MOODY'S DECLASSA L'ITALIA.
AD ATENE È CAOS -FOTO/VIDEO
TAG : bombe, carta, molotov, grecia, parlamento
FOTOGALLERY : Gli scontri ad Atene
ROMA - Il giorno dopo, Atene si risveglia ferita e sgomenta. Un bollettino di guerra che parla di 68 agenti e 70 dimostranti rimasti feriti negli scontri, per i quali sono stati effettuati 137 tra arresti e fermi. I Black Bloc - tra i 500 e i 700, secondo la polizia - hanno approfittato della protesta popolare per ingaggiare una battaglia violentissima con la polizia a colpi di sassi, bombe artigianali e molotov. E la capitale è sfigurata, con danni definiti «terribili, irreparabili» dal sindaco Giorgos Kaminis: diversi i palazzi distrutti, 48 i focolai di incendio in altrettanti negozi e uffici, spenti dopo ore dai vigili del fuoco.
La politica, dopo il drammatico voto del Parlamento sul nuovo piano di austerità, cerca di mettere ordine nel caotico puzzle ellenico. Il governo di Lucas Papademos ha annunciato «elezioni anticipate in aprile». Una notizia che rimette in movimento il mondo politico greco, tra rimescolamenti e fratture inedite. Domenica 43 deputati di Pasok (socialisti) e Nea Dimokratia (centro-destra) che avevano votato No contravvenendo alle direttive di partito, sono stati espulsi.
Papademos potrebbe, in queste ultime settimane cruciali del suo governo, ritrovarsi senza una maggioranza. Possibile, dunque, un rimpasto che consenta al governo di tirare avanti fino a marzo.
Domani, i ministri delle Finanze dell’Ue devono prendere una decisione sul prestito da 130 miliardi euro che dovrebbe salvare la Grecia dal tracollo economico. Per far tornare i conti e ad arrivare ad un rapporto deficit/pil del 120% entro il 2020, Atene deve tagliare 3,3 miliardi di euro quest’anno. E ha bisogno dei 130 miliardi di aiuti europei entro il 20 marzo, quando andranno in scadenza 14,5 miliardi di bond.
MOODY'S. Italia bocciata. Moody’s ha declassato il nostro Paese da A2 ad A3, con outlook negativo. Ieri il via libera di Atene al piano anti-crisi voluto dall’Ue non ha galvanizzato le Borse europee. Dopo l’iniziale entusiasmo, nei mercati prevale la cautela: Londra sale solo dello 0,91%, Parigi guadagna lo 0,34% e Milano lo +0,05%. Entro domani Atene deve trovare 325 milioni in tagli alla spesa pubblica, ratificare l’impegno ad applicare il piano, e finalizzare l’accordo con i creditori privati. Se Atene avrà soddisfatto le richieste, l’Eurogruppo potrà valutare il via libera agli aiuti da 130 miliardi.
Tutto ciò - spiegano gli analisti dell'agenzia - «peserà sulla già fragile fiducia dei mercati». Ci sono poi le incertezze legate sia alla situazione economica italiana che è in via di deterioramento, come quelle sulla situazione dei conti pubblici, a partire dall'elevatissimo livello del debito pubblico. Infine - sottolinea Moody's, c'è un «rischio significativo», quello che il governo italiano non riesca a centrare gli obiettivi di risanamento a causa della «marcata debolezza strutturale dell'economia del Paese». L'outlook negativo viene spiegato con un possibile peggioramento della situazione economica e finanziaria in Italia a seguuito di un ulteriore deterioramento della crisi del debito nell'Eurozona.
CAOS AD ATENE. Non c'è davvero un attimo di respiro per la Grecia. Non erano passate che poche ore dal drammatico voto in Parlamento sul pacchetto austerità, contornato da violenze senza precedenti in piazza, che il portavoce del governo di Lucas Papademos annunciava: «elezioni anticipate in aprile». Una notizia in parte già prevista, ma che rimette in rapido movimento il mondo politico greco, tra rimescolamenti e fratture inedite. Ieri 43 deputati di Pasok (socialisti) e Nea Dimokratia (centro-destra) che avevano votato No contravvenendo alle direttive di partito, sono stati espulsi. Papademos potrebbe, in queste ultime settimane cruciali del suo governo, ritrovarsi senza una maggioranza. Il che rafforza le voci di un rimpasto, che permetta la tenuta fino alla fine di marzo. Pantelis Kapsis, il portavoce dell'esecutivo, non ha precisato una data, limitandosi a dire che «questo governo ha ancora un mese, un mese e mezzo di lavoro davanti a s‚. Completeremo il lavoro a marzo e le elezioni si faranno in aprile». Kapsis ha quindi precisato che la ristrutturazione del debito della Grecia che coinvolge i creditori privati sarà completata a marzo, un mese prima delle elezioni politiche. spiegando ai giornalisti che lo «swap del debito sarà concluso a marzo». Antonis Samaras, leader di ND, aveva detto ai suoi deputati che il voto di ieri apriva la strada alle elezioni in aprile, dove Nea Dimokratia vuole fare il pieno di voti, vista la debacle dei socialisti nei sondaggi (gli ultimi li danno all'8%). Da mesi Samaras premeva per il voto anticipato. Ma la strada da oggi alle urne non è priva di incertezze: Papademos e il suo debole esecutivo devono far fronte alla promessa di trovare risparmi per altri 325 milioni entro mercoledì (parte dei 3,3 miliardi di economie promessi), nonché offrire una garanzia scritta dai leader dei maggiori partiti che, chiunque vinca le elezioni, le misure concordate verranno attuate. Tra due giorni, mercoledì appunto, i ministri delle Finanze dell'Ue devono prendere una decisione sul prestito da 130 miliardi euro che dovrebbe salvare la Grecia dal tracollo economico, e chiedono più certezze e meno promesse. Non è una strada senza rischi, visto che i partiti hanno perso pezzi importanti in parlamento. Il Pasok, che dopo la vittoria del 2009 aveva la maggioranza assoluta dei 300 seggi dell'assemblea. La notte scorsa, dopo la cacciata di 22 esponenti ribelli, si ritrova con 131 seggi. Nea Dimokratia ha perso 21 parlamentari sugli 83 che aveva nella drammatica notte del voto. Il bipolarismo greco, durato per anni, è di fatto colato a picco poco dopo la mezzanotte. «Siamo in una situazione politica inedita», ha detto all'Ansa uno stretto consigliere del leader socialista Giorgos Papandreou, «Nessuno sa esattamente cosa succederà». Da non sottovalutare poi, il forte malcontento dei greci. Le proteste non sono finite, probabilmente. Mercoledì il sindacato del settore privato Gsee deciderà che strategia attuare. Dall'Europa c'Š soddisfazione ma cautela per il voto del Parlamento greco. La cancelliera tedesca Angela Merkel, forse il personaggio più detestato dai greci, ha definito il voto «un passo molto importante», ma ha insistito che non ci devono essere cambiamenti nel programma di austerità. Il voto in parlamento è solo una delle condizioni che l'Eurogruppo ha posto alla Grecia prima di sbloccare gli aiuti e «sono fiducioso che le altre, tra cui i 325 milioni mancanti, saranno rispettate prima della riunione» del prossimo Eurogruppo mercoledì, ha invece commentato il commissario Ue agli affari economici e monetari Olli Rehn. «La correzione degli squilibri e il ritorno a conti pubblici sostenibili sono condizioni inevitabili, la Ue resta vicino ai cittadini greci, e le autorità devono ora assicurare il ritorno del Paese alla crescita», ha aggiunto.

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