BORSE, MILANO CHIUDE IN RIALZO: +1,07%.
SPREAD IN NETTO CALO, BENZINA RECORD

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Lunedì 20 Febbraio 2012 - 19:39

MILANO - Aspettare ormai non preoccupa più i mercati che, in attesa di una decisione finale sul debito greco, si sono mossi in terreno positivo: solide le Borse, bene l'euro, ancora meglio i titoli di Stato dei Paesi finora sotto l'attacco della speculazione, Italia in testa. Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco decennale ha infatti archiviato la prima seduta della settimana in netto calo a 351,8 punti contro i 365 di venerdì, e il rendimento del prodotto a 10 anni è sceso al 5,48%, il livello più basso da inizio ottobre. E continua ad accorciarsi lo scarto con la Spagna: il differenziale tra gli omologhi titoli di Roma e Madrid si è ristretto a 32 punti, dopo essere sceso nel corso della seduta fino a quota 28. Dall'Eurogruppo di Bruxelles i segnali sono incerti, anche con duelli a distanza. «La Grecia arriva con tutte le richieste per ottenere gli aiuti soddisfatte», dice il ministro ellenico delle Finanze, Evangelos Venizelos. Ma l'Olanda, ad esempio, vuole «più rassicurazioni da Atene» sul secondo programma di aiuti, ribatte il ministro dell'Economia Jan De Jager prima della riunione decisiva. Ma anche il mercato valutario pensa che una soluzione sia a portata di mano: nelle quotazioni di riferimento dell'euro rilevate dalla Bce, quella contro il dollaro Usa ha chiuso a quota 1,3266, ben sopra il livello di 1,31 dell'ultima seduta della scorsa settimana. E la moneta unica europea è forte anche contro lo yen, con cui scambia a 105,47. Su questo versante ha fatto bene anche la decisione della People Bank of China, la banca centrale cinese, che a partire dal 24 febbraio ridurrà il coefficiente di riserve per le banche del gigante asiatico di 0,5 punti percentuali, una mossa che serve a rafforzare la liquidità e a sostenere il tasso di crescita di Pechino per far fronte ai rischi di frenata dell'economia. Gli operatori finanziari vogliono comunque soprattutto sapere, si dice in Piazza Affari, se l'ammontare del secondo pacchetto di prestiti per la Grecia sarà aumentato per poter raggiungere l'obiettivo di un rapporto tra debito e prodotto interno lordo del 120%. In attesa di chiarimenti da Bruxelles e prive della bussola di Wall street, chiusa per festività, le Borse europee si sono mosse comunque tutte in positivo, con le sole Atene e Zurigo piatte. L'indice Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, è salito con cautela al di sotto del punto percentuale, ma alcuni listini hanno fatto decisamente meglio. È il caso di Madrid (+1,8%), con Mediaset Espana miglior titolo a elevata capitalizzazione della Borsa iberica in aumento di quasi il 4%. Ma anche Francoforte e Amsterdam hanno fatto bene (entrambe salite dell'1,4%), così come Piazza Affari, cresciuta di oltre un punto percentuale, con le banche solide.

BENZINA VERDE ALLE STELLE
È una corsa senza fine quella della benzina. Il fine settimana ha portato rincari generalizzati ai distributori, facendo sfondare alla verde, salita a 1,811 euro al litro, l'ennesimo record storico. Ma in alcune zone del Paese la situazione è ancora meno rosea: ad Ischia, per esempio, dove un litro di benzina arriva a costare 1,906 euro al litro. La punta dell'isola partenopea non è però un caso isolato, visto che, secondo le rilevazioni di Quotidiano energia e le denunce dei consumatori, anche in molte zone del Centro Italia, dove più alte sono le accise regionali, si supera ormai la soglia di 1,9 euro. A spingere i rialzi dei listini sono i prezzi internazionali di benzina e gasolio che continuano a salire (a livelli record per quanto riguarda la verde, intorno ai 630 euro per mille litri, mentre il diesel si avvicina sempre più a quota 700). Anche il prezzo del petrolio è del resto da qualche giorno in deciso rialzo, sia negli Stati Uniti, oltre i 105 dollari al barile, che a Londra, dove il Brent viaggia abbondantemente sopra i 120 dollari, ai massimi degli ultimi otto mesi. I rincari mandano in allarme le associazioni dei consumatori e persino i sindacati, che chiedono compatti un intervento del governo sulla tassazione. «La situazione è gravissima», denunciano Adusbef e Federconsumatori, calcolando che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno i rincari dei carburanti, solo in termini diretti, hanno comportato ricadute di 420 euro per la benzina, e di 480 euro per il gasolio. Le associazione chiedono quindi «di intervenire immediatamente sterilizzando la tassazione» e introducendo «l'accisa mobile», meccanismo automatico che prevede una diminuzione dell'accisa quando il costo del petrolio aumenta. Il Codacons lancia un appello al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, perchè convochi un tavolo con i protagonisti del settore, così come fa l'Adiconsum, che teme l'innestarsi di una «spirale inflazione-recessione». Scende in campo infine anche il segretario della Cisl, Raffae le Bonanni: «occorre che il Governo Monti affronti di petto la questione, sterilizzando le accise e l'iva perchè la situazione per i lavoratori e le imprese sta diventando davvero insostenibile. Il governo - attacca Bonanni - non può assistere impotente a questo continuo e insostenibile salasso per lavoratori, per le imprese e per le famiglie italiane».


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