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"No alla legge ammazza lupi": oggi la decisione sull'abbattimento

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"No alla legge ammazza lupi": oggi la decisione sull'abbattimento

Giovedì 9 Marzo 2017, 11:28

di Remo Sabatini
"No alla legge ammazza lupi!" è il grido di protesta degli animalisti che oggi affolleranno la sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri in via della Stamperia a Roma.
Oggi è la data ultima prevista dalla Conferenza Stato Regioni in merito alla controversa e dibattuta questione lupi. Gli ultimi incontri tra i rappresentanti delle Regioni e il Ministro dell'Ambiente Galletti avevano fatto segnare il passo quando, dopo le proteste del mondo ambientalista e della gente comune, molte Regioni avevano deciso di votare contro il Piano di Conservazione del Lupo che prevede l'abbattimento dei lupi in esubero. Il dissenso dal Piano era stato subito molto forte. Uno dei punti salienti era dato dal fatto che, ad oggi, non si conosce il numero esatto dei lupi che vivono sul territorio nazionale. Si va, infatti, dai 1200 ai 1800 esemplari. Come si possa pensare di "uccidere in percentale" quando non è chiaro nemmeno il numero sul quale fare riferimento è stata fin da subito una delle questioni poste sul tavolo del dibattimento. Senza contare il fatto dello strumento che si dovrebbe utilizzare per la Conservazione, le doppiette, che, a parere di molti, stona e non poco, con la salvaguardia della specie. Protetti fin dai primi anni '70, i lupi italiani sono tornati a popolare gli appennini e i boschi di mezza Italia. Animali timidi e pressoché innocui per l'uomo, lontani mille miglia dai cliché di certa cinematografia d'oltreoceano, hanno una grande colpa da farsi perdonare, almeno a giudicare dall'allarme epocale lanciato nei mesi scorsi da alcuni allevatori di bestiame, quello di dover mangiare per sopravvivere. Così, la scomparsa, reale, di qualche agnellino o di pochissimi altri capi di bestiame è stata sommata ad altre scomparse, presunte o addirittura inventate sulle quali indagano Procure come quelle abruzzesi, ha, di fatto, partorito un allarme che non si vedeva dai tempi di Cappuccetto Rosso. "Il "Ministro Pinocchio" come è stato ribattezzato Galletti dal presidente del Partito Animalista Europeo Stefano Fuccelli, vuole reintrodurre la caccia al lupo a favore delle lobby degli allevatori e degli armaioli che non aspettano altro che ricaricare le doppiette anche fuori stagione per addirittura ergersi a paladini nella difesa dell'ambiente e della biodiversità che, conclude Fuccelli, mai come oggi torna ad essere in pericolo e sotto inchiesta, come la velata ipotesi della reintroduzione dell'eutanasia per i randagi. Tutto questo è  inaccettabile e perciò oggi pomeriggio, saremo li per far sentire la nostra voce, il nostro NO". 
Tra poche ore, in via della Stamperia, sede della Conferenza Stato Regioni, andrà in scena il capitolo finale che potrebbe significare un ritorno al passato di quasi mezzo secolo oppure, come auspicato da molti, una consapevolezza nuova e vie alternative per la convivenza pacifica tra uomini e lupi. Questo sì che potrebbe essere epocale.

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