L'ESPERTO: "L'IMPORTANTE È CHE IL CUORE
DEL MADE IN ITALY RESTI IN ITALIA"

Martedì 14 Febbraio 2012 - 05:46
di Isabella Pascucci

L'INTERVISTA.
Costantino Ruggiero
, ex direttore generale di Confindustria Ancma, il rischio della dispersione del made in Italy è reale?
«Credo sia inevitabile in un mondo globalizzato che si creino situazioni in cui il capitale azionario passi parzialmente o totalmente da un paese all’altro. Non lo vedo come un evento drammatico, anche se può essere apparentemente spiacevole: viviamo in un mondo in cui economia e finanza non hanno confini».
Cosa deve restare in Italia?
«Il cuore e la mente, ossia la progettazione e il design: il made in Italy è difendibilissimo se lo stabilimento e la produzione delle parti essenziali rimangono in Italia. E questo anche se i soldi e i proprietari sono all’estero. Si dice che l’Italia non attiri sufficienti investimenti: quindi che capitali stranieri affluiscano sulle aziende italiane è decisamente positivo».
Alcuni esempi?
«La Benelli venduta ai cinesi che l’hanno salvata e alcune aziende che delocalizzandosi si sono slavate, come la Piaggio che ha investito in Vietnam e in altre nazioni, sebbene i capitali siano italiani». (I.Pas./ass)