QUOTE LATTE, L'UE INDAGA SULL'ITALIA:
"UN MESE DI TEMPO". LEGA SOTTO ACCUSA
BRUXELLES - Lega sotto accusa, dopo la decisione della Commissione europea di aprire nei confronti dell'Italia una procedura di indagine per verificare, se la proroga di sei mesi, concessa il 31 dicembre 2010 agli allevatori italiani, per il pagamento delle multe sul latte, può configurarsi come un aiuto illegale. Decisione che era stato voluta fortemente dalla Lega Nord. Così, 27 anni dopo la creazione del sistema delle quote latte in Europa, l'Italia viene nuovamente 'bacchettatà da Bruxelles. E questo mentre si intravvede la fine del sistema, che terminerà, in base alla decisione presa, il 31 marzo 2015. Non si tratta - spiegano esperti della Commissione Ue - di una procedura di infrazione, ma dell'avvio di un'indagine formale nell'ambito delle regole per gli aiuti di stato in agricoltura, con tempi di procedura relativamente rapidi. E, se la proroga dovesse essere giudicata illegale, dovranno essere i produttori a pagare il costo della proroga. L'Italia ha un mese di tempo per rispondere, ma intanto fioccano le critiche. Per l'eurodeputato del Pd Andrea Cozzolino, «si tratta dell'ennesimo guaio lasciato dalla Lega sulle spalle di tutti gli italiani». Gli fa eco Enrico Farinone, vicepresidente della commissione affari europei che accusa «il precedente governo di aver agevolato, contro la legge, un manipolo di allevatori protetti dalla Lega». Contro critiche e rilievi getta acqua sul fuoco Francesco Enrico Speroni, capodelegazione della Lega Nord al Parlamento europeo secondo cui l'intervento Ue rappresenta «solo un aspetto marginale della questione». E all'Ansa, che lo ha interpellato telefonicamente dice: «mi pare una cosa quasi normale». Ben altra reazione quella del mondo agricolo e cooperativo: dalla Coldiretti alla Confagricoltura, dalla Cia alla Fedagri-Confcoooperative, si sottolinea «il segnale forte che viene dall'Europa» in favore degli allevatori che hanno pagato le multe. Bruxelles non sembra quindi disposta a chiudere un occhio sulla proroga, anche se la misura riguarda una minoranza ristretta di allevatori. Il costo della proroga - scrive - «è imputato su una dotazione di 5 milioni di euro, destinata a fini diversi». Numerosi i dubbi sollevati da Bruxelles. In particolare, dice la Commissione Ue, la proroga comporta «una violazione» dell'accordo al Consiglio dei ministri ecofin, nel 2003, dove in via eccezionale si permise all'Italia di farsi carico della multe accumulate - in miliardi di lire - dagli allevatori il 1996 e il 2001, permettendo poi ai produttori di estinguere il debito in 14 anni senza pagare interessi.

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