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Aggressione in metro, confermati gli arresti:
i due casertani restano in carcere

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Aggressione in metro, confermati gli arresti:
i due casertani restano in carcere

Venerdì 23 Settembre 2016, 09:52

di Lorena Loiacono
Hanno pestato a sangue, riducendolo in fin di vita, un uomo solo perché aveva chiesto loro di non fumare all'interno della metropolitana.  Ieri, per i due balordi poco più che ventenni, è arrivata la convalida dell'arresto e l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentato omicidio. I due ragazzi infatti, entrambi di origini casertane e pregiudicati per spaccio e rapine, domenica pomeriggio lungo la banchina della fermata della metro B, Bologna, hanno aggredito con calci e pugni Maurizio Di Francescantonio, di 37 anni. L'uomo, sotto gli occhi della madre 60enne Elena Vazzaz, è stato massacrato riportando gravi lesioni al cranio. Un'aggressione inarrestabile a cui, purtroppo, solo la madre ha cercato di porre fine.  Nella paura generale, infatti, i passeggeri della metropolitana sono fuggiti via senza fermarsi a prestare soccorso e senza cercare di intervenire per porre fine a tanta violenza. Tanto che l'anziana donna è caduta a terra, presa a schiaffi dai due, cercando di far da scudo al figlio. I presenti, correndo fuori dalla stazione, hanno comunque allertato il personale Atac che ha allertato sia l'ambulanza del 118 sia gli agenti di polizia. Le forze dell'ordine infatti, poco dopo, sono riuscite a fermare i due aggressori rintracciandoli lungo viale XXI Aprile.  E ieri per i due casertani, R.L. Di 25 anni e S.A. Di 26 anni, accusati dalla Procura di Roma di tentato omicidio, il gip di Roma ha deciso di convalidare l'arresto. E non solo. Le indagini proseguono a tutto campo. I due ragazzi probabilmente erano in compagnia e non è chiaro che cosa stessero facendo nella Capitale. Visto che entrambi risiedono a Caserta e non avevano impegni accertati, di alcun tipo.  Al vaglio degli inquirenti anche le telecamere di sorveglianza della metropolitana, presenti nella stazione di piazza Bologna, da cui si sta cercando di far luce su altre, eventuali, responsabilità. È possibile infatti che qualcun altro abbia contribuito al pestaggio. Intanto la vittima del pestaggio, Maurizio di Francescantonio, resta ricoverato nel reparto maxillofacciale del Policlinico Umberto I dove è entrato tramite la corsa in pronto soccorso con codice giallo e in prognosi riservata per un trauma cranico, una frattura della scatola cranica ed una emorragia cerebrale. Operato dall'equipe medica del reparto ortopedico, le sue condizioni sono in lento miglioramento.

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