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Virginia Raggi, primo anno da sindaca: "Mi do 7.5, stiamo cambiando il sistema"

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Virginia Raggi, primo anno da sindaca: "Mi do 7.5, stiamo cambiando il sistema"

Martedì 20 Giugno 2017, 09:09

di Paola Lo Mele
A un anno esatto dalla sua elezione a sindaca di Roma, Virginia Raggi fa un'analisi del lavoro svolto in Campidoglio, si guarda allo specchio e si assegna un voto più che discreto: sette e mezzo.   «Abbiamo in campo moltissimi progetti, abbiamo riavviato i bandi e stiamo piano piano cambiando tutto il sistema. - la motivazione - C'è ancora tantissimo da fare, la strada è sicuramente in salita, ma ci siamo e ce la mettiamo tutta». Ma l'opposizione non concorda nemmeno un po', Partito Democratico in testa. «Sette su dieci sono i romani che la bocciano! Qualcuno lo dica alla Raggi perché mi pare un po' confusa», twitta a stretto giro Alessia Morani, vice-presidente del gruppo alla Camera. E anche in Campidoglio i dem si fanno sentire: per oggi è in programma una conferenza stampa ad hoc dal titolo Un anno di Raggi non illumina Roma, ma intanto alcuni consiglieri Pd preannunciano una sonora bocciatura.   Sotto i riflettori gli iniziali problemi con le nomine della sindaca a 5 stelle ma non solo: «Raggi, la sua maggioranza sono una non classe dirigente', persone impreparate a governare. La situazione in cui versa la città è visibilmente peggiorata, perché i problemi atavici, non venendo affrontati, si sono aggravati», punta il dito Marco Palumbo. E il collega Giulio Pelonzi rincara: «Mentre aspettiamo il domani oggi la città muore. La verità è che sono incapaci di governare e si mascherano dietro le promesse: manca il riordino delle municipalizzate, c'è incertezza sui grandi progetti legati alla città...Si è perso tempo sia a conoscere la macchina ma anche con il conflitto tutto interno ai 5 Stelle».  Ma la prima cittadina tira dritto e si mostra fiduciosa: «Ci stiamo mettendo alle spalle Mafia Capitale e le trappole che ha lasciato per disegnare una città moderna. Siamo all'inizio di una sfida lunga cinque anni. Inutile elencare i problemi che abbiamo ereditato: un sistema dei trasporti che, passo dopo passo, stiamo provando a liberare dai debiti per renderlo efficiente; una gestione dei rifiuti che, con il piano materiali post consumo, abbiamo cominciato a cambiare; il decoro cittadino».

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