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Unioni civili, voto al Senato: scontro su libertà
di coscienza e rischio stop per 6 mesi

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Unioni civili, voto al Senato: scontro su libertà
di coscienza e rischio stop per 6 mesi

Mercoledì 10 Febbraio 2016, 14:48

Unioni civili al via nell'aula del Senato, dove da oggi pomeriggio si comincia a votare. E sarà subito battaglia sul voto segreto, perché Pietro Grasso dovrà dire se acconsente a mettere in votazione a scrutinio segreto la richiesta del centrodestra di tornare in commissione, affossando di fatto il ddl Cirinnà.  A palazzo Madama vanno in scena le ultime frenetiche trattative per sminare il percorso del ddl, a partire dal nodo della stepchild adoption. Ieri Anna Finocchiaro, intervenuta in aula, ha lanciato l'idea di una mozione che impegna il governo a porre in essere le iniziative necessarie a dichiarare l'utero in affitto un reato universale. Mossa concordata con lo stesso Renzi, il quale nella enews, ha espresso una «condanna» per questa pratica «che rende una donna oggetto di mercimonio». Ma ciò non sembra bastare ad Ap: infatti il capogruppo Renato Schifani, ha resistito alle richieste del suo collega del Pd Luigi Zanda di non chiedere i voti segreti su molti emendamenti. Mentre i senatori di «Idea» hanno presentato un emendamento, letto da alcuni parlamentari della maggioranza come una provocazione, che prevede di considerare in Italia privi di genitori legali i bambini nati da maternità surrogata.
 
E si svolgerà probabilmente a scrutinio segreto, come si diceva, il primo voto. Esso sarà sulla richiesta di non passaggio agli articoli (con conseguente stop dell'esame del provvedimento) avanzata da Gaetano Quagliariello, per la quale 70 senatori hanno chiesto lo scrutinio segreto. Il presidente Grasso deciderà se accogliere tale richiesta, che si basa su due precedenti. E già tale decisione sarà oggetto di polemica, qualunque essa sia.
 
Altra grana sono i 5.000 emendamenti della Lega, che potrebbero rallentare di sei mesi l'approvazione della legge. La scorsa settimana il Carroccio si era impegnato a ritirarne il 90% in cambio del ritiro da parte del Pd di un emendamento «super-canguro» (che fa cioè decadere centinaia di altri emendamenti) di Andrea Marcucci. Ma ieri Pd e Lega non hanno raggiunto l'accordo perchè tra gli emendamenti che il Carroccio vuole mantenere ve ne sono alcuni che sono a loro volta «canguri». Stamane nuovo incontro tra Lega e Pd e poi, alle 13, assemblea del gruppo del Pd, decisiva per mettere insieme il fronte laico e quello cattolico dei dem.

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