Mario Landi

Winnie the Pooh, l'orsacchiotto di pezza frutto della fantasia dello scrittore britannico A.A. Milne, sarebbe contro i valori socialisti in Cina. La censura di Pechino, nel week-end, ha rimosso dai social alcuni commenti e immagini dell'orso di pezza per presunti riferimenti derisori nei confronti del presidente della Cina, Xi Jinping.
È dal 2013 che i netizen cinesi ironizzano sulla presunta somiglianza tra l'orso reso celebre dal cartone animato della Disney e il loro presidente. Una foto di Xi Jinping insieme a Barack Obama nel corso di un vertice in California aveva a molti ricordato quella di Winnie the Pooh a fianco di Tigro. Così ora non esce alcun risultato cercando sulla più popolare piattaforma cinese di microblog, Weibo, il nome di Winnie the Pooh e del presidente Xi Jinping.
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Martedì 18 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 05:00
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