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Pensioni, "Ape" al via: le domande entro giugno. Ma c'è il rischio flop

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Pensioni, "Ape" al via: le domande entro giugno. Ma c'è il rischio flop

Lunedì 20 Marzo 2017, 20:07

Le domande per l'Ape sociale, ovvero l'anticipo pensionistico senza costi per il lavoratore in condizioni di disagio, andranno presentate entro giugno per chi matura i requisiti nel 2017. Per il 2018 la data limite di presentazione sarà nel mese di marzo. È quanto ha annunciato oggi il Governo ai sindacati nell'incontro tecnico sui decreti attuativi sull'Ape confermando la partenza dello strumento per il primo maggio.  I decreti non sono ancora pronti e i sindacati chiedono criteri meno restrittivi sia sulla data limite per le domande sia sulla continuità dei contributi versati per l'Ape per i lavori gravosi. Invece degli ultimi sei anni continuativi impegnati in questi lavori (su 36 complessivi) si chiede di neutralizzare gli eventuali periodi di disoccupazione che dovessero essere intervenuti in questi sei anni (come accade spesso per i lavoratori edili).  Per l'Ape sociale, quella senza costi per il lavoratore, si prevede una corsa alle richieste. Sono 35.000 quelli che potrebbero uscire secondo le previsioni del Governo. Sembra invece difficile che l'Ape volontaria possa prendere piede a causa degli alti costi per il lavoratore. Il Governo oggi ha confermato il calcolo sulla rata del prestito annunciato nei mesi scorsi pari al 4,5-4,7% per ogni anno di anticipo ma su una media di importo dell'85% della pensione (nel caso di tre anni di anticipo) e solo per 12 mesi (mentre la rata sulla pensione si paga su 13 mesi e per 20 anni). In pratica secondo i calcoli diffusi dopo il varo del provvedimento alla fine dell'anno scorso a fronte di un anticipo complessivo per tre anni di circa 39.300 euro se ne restituirebbero in 20 anni oltre 54.000 (208 euro netti di rata al mese su una pensione di 1.286 euro ma per 13 mesi).  Il decreto dovrebbe prevedere un tetto di importo per la richiesta di prestito dell'85% nel caso di un anticipo di tre anni rispetto alla pensione di vecchiaia, del 90% nel caso di anticipo di due anni e del 95% nel caso di anticipo di un anno. Per chiedere l'Ape volontaria bisognerà avere almeno 63 anni di età e 20 di contributi e aver maturato un importo di pensione al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo. Per l'Ape sociale resta il nodo delle platee con la richiesta dei sindacati di evitare interpretazioni restrittive come quella sulla continuità dei contributi negli ultimi sei anni di lavoro prima della richiesta dell'indennità.  L'Ape sociale può essere chiesta in via sperimentale dal primo maggio 2017 al 31 dicembre 2018 da soggetti in condizioni di disagio (disoccupati che abbiano esaurito la disoccupazione da almeno tre mesi, invalidi civili con almeno il 74% di invalidità, dipendenti che svolgono da almeno 6 anni in via continuativa un lavoro gravoso) che abbiano almeno 63 anni di età e 30 anni di anzianità contributiva (36 anni per coloro che svolgono attività difficoltose o rischiose).  Le categorie di lavoratori che potranno chiedere l'Ape sociale sono tra gli altri gli operai dell'edilizia, conduttori di gru, conduttori di mezzi pesanti e convogli ferroviari, insegnanti di scuola dell'infanzia, infermieri organizzati in turni. L'indennità, corrisposta per 12 mesi l'anno, è pari all'importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione ma non può superare l'importo massimo mensile di 1.500 euro e non è soggetta a rivalutazione. Il 23 marzo è previsto un nuovo appuntamento sia sulla seconda del confronto sia per sciogliere i nodi ancora aperti sull'Ape. 

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