"Hanno inseguito Sarah e poi in un raptus l'hanno strangolata"

I giudici: "Hanno inseguito Sarah e poi in un raptus l'hanno strangolata"

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Nuovi retroscena arrivano dalla vicenda dell'omicidio di Sarah Scazzi, la ragazzina di soli 15 anni, che scomparve il 26 agosto 2010 da Avetrana (Taranto) e venne ritrovata cadavere in un pozzo 42 giorni dopo.

Secondo i magistrati: "Sarah sapeva che Sabrina era stata rifiutata dal loro amico Ivano: le sue assassine temevano che lo raccontasse a tutti. Lo stato d’animo di Sabrina Misseri era certamente acuito dal fatto che la piccola Sarah, da Sabrina stessa ritenuta più graziosa di aspetto di lei, aveva avuto, seppure inconsapevolmente, un ‘ruolo’ nella rottura del rapporto, anche amicale, tra Sabrina e Ivano Russo, eppure continuava a intrattenere affettuosi rapporti con quest’ultimo, pur di non privarsi delle sue ‘coccole’. Era questo, per Sabrina, un intollerabile tradimento che darà origine al contrasto della sera del 25 agosto 2010".

È questo un importante passaggio del documento con il quale, nel luglio 2015, i giudici della Corte d’assise d’appello di Taranto hanno confermato la condanna all’ergastolo per Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano, colpevoli dell’omicidio della povera Sarah Scazzi.

Solo qualche giorno fa, però, i giudici hanno finalmente reso noto il documento, che il settimanale Giallo ci svela. Contiene le motivazioni della sentenza di condanna. Un documento di ben 1.260 pagine, con il quale i giudici di Taranto fugano ogni dubbio circa la colpevolezza delle due donne. I giudici, dunque, hanno reso noto questo importante documento dopo più di un anno dalla sentenza di condanna.

Un ritardo clamoroso che per un cavillo giuridico avrebbe presto potuto permettere a Sabrina Misseri di tornare in libertà. Questa ipotesi, temuta dalla famiglia della povera Sarah, è stata scongiurata: nel riquadro che troverete nelle pagine seguenti, infatti, l’avvocato Bocciolini ci spiegherà perché Sabrina e sua mamma Cosima rimarranno in carcere, in attesa della sentenza definitiva della Cassazione.
Mercoledì 7 Settembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 17:36
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