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Omicidio Varani, Marco Prato suicida in carcere: il killer ha infilato la testa in un sacchetto

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Omicidio Varani, Marco Prato suicida in carcere: il killer ha infilato la testa in un sacchetto
Marco Prato, il killer di Varani suicida in carcere. Il biglietto

Martedì 20 Giugno 2017, 08:42

di Davide Ruffolo
Il pr romano Marco Prato, autore dell'omicidio di Luca Varani dello scorso 4 marzo, si è tolto la vita. È accaduto ieri verso l'una di notte, nel carcere di Velletri dov'era detenuto in attesa di essere processato con il rito ordinario per il brutale omicidio compiuto assieme all'amico e complice Manuel Foffo (quest'ultimo già condannato in abbreviato a 30 anni)  Omicidio Varani, Marco Prato accusa Foffo: "Ha fatto tutto lui, io succube. Voleva sbarazzarsi del corpo"  Forse schiacciato dai sensi di colpa e per l'aver recentemente scoperto una grave malattia, Prato ha deciso di farla finita. Così si è recato in bagno, ha infilato la testa in un sacchetto di plastica e ha inalato il gas contenuto nella bombola che è in dotazione ai detenuti per cucinare. Di fianco al cadavere un biglietto d'addio con cui il pr romano ha spiegato le ragioni del gesto. "Su di me sono state dette tante menzogne", si legge nel foglietto in cui il ragazzo denuncia quello che ha vissuto come un vero e proprio "assedio mediatico". 
 
 

Il magistrato di turno ha disposto l'autopsia sul cadavere del giovane. L'udienza del processo a carico di Prato era prevista per domani. Omicidio per il quale il trentenne pr si era sempre professato innocente e succube dell'amico. Il legale della famiglia Varani, l'avvocato Alessandro Cassiani, ha dichiarato: "è una tragedia nella tragedia e mi riferisco al povero Luca e ai suoi genitori. Non penso che il giovane pr si sia tolto la vita per rimorso e pentimento. Da quel punto di vista nè lui nè Manuel Foffo si sono comportati bene con i genitori di Luca. Credo piuttosto che alla base del suicidio ci siano piu' fattori: fermo restando che il carcere era l'unica strada che lui e Foffo hanno meritato per la gravità del fatto loro attribuito, ritengo che abbiano pesato su Prato la lunga detenzione, l'estenuante attesa del processo che ha dovuto subire due rinvii per lo sciopero degli avvocati quando si sarebbe potuto chiudere in fretta optando per il rito abbreviato, come ha fatto l'altro imputato, e soprattutto il fatto che in udienza avrebbe deposto, su citazione della procura di Roma, lo stesso Foffo, che avrebbe scaricato sull'ex amico ogni responsabilità".   Omicidio Varani, i biglietti di Prato lasciati in hotel per i genitori: "C'è qualcosa di torbido dentro me"  Sulla vicenda è intervento anche Michele Andreano, ex difensore di Manuel Foffo, incarico revocato appena tre mesi fa, che ha dichiarato: "è una notizia tragica ma io per mesi ho mandato fax e prodotto istanze con cui avevo segnalato il rischio a cui poteva andare incontro anche Manuel Foffo. Questa vicenda riapre la questione del controllo che alcuni detenuti devono necessariamente avere all'interno delle carceri. Attualmente Foffo è detenuto a Rebibbia in una struttura sorvegliata. Per Prato non so qualche fosse il regime a cui era sottoposto ma i controlli sono assolutamente necessari".​  Il giovane aveva scelto di farsi processare con il rito ordinario, mentre il complice Foffo era già stato condannato a trenta anni di carcere con l'abbreviato. Il processo nei confronti di Prato è iniziato ad aprile scorso. In carcere Prato aveva scoperto di essere sieropositivo. Continuava a professarsi innocente dicendosi succube di Foffo.  La Procura di Velletri ha aperto un fascicolo, contro ignoti, per istigazione al suicidio. I magistrati intendono, inoltre, verificare se il regime di detenzione a cui era sottoposto il pr romano, che in passato aveva già manifestato tendenze suicide, fosse quello adeguato al caso.

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2 di 2 commenti presenti
2017-06-20 14:57:35
Penso ai genitori del povero Luca e al dolore straziante nel sapere che morte atroce ha dovuto subire il loro ragazzo. Penso a Luca e a tutta la vita che aveva davanti. Non mi dispiace per il suicidio di Prato...sono dispiaciuta per questi ragazzi che si bruciano la vita ricorrendo alla sofferenza altrui per divertirsi. Andare oltre tutto ciò che è morale non può che avere questi esiti.
2017-06-20 10:27:44
non bevo e non fumo non mi piace ma rispetto chi beve e chi fuma. il rispetto altrui chiunque esso sia lo ritengo un obbligo prima morale poi di legge . ovviamente non mi drogo, non so neanche cosa sia , ma provo compassione per chi ne fa uso. è buonismo ? no. sono favorevole alla pena di morte morte , per chi consapevolmente, con atti certi , e volontariamente, causa la morte di un essere umano. vale per bombe americane,russe,coreane del nord e via di seguito. vale per gli islamici che ammazzano a caso chiunque, in nome di allah, che a me sincerante non puo fregarmene di meno. questo personaggio, poteva attendere l'esito del processo, 3 gradi e al termine se lo riteneva opportuno compiva questo gesto. ora vediamo l'altro.