BORSE TIEPIDE DOPO GLI AIUTI ALLA GRECIA.
PIAZZA AFFARI -0,08%, SPREAD A 347 PUNTI
MILANO - Reazione tiepida, da parte delle principali borse europee (Stxe 600 -0,51%), all'accordo sulla Grecia. Dopo Asia e Pacifico, anche il Vecchio Continente guarda con una certa diffidenza alla decisione presa dall'Eurogruppo di concedere altri 130 miliardi di euro di aiuti ad Atene, mentre Wall Street mostra un pò più di entusiasmo. Il timore, diffuso sui mercati, è che gli impegni presi dal governo Venizelos possano venire disattesi dall'esecutivo che uscirà dopo le elezioni del prossimo aprile. Contro ogni sorpresa, però, l'Eurogruppo ha preso le contromisure decidendo l'erogazione del nuovo piano di aiuti in due anni, fino al 2014. Peraltro la Grecia è di fatto commissariata con una vigilanza permanente della troika Ue-Bce-Fmi. «Abbiamo assistito a forti guadagni la scorsa settimana sulle attese il piano di salvataggio», ha spiegato alla Bloomberg una manager della Raymond James Asset Management International. «Ora abbiamo bisogno di ulteriori buone notizie economiche per un nuova spinta», ha aggiunto. La seduta non ha così offerto grandi spunti, con Milano piatta in chiusura (Ftse Mib -0,08%) e Parigi, Londra e Francoforte tutte con perdite contenute tra lo 0,21% e lo 0,58%. Sotto pressione, invece, Atene (-5,2%), con le vendite che hanno piegato National Bank of Greece (-9,4%). Lo spread Btp-Bund si è ridotto, invece, a 347 punti base con il rendimento del Btp a 10 anni al 5,43%. Il differenziale tra Bonos spagnoli e Bund viaggia sui 315 punti base e quello tra Francia e Germania a 104 punti. La giornata ha poi dato buon fiato alla Spagna: sono stati collocati titoli di Stato a 3 e 6 mesi per complessivi 2,5 miliardi, l'importo massimo previsto, registrando un forte calo dei rendimenti. Per la tranche a 3 mesi (1,74 mld) il rendimento medio è sceso allo 0,396% dall'1,285% dell'asta del 24 gennaio. Sul fronte macro, anche per oggi non ci sono dati macro di rilievo. Negli Stati Uniti il dato sull'attività economica della Fed di Chicago a gennaio si è attestato a 0,22 punti dai 0,54 di dicembre. Domani negli Usa è previsto il dato sulla vendita delle case esistenti di gennaio, mentre in Europa arriveranno le indicazioni dalle Pmi preliminari di febbraio del comparto manifatturiero e dei servizi.
L'ACCORDO PER LA GRECIA L'accordo per assicurare la sostenibilità del debito greco parte dal presupposto che la Grecia consolidi i conti e torni ad un avanzo primario nel 2013, faccia le privatizzazioni e applichi le riforme della troika. Di seguito i punti principali dell'accordo che ha dato il via libera ai 130 miliardi di euro di aiuti.
DEBITO GIÙ CON NUOVI AIUTI. Con la contribuzione del settore privato e pubblico il rapporto debito/pil della Grecia, oggi al 160%, arriverà al 120,5% nel 2020, ovvero una soglia giudicata «sostenibile» che sblocca gli aiuti. I 130 miliardi di euro saranno versati entro il 2014, e saranno distribuiti tramite l'Efsf, in attesa che il Fmi decida a marzo sulla sua parte che l'Eurozona spera sarà significativa e che la Germania dà per ora a 13 miliardi. Dei 130 miliardi, 30 andranno ai creditori privati come 'incentivò ('sweeteners') a partecipare al programma di 'swap' dei titoli, 23 miliardi alla ricapitalizzazione delle banche, 35 miliardi finanzieranno il riacquisto del debito. Quasi nulla andrà all'economia reale.
TROIKA PERMANENTE AD ATENE. È essenziale, per l'Eurozona, che la Grecia sia monitorata ed assistita a livello tecnico durante tutto lo svolgimento del programma di tagli e riforme, per questo Ue-Bce-Fmi si installeranno in modo permanente nel Paese. Inoltre, per essere sicuri che Atene non sia insolvente sulle sue future emissioni, metterà gli interessi su un conto bloccato monitorato sempre dalla troika.
BCE, FMI E BANCHE NAZIONALI. Anche la Banca centrale parteciperà al piano di aiuti distribuendo alle banche centrali nazionali i profitti sui bond greci nel suo portafoglio, a loro volta le banche centrali li verseranno agli Stati dell'Eurozona che hanno acconsentito a versarli alla Grecia nell'ambito del piano di riduzione del suo debito. E anche le stesse banche centrali che detengono bond greci rinunceranno fino al 2020 ai profitti, per cederli alla Grecia ed alleviare il suo debito dell'1,8%.
HAIRCUT DEI PRIVATI. L'accordo con i privati (Psi) prevede un 'haircut' o taglio nominale del 53,5% sui titoli in portafoglio, che saranno scambiati (swap) con titoli a più lunga scadenza e che avranno una cedola del 3% fino al 2014, 3,75% fino al 2020 e 4,3% dopo il 2020. Lo swap dei titoli sarà completato entro il 12 marzo, è volontario, ma l'Eurozona si aspetta una partecipazione vicina al 90%. E la Grecia può introdurre una legge che lo renderebbe obbligatorio, qualora la partecipazione fosse insufficiente.
ANCHE STATI PARTECIPANO A PERDITE. Gli Stati dell'Eurozona hanno acconsentito ad abbassare in modo retroattivo gli interessi sui prestiti concessi ad Atene nel 2010, nell'ambito del primo programma. Questa mossa consentirà di ottenere 1,4 miliardi di euro che andranno a tagliare il debito ellenico del 2,8%.

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