo Maria Capristo, ha risposto ai giornalisti presenti in Procura che gli davano notizia dell'annuncio dell'imminente invio degli ispettori da parte del ministro della Giustizia Angelino Alfano sulla vicenda Rai-Agcom. «State tranquilli - ha detto Capristo ai cronisti - lasciateci lavorare con riservatezza, tranquillità e professionalità. Fermatevi a quello che ci siamo detti ieri: non ci sono comunicazioni per la stampa». Sulle tre «gravissime patologie» evidenti - secondo il ministro - nell'inchiesta di Trani, Capristo ha detto:«Ci conosciamo da tanto tempo, vi stimo e mi auguro che facciate altrettanto». Il procuratore stamani ha avuto incontri con il pm inquirente, Michele Ruggero, e con il procuratore aggiunto, Francesco Giannella.    BERLUSCONI: "QUESTIONI RIDICOLE" «Io mi occupo di cose serie e non di questioni ridicole e grottesche come questa». Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, liquida la vicenda dell'indagine della Procura di Trani che lo vede coinvolto. Il premier, intervenendo telefonicamente al Tg4 delle 11.30 ha ricordato di aver sempre sostenuto come fosse «inaccettabile, come viene considerato inaccettabile da tutte le persone di buonsenso, che ci fossero dei processi in televsione contro persone che sono gi&hellip; sotto processo davanti ai giudici, accusandoli di tutto con ferocia e senza la possibilit&hellip; di difendersi». Per questo «ho sempre chiesto a destra e a manca che si intervenisse attraverso l'Agcom per prendere provvedimenti».   MINZOLINI: "PRESSIONI COME IN ALTRE TESTATE" Sulle pressioni dei leader politici, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, in un'intervista al settimanale Gli altri diretto da Piero Sansonetti, afferma che non sono diverse da quelle esercitate sui giornali: «Anche lì c'è sempre chi ti chiama per dirti 'Mi raccomando, metti questa dichiarazione. Sono certo che la stessa cosa, magari limitata ai leader del Pd, succede anche con L'Unità». Minzolini difende il suo operato alla guida del Tg1: «Quel che ha fatto scandalo nei miei editoriali - afferma Minzolini - non sono i contenuti: è il linguaggio. In un Tg così istituzionale, parlare di certe cose con un linguaggio diverso è di per sè una mezza rivoluzione. È un linguaggio a cui la gente non è abituata e nemmeno gli interlocutori politici. Per questo gli editoriali mi hanno attirato tante critiche. Invece - sottolinea - sono anche un mezzo per liberare la redazione: li firmo io e me ne assumo la responsabilità». Sulle pressioni aggiunge: «Io rispondo a tutti di sì perchè non posso perdere la giornata a discutere. Poi la dichiarazione qualche volta la metto davvero e qualche volta no, a seconda di quanto è rilevante».   PREMIER COME S.SEBASTIANO SU 'LIBERO' Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ritratto come San Sebastiano, trafitto dalle frecce scoccate per ordine di Diocleziano, campeggia sulla prima pagina del quotidiano Libero che titola: «Tiro al bersaglio». La versione del dipinto del martire è quella realizzata da da Pieter Paul Rubens e conservata a Berlino. Appena sopra l'editoriale di Maurizio Belpietro si legge «ancora intercettato e indagato. Berlusconi accusato perchè al telefono malediceva Annozero. Lo sfogo: i giudici sono in campagna elettorale. Ora o con me o contro di me». Su una delle frecce, quella che colpisce immediatamente sotto il cuore del santo, tanto per rendere più chiara la fonte dell'attacco al premier, il vignettista di Libero ha disegnato una banderuola rossa con una lista dei 4 «colpevoli», Il Fatto, l'indagine (della procura di Trani), il Popolo Viola e la Lega.  I TELEFONI DEL PREMIER NON SONO INTERCETTATI I telefoni del premier Silvio Berlusconi non sono stati sottoposti ad intercettazioni dalla procura di Trani: le conversazioni telefoniche in cui si sente la voce del premier, e di cui ha parlato ieri 'Il Fatto Quotidianò, sono state captate perchè egli parlava con persone le cui utenze erano sotto intercettazione. Lo si apprende da fonti giudiziarie tranesi. Nell'inchiesta di Trani, avviata prima sui presunti tassi usurari applicati ai titolari di carta di credito tipo 'revolving' di American Express, si è poi aperto 'casualmentè - sostengono gli inquirenti - il giro di telefonate tra il premier, Silvio Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, e il commissario dell'Authority, Giancarlo Innocenzi. Il reato ipotizzato in questa indagine è la concussione per il presunto pressing esercitato dal capo del governo per arrivare alla chiusura di Annozero. Questo filone investigativo è quindi assolutamente autonomo rispetto a quello delle carte di credito per il quale si ipotizza l'usura per i tassi applicati ai clienti in mora nei pagamenti. Sono state proprio le persone coinvolte in quest'ultima indagine a contattare giornalisti e lo stesso direttore del TG1 per evitare che la stampa nazionale si occupasse della vicenda.  MINZOLINI: "VOGLIONO INTIMIDIRMI" «Vogliono soltanto intimidirmi, ma io non ho paura di nessuno». Augusto Minzolini, direttore del Tg1, al centro di un'indagine della procura di Trani, per concussione, insieme al premier Berlusconi e al commissario dell'Agcom, Innocenzi, in due interviste a Libero e al Riformista si difende definendo dalle pagine del Riformista, tutta la vicenda «un'operazione politica» ai suoi danni, «orchestrata ad arte» negli ultimi venti gironi prima del voto. Il direttore del Tg 1 nega di aver ricevuto alcun avviso di garanzia e spiega di essere già stato ascoltato dai magistrati di Trani nell'autunno scorso, per un'inchiesta che riguarda l'American Express, di cui il Tg 1 si è occupato. Quanto alle accuse di concussione, Minzolini definisce l'accusa «ridicola» e non nega di avere avuto conversazioni telefoniche con il presidente del Consiglio Berlusconi, «quattro o cinque volte» da quando è direttore. «Mi accusano di fare il giornalista - replica su Libero - che parla con i politici e il direttore che appunto dirige?». Minzolini, poi, difende il suo operato dicendo che nonostante le telefonate dei partiti, «decido con la testa mia, rispettando tutti e soprattutto dando ai cittadini la possibilità di capire». Il direttore del Tg1 non intende dare le dimissioni come ha chiesto Di Pietro, personaggio definito su Libero «a dir poco ridicolo» che avrebbe usato il «linguaggio di Benito Mussolini» e poi al Riformista aggiunge: «Qui finisce che prendo io qualcuno a calci in...».  SANTORO: "ANDRO' A TESTIMONIARE" Martedì Michele Santoro sarà a Trani per essere ascoltato dai giudici come testimone nell'indagine sul commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi, il premier Silvio Berlusconi e il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, indagati per concussione. Il giornalista lo ha annunciato in un'intervista a La Repubblica e in due colloqui con La Stampa e l'Unità. Santoro è stato convocato dai giudici di Trani «qualche giorno fa - dice a La Repubblica - non sapevo niente di tutta questa storia. Ora credo di capire». Il conduttore di Annozero aggiunge all'Unità che, insieme a Marco Travaglio, è rimasto l'unico a dire che in Italia non esiste un arbitro imparziale e propone l'azzeramento dell'Agcom, «mettendo al suo posto un garante monocratico». «C'è un altro aspetto allucinante - aggiunge dalle pagine di Repubblica - anche i funzionari di quell'Authority sono lottizzati. Gli esposti venivano confezionati all'interno dell'organismo e poi passati ai partiti. È uno schifo, una violazione della Costituzione, accettata da tutti senza ribellarsi». La lottizzazione dell'Agcom dipende, secondo Santoro, anche dal fatto che al suo interno ci sono «tre ex sottosegretari di Berlusconi», che «Innocenzi è un ex dipendente Fininvest, poi parlamentare di Forza Italia e sottosegretario di Maurizio Gasparri nel governo Berlusconi. La maggior parte delle cause contro di noi - aggiunge - sono state avviate da lui. Già in passato è stato sorpreso con il sorcio in bocca ma non è successo niente». E all'Unità, Santoro aggiunge che «quando mi toccheranno con provvedimenti diretti, dimostrerò che quest'organo non è indipendente e spero che le massime autorità dello Stato intervengano». Dopo la bocciatura del Tar della decisione di sospendere le trasmissioni politiche, il giornalista dice di essere pronto «da subito» a ripartire con Annozero e auspica che la Rai alzi la schiena e «trovi il coraggio e l'autonomia per rifiutarsi finalmente di applicare il regolamento della Vigilanza che è illegittimo».  INNOCENZI: "MAI RIMOSSO SANTORO" Il commissario «non ha alcun potere sanzionatorio, semmai è il consiglio che commina sanzioni, ma solo dopo che sia stata completata, a posteriori, l'istruttoria su un programma». Il commissario Giancarlo Innocenzi, in un colloquio con La Stampa, afferma che nessuna iniziativa è stata mai presa nei confronti del giornalista: «Basta verificare», aggiunge. Innocenzi ribadisce che «la sua amicizia con il capo del governo non è nè un ostacolo al suo ruolo, nè all'attività che svolge». Sul caso Santoro, poi aggiunge: «Sia allora che oggi, è sempre stato al suo posto, nè sono state prese iniziative nei suoi confronti da parte dell'Autorità, se poi si è giunti alla chiusura dei programmi di approfondimento della Rai durante quest'ultimo mese di campagna elettorale, la decisione non riguarda l'Agcom ma è maturata dal Consiglio di amministrazione di Viale Mazzini che ha deciso sulla base del regolamento varato dalla Commissione Vigilanza».  CALABRO': "NESSUNA CENSURA" «Nessuna pressione che possa essere stata messa in atto ha condizionato le nostra delibrazioni». Corrado Calabrò, presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazione ribadisce la regolarità delle decisioni prese dall'Agcom in due interviste al Messaggero e al Sole 24 Ore e aggiunge che nella sua carriera di «pressioni» ne ha «ricevute tante». In particolare, Calabrò precisa al Sole 24 Ore: «Posso contare almeno nove casi in cui legali di persone coinvolte in inchieste al centro di puntate di Annozero o altri programmi ci hanno chiesto di intervenire ex ante e abbiamo risposto che un intervento preventivo non è nella nostra sfera d'azione». Sulla posizione del commissario Innocenzi, Calabrò annuncia, al Messaggero, che «andremo a fondo di tutti i fatti» e poi precisa dalle pagine del Sole 24 Ore che se il comportamento dell'Agcom «è sempre stato ineccepibile, quello dei singoli è un altro discorso e va valutato con attenzione». Calabrò parla della bocciatura del Tar alla sospensione delle trasmissioni politiche come di una «sentenza scontata» e spiega di aver votato contro quando il collegio dell'Agcom ha esaminato il regolamento. Ora, alla luce della decisione del Tar, Calabrò auspica che «la Rai trovi una soluzione diversa da quella fin qui adottata - afferma al Messaggero - per ristabilire almeno in parte la simmetria con le private» e poi aggiunge sul Sole 24 Ore che il «quadro è piuttosto complicato», dal momento che dal Ministero dell'Interno, «fino a ieri non era ancora arrivato l'elenco delle liste ammesse alla competizione elettorale».  MINZOLINI: "NESSUN AVVISO DI GARANZIA" «È una cosa insulsa. Allora ho fatto bene a fare l'editoriale sulle intercettazioni, perchè è una cosa insulsa», ha detto inoltre Augusto Minzolini in un commento pubblicato dal Corriere.it, respingendo con forza le accuse. «Io non so di cosa si parli, non ho ricevuto alcun avviso di garanzia, non mi risulta di essere indagato, ho solo letto delle cose sul 'Raglio del Travagliò - ha ribadito il direttore del Tg1- Io parlo con tutti, Berlusconi, Casini, chiunque. Faccio il giornalista. Su Spatuzza ho detto quello che penso, che poi si è rivelato vero, perchè Spatuzza non è considerato credibile. La cosa più semplice è che uno ascolta o legge quello che penso, perchè ho detto esattamente come la penso. Non vedo nessun reato». Minzolini prosegue: «Chiudere Santoro? Ma di che parliamo? Sono idiozie. Io non c'entro nulla, perchè fare delle pressioni a me? Io da 'Anno zero' vengo solo attaccato ogni tanto, perchè mi dovrebbe premere?».  MINZOLINI E INNOCENZI INTERROGATI 3 MESI FA Nell'ambito delle indagini sulle carte di credito, diretta dal pm della procura di Trani Michele Ruggiero, il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, e il commissario Agcom Giancarlo Innocenzi Botti furono già sentiti nel dicembre scorso come persone informate dei fatti. Furono interrogati in una giornata, il 17 dicembre 2009, nella quale il pm e il tenente colonnello della guardia di finanza Salvatore Paglino ascoltarono testi dalle 10 alle 19, una giornata palesemente dedicata a testimoni nell'ambito della comunicazione giacchè, oltre a Minzolini e Innocenzi, furono interrogati nella stessa veste anche il direttore per le relazioni istituzionali di Mediaset e presidente della l'Associazone nazionale per lo sviluppo della tv digitale terrestre, Andrea Ambrogetti, e l'ex direttore Rai Fabrizio Del Noce.   LEGALI: "PREMIER INDAGATO? NON RISULTA" «Non risulta». Così, i legali del premier Niccolò Ghedini e Piero Longo rispondono alla domanda se il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi risulti o meno indagato a Trani per le presunte pressioni sull'Agcom per bloccare le trasmissioni di «Annozero». «Premesso che se lo avesse fatto davvero - commenta Longo - sarebbe stato encomiabile visto che 'Annozerò è di una noia insopportabile, ma quale sarebbe poi il reato contestato?». «È chiaro che la qualificazione giuridica del fatto appartiene al magistrato - aggiunge Longo - ma non mi viene in mente quale potrebbe essere...». Tornando ad «Annozero», Longo sottolinea: «Quel programma è davvero noioso, proprio come quelle telenovelas in cui sembra che succedano grandi cose e in realtà non accade mai nulla. Eccezion fatta per Dallas e Dynasty dove invece succedeva di tutto ad ogni puntata...». ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 12:39:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ BERLUSCONI "PETER PAN": «VIVRÒ FINO A 150 ANNI» ]]></title>
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<description><![CDATA[ «Il San Raffaele e don Verzè vogliono portare la vita media a 120 anni. Si tratta però di vita media, io e don Verzè puntiamo a vivere 30 anni di più, ad arrivare a 150 anni e mi sto convincendo che questo progetto, come tutti quelli di don Verzè, sia realizzabile». Il premier Silvio Berlusconi commenta così il progetto dell'ospedale San Raffaele che punta a portare la vita media a 120 anni. «Ai primi dell'800 la vita media era di 23 anni, ai primi del '900 di 43, oggi è di 80. L'obiettivo di don Verzè e del San Raffaele è di arrivare a una vita media di 120 anni per tutti. Con la medicina preventiva, con le cellule staminali con la giusta alimentazione e stile di vita possiamo aggiungere anni alla nostra vita e anni di qualità, questo è un progetto che vale per tutti», conclude Berlusconi.   A VERONA IL CENTRO RICERCHE PER PORTARE LA VITA A 120 ANNI Il centro per la ricerca che ha come obiettivo l'allungamento della vita dell'uomo e il suo miglioramento sorgerà a Verona, città natale di don Luigi Verzè, fondatore dell'ospedale San Raffaele, che ha lanciato il progetto, e che oggi ha compiuto 90 anni. «Io - ha detto don Verzè - mi sento ancora un bambino. Ho il capriccio di guarire tutti come Gesù. Ho il capriccio di far vivere tutte le persone, uomini e donne, almeno fino a 120 anni». Al centro, che sorgerà a Verona, lavoreranno scienziati di tutto il mondo: «gli scienziati - ha spiegato don Verzè - stanno lavorando perchè l'uomo possa vivere fino a 120 anni sano nel corpo e nella mente e in questo modo sviluppato nello spirito».   "DON VERZE' MI ASSOLVE SENZA SENTIRE I MIEI PECCATI" Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che oggi è intervenuto alla festa per i 90 anni di don Luigi Verzè, fondatore dell'ospedale San Raffaele, parlando del progetto di estendere la vita media delle persone a 120 anni, si è rivolto al sacerdote per augurargli non solo molti anni di più di vita ma l'eternità. «Se mi chiedessero qual è la caratteristica di don Luigi, senza esitazione direi la bontà. Lui pensa sempre agli altri e, pensate che quando mi confessa mi dà l'assoluzione senza neppure sentire i miei peccati perchè, conoscendomi, già li conosce. Abbiamo pensato che il peccato altro non è che fare del male agli altri». E proprio dopo aver parlato della bontà di don Verzè, Berlusconi ha aggiunto: «chissà in trent'anni cosa farai ancora. Io a don Luigi auguro l'eternità perchè se c'è uno che se la merita è proprio lui». Il presidente del Consiglio ha iniziato il suo discorso su don Verzè, ricordando il giorno in cui si sono conosciuti e il diverbio avuto in merito allo scarico delle acque del San Raffaele e del vicinissimo quartiere di Milano 2 che era in costruzione: «don Luigi mi disse che aveva Lui come alleato, io allora mi sono tirato indietro e ha vinto don Verzè». Il premier ha quindi sottolineato di avere sempre creduto nel progetto di don Verzè: «Credo - ha spiegato - di essere stato l'unico a credere da subito che il suo non sarebbe stato solo un sogno ma che sarebbe diventato una realtà. Don Luigi è una delle poche persone che riesce a trasformare i sogni in realtà. Riesce a mobilitare eserciti di persone che credono nella sua missione». Berlusconi ha quindi confessato di «nutrire un amore profondo per don Luigi. Non credo ci siano persone che potranno eguagliarlo per l'amore che lui dà agli altri e per la voglia che ha di fare stare bene tutti non solo dal punto di vista fisico, ma anche da quello spirituale».  DON VERZE': "BERLUSCONI STATISTA DI FAMA MONDIALE" Don Luigi Verzè, fondatore dell' ospedale San Raffaele, ringraziando il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per la partecipazione al suo compleanno, lo ha definito «statista di fama mondiale». «Oggi - ha esordito don Verzè - c'è anche Silvio Berlusconi che è diventato un personaggio storico, nato nella fede cristiana e ispirato alla fraternità». «A lui - ha aggiunto - rivolgo un mio elogio personale e non solo politico. Da giovane faceva il cantautore da crociera, poi è diventato un imprenditore affermatissimo, il più grande di questo Paese. Infine solo per amore, solo per amore della Patria, come posso testimoniare, è diventato uno statista di fama mondiale». Don Verzè si è quindi rivolto a Berlusconi: «costa, caro Silvio. Anch'io sono passato sulle strade e sulle scale che sanno di sale». Implicito il riferimento a momenti difficili, compreso quelli determinati dalle inchieste giudiziarie. Don Verzè si è quindi rivolto ancora a Berlusconi: «bisogna essere sempre buoni con tutti, anche con gli avversari, ma ognuno al suo posto». Infine ha ricordato gli aiuti che il premier gli concede per la realizzazione dei suoi progetti: «qualche volta gli chiedo qualche aiuto, come, per esempio, per l'ospedale dei lebbrosi nel deserto». ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 11:58:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ L'AQUILA SI MOBILITA ANCORA CARRIOLE E TRATTORI IN CENTRO ]]></title>
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<description><![CDATA[ Ritorna la mobilitazione nel centro dell'Aquila, devastato dal sisma del 6 aprile 2009. Per la quinta domenica di fila i cittadini sono tornati nella zona rossa per rivendicare la voglia di riaprire al più presto il centro storico, ma anche di partecipare attivamente alle scelte sulla ricostruzione e alla rimozione delle macerie. Ancora una volta, sono tornate le carriole in piazza Palazzo - è già la terza volta consecutiva - a smistare macerie e inerti davanti alla grande statua di Sallustio. Molti i cittadini che si sono svegliati con il messaggino rituale che in dialetto aquilano evoca proprio la statua: «ti sci rizzato? Stengo ecco da na frega d'anni ma sè non ve scendo da sto piedistallo e me ne vajo! - firmato Sallustio». Ma non solo carriole in centro, anche trattori, esibizioni, allestimenti di associazioni, trampoli e writers. Per una mobilitazione di una città che settimana dopo settimana elegge piazza Duomo, la vecchia piazza del mercato, come quartier generale della rinascita.  TRATTORI FUORI DA ZONA ROSSA Due ore e mezza di strada, da Bellante (Teramo) a bordo di un trattore e un miniescavatore, di proprietà di un consorzio agricolo abruzzese. Così, lo staff di Agriservice è venuto a dare man forte ai terremotati, anche con i mezzi per rimuovere prima e meglio le macerie. «È tradizione dalle nostre parti - ha spiegato Roberto Rosati, presidente del consorzio Agriservice - che quando un agricoltore si trova in difficoltà, magari perchè il raccolto è andato male o c'è stato un incendio del fienile, gli altri si mettano insieme per aiutarlo». Rosati evoca qualcosa di simile alla tradizione sarda de «sa paradura», dove ogni pastore dona una pecora al collega che ha perso il gregge. «Qui in difficoltà c'è una città - ha aggiunto - per questo abbiamo voluto dare il nostro contributo». Ma i trattori sono rimasti bloccati alla villa Comunale, ai margini della zona rossa, perchè manca l'autorizzazione e lo staff di Agriservice ha potuto dare il proprio aiuto alla causa delle carriole solo con pale e secchi. ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 11:14:00 GMT </pubDate>
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<title><![CDATA[ DONNA INVESTITA DA METRÒ: MILANO, VIVA PER MIRACOLO ]]></title>
<link>http://www.leggo.it/articolo.php?id=51592&amp;sez=CRONACA</link>
<description><![CDATA[ Una donna è stata investita da un treno delle linea metropolitana 2, la verde, in galleria alla fermata della stazione Centrale di Milano. L'episodio si è verificato alle 11,05: al momento i sanitari sono sul posto per prestare le prime cure. Non è chiaro se la persona abbia tentato il suicidio, il fatto non è accaduto sulla banchina, o se invece fosse una persona in stato confusionale riuscita a non farsi vedere dalle telecamere mentre entrava nel corridoio pedonale di sicurezza del tunnel. L'Atm ha bloccato la circolazione dei treni fra le fermate di Caiazzo e Garibaldi, attivando linee di autobus sostitutivi. La donna investita da un treno della metropolitana è rimasta miracolosamente viva: è stata infatti centrata solo sulla parte sinistra del corpo riportando una frattura della rotula e una ferita lacero-contusa al volto, all'altezza della fossa occipitale. È stata trasportata, sveglia, all'Isituto Humanitas. Da quanto si appreso, la donna, di 62 anni, residente nell'hinterland milanese soffre da tempo di crisi depressive. La metropolitana sarà nuovamente operativa - ora il tratto bloccato si è ridotto al percorso fra le stazioni di Garibaldi e Lambrate - in tempi brevi. ]]></description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 11:04:00 GMT </pubDate>
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