«Rimasto solo, scelgo  di morire in Svizzera»  La tragedia di Bertocco

«Rimasto solo, scelgo di morire in Svizzera» La tragedia di Bertocco

«Avrei voluto che fosse il mio paese, l'Italia, a garantirmi la possibilità di morire dignitosamente, senza dolore, accompagnato con serenità per quanto possibile». Loris Bertocco, 59 anni, originario di Fiesso D'Artico, città metropolitana di Venezia, paralizzato in seguito a un incidente dall'età di 18 anni e cieco dall'età di 38, ha spiegato, in un lungo memoriale, le ragioni della scelta di suicidio assistito, portato a termine due giorni fa in Svizzera. «Mi è difficile immaginare il resto della mia vita in modo minimamente soddisfacente, essendo la sofferenza fisica e il dolore diventati per me insostenibili e la non autosufficienza diventata per me insopportabile. Sono arrivato quindi ad immaginare l'accompagnamento alla morte volontaria, che è il frutto di una lunghissima riflessione». Bertocco ha sottolineato pure i problemi economici e di essersi battuto per anni per un'assistenza adeguata. «Sono convinto che se avessi potuto usufruire di assistenza adeguata avrei vissuto meglio la mia vita, soprattutto questi ultimi anni, e forse avrei magari rinviato di un po' la scelta di mettere volontariamente fine alle mie sofferenze. Ora è arrivato il momento».
Il suo caso fa ancora discutere le forze politiche sul tema del biotestamento. Marco Cappato tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, invita il Parlamento ad «approvare la legge sul testamento biologico prima della fine della legislatura». (V. Arn.)

Venerdì 13 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 05:00
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