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Rasero, condanna a 26 anni per l'uccisione
del piccolo Alessandro: aveva solo 8 mesi -Foto

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Rasero, condanna a 26 anni per l'uccisione
del piccolo Alessandro: aveva solo 8 mesi -Foto
Giovanni Rasero

Martedì 1 Marzo 2016, 19:24

La Corte d'assise d'appello di Milano ha condannato oggi Giovanni Antonio Rasero a 26 anni di carcere per l'omicidio del piccolo Alessandro Mathas, il bimbo di soli 8 mesi morto in un appartamento di Genova Nervi nella notte tra il 15 e il 16 marzo 2010. I giudici hanno inoltre disposto il pagamento di una provvisionale di 15 mila euro per ciascuno delle due parti civili, i nonni materni. Il Pg Maria Vulpio aveva chiesto l'ergastolo.
 
  La sentenza di oggi, emessa nel processo d'appello bis, conferma quella di primo grado.
«Sono padre anch'io. Non avrei mai assunto cocaina davanti a un bambino e non avrei potuto mai fargli del male». È un passaggio delle dichiarazioni spontanee rese in aula da Giovanni Antonio Rasero, imputato a Milano nel processo d'appello bis per l'omicidio del piccolo Alessandro Mathas. Rasero prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio, aveva voluto ribadire la sua innocenza e ha di nuovo raccontato la sua versione dei fatti e ricostruito quella tragica nottata, tra il 15 e il 16 marzo 2010, in cui il bimbo di appena otto mesi, morì.  RASERO: "HO LA COSCIENZA A POSTO" «Sono sereno, ho la coscienza a posto». Lo ha detto Giovanni Antonio Rasero, il broker marittimo condannato oggi a Milano nel processo d'appello bis a 26 anni di carcere per l'omicidio del piccolo Alessandro Mathas, il bimbo ucciso a soli 8 mesi in un appartamento di Genova-Nervi tra il 15 e il 16 marzo 2010. Rasero, dopo la lettura del dispositivo, ha affermato che «naturalmente» sperava «di essere assolto». Fuori dall'aula poi si è lasciato andare a uno sfogo aggiungendo di voler arrivare fino alla Corte Europea dei diritti dell'uomo, pur di dimostrare la sua innocenza.  «Con questo - ha detto - ho affrontato quattro processi mentre lei», cioè Katerina Mathas, la madre di Alessandro con cui trascorse quella tragica notte assumendo cocaina e alcool, «dopo mezzo processo è già uscita. Allora ha ragione Berlusconi quando dice che i giudici fanno quello che vogliono». Il suo legale, Luigi Chiappero, ha ovviamente annunciato ricorso in Cassazione «sperando di ribaltare il giudizio di oggi».

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