Migranti, altolà europeo ai visti

Migranti, altolà europeo ai visti

Alessandra Severini
L'ipotesi che l'Italia conceda visti temporanei di protezione umanitaria, per permettere ai migranti sbarcati di varcare le frontiere e recarsi in altri paesi europei, viene bruscamente stoppata dall'Europa. Bruxelles fa notare, infatti, che il Piano d'azione della Commissione Ue del 4 luglio prevede che l'Italia deve fare uso di restrizioni di residenza e alla libera circolazione ed evitare di fornire documenti di viaggio ai richiedenti asilo per prevenire movimenti secondari di migrazione tra i Paesi Ue. Insomma, i migranti devono rimanere sul territorio del Paese in cui sono sbarcati.
L'emergenza immigrazione mette in luce tutta la debolezza e le fratture dell'Unione europea. L'ipotesi dei visti temporanei aveva già sollevato la dura presa di posizione del ministro degli Interni austriaco Wolfgang Sobotka, che l'aveva definita «inaccettabile». Vienna ha annunciato che, nel caso di concessione dei visti, introdurrà «subito i controlli al Brennero». In realtà al valico di migranti finora se ne sono visti ben pochi. La barriera annunciata non c'è, anche se le autorità austriache assicurano che «si può alzare in 24 ore».
A spazzare via ogni timore comunque è intervenuto il ministro dell'Interno Angelino Alfano che ha smentito che l'Italia abbia allo studio il «rilascio di 200mila visti temporanei». Un appello ad agire per affrontare l'emergenza migranti è venuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha invitato a lavorare affinchè il Mediterraneo torni luogo «di legame e di civiltà» e non di «sofferenze e di morte».
Intanto in Parlamento non si ferma la polemica sullo ius soli. Il premier Gentiloni ha rinviato il testo all'autunno ritenendo che non ci siano, attualmente, le condizioni per approvarlo. Ma non è detto che, finita l'estate, le cose cambino. Il centrodestra infatti annuncia fin da ora barricate. «Se ci riprovano, blocchiamo le Camere» avverte il leader della Lega Matteo Salvini. Mdp accusa invece il Pd di «essersi piegato alle destre». «Tenteremo il tutto per tutto - assicurano gli uomini vicini a Matteo Renzi -. l'ultima chance è votare il testo senza modifiche a settembre».
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Martedì 18 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 05:00
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