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Giuliano Andreozzi

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Martedì 20 Giugno 2017, 05:00

Dovevano scomparire, ma il no al referendum costituzionale del dicembre scorso le ha mantenute in vita. Tuttavia, oggi, le Province lamentano l'impossibilità di assicurare, a causa della scarsità di risorse, i servizi di loro competenza. In particolare, dice il presidente dell'Unione delle province italiane, Achille Variati, «i servizi che non possono più essere svolti saranno chiusi. Non possiamo essere noi a prenderci colpe delle scelte sbagliate di Governo e Parlamento che non hanno voluto assicurare con la manovra le risorse necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini». Dal 2013 al 2016 le entrate delle Province sono scese del 43% e la spesa complessiva si è quasi dimezzata. Così gli enti non riescono ad assicurare la manutenzione di 130mila km di strade e quella di circa 5.100 edifici scolastici, frequentati da 2 milioni e mezzo di studenti. Per rispondere al grido di allarme, il Governo ha messo a disposizione nella manovrina 180 milioni di euro, considerati però dalle Province, «del tutto inadeguati».
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