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Sedicenne suicida, fu la madre a chiamare la Finanza. "Li ringrazio"

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Sedicenne suicida, fu la madre a chiamare la Finanza. "Li ringrazio"
Antonella Riccardi, madre di Giò (Seclo XIX)

Mercoledì 15 Febbraio 2017, 17:12

«Vi vogliono far credere che fumare una canna è normale, che faticare a parlarsi è normale, che andare sempre oltre è normale. Qualcuno vuol soffocarvi». Lo ha detto ai giovani la madre del ragazzo suicida durante i funerali. «Diventate protagonisti della vostra vita e cercate lo straordinario. Straordinario è mettere giù il cellulare e parlarvi occhi negli occhi. Invece di mandarvi faccine su whatsapp, straordinario è avere il coraggio di dire alla ragazza sei bella invece di nascondersi dietro a frasi preconfezionate».  «Straordinario è chiedersi aiuto proprio quando ci sembra che non ci sia via di uscita. Straordinario è avere il coraggio di dire ciò che sapete. Per mio figlio è troppo tardi ma potrebbe non esserlo per molti di voi, fatelo», ha detto la donna. «Noi genitori invece di capire che la sfida educativa non si vince da soli nell'intimità delle nostre famiglie, soprattutto quando questa diventa una confidenza per difendere una facciata, non c'è vergogna se non nel silenzio: uniamoci facciamo rete», ha aggiunto. «In queste ore ci siamo chiesti perché è successo, ma a cercare i perché ci arrovelliamo. La domanda non è perché, ma come possiamo aiutarci. Fate emergere i vostri problemi», ha detto la madre ai ragazzi.
 
 

«Un pensiero particolare va alla Guardia di Finanza. Grazie per avere ascoltato un urlo di disperazione di una madre che non poteva accettare di avere suo figlio perdersi ed ha provato con ogni mezzo di combattere la guerra contro la dipendenza prima che fosse troppo tardi», ha aggiunto la madre durante i funerali ai quali hanno partecipato finanzieri in borghese. «Non c'è colpa nè giudizio nell'imponderabile e dall'imponderabile non può che scaturire linfa buona con ancora più energia per la lotta contro il male, grazie».  «Le ultime parole sono per te, figlio mio. Perdonami per non essere stata capace di colmare quel vuoto che ti portavi dentro da lontano», ha detto rivolgendosi al figlio durante i funerali Antonella Riccardi, la madre adottiva del ragazzo suicida a Lavagna. «Voglio immaginare che lassù ad accoglierti ci sia la tua prima mamma e come in una staffetta vi passiate il testimone affinché il tuo cuore possa essere colmato in un abbraccio che ti riempia per sempre il cuore», ha aggiunto la donna che in chiesa era accompagnata dal padre adottivo del ragazzo e suo ex marito Marco Bianchi. «Fai buon viaggio piccolo mio», ha concluso la donna.   LO STRISCIONE AI FUNERALI «Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta». Recita così uno striscione appeso alla balconata della chiesa di Santo Stefano di Lavagna già strapiena dentro e fuori per il funerale del sedicenne che l'altro ieri si è tolto la vita gettandosi dalla finestra della sua abitazione mentre era in corso un controllo della Guardia di Finanza che qualche ora prima lo aveva sorpreso con della droga leggerla durante un controllo fuori dalla scuola. Tanti giovani, tanti amici della famiglia, le divise della Virtus Entella e il simbolo del gruppo folcloristico a cui il giovane apparteneva. Nei manifesti che annunciavano le esequie la famiglia ha voluto ringraziare anche la Guardia di Finanza quasi a non voler colpevolizzare i militari per quel che è successo.   Occhi lucidi e facce incredule. Un muro di persone all'ingresso della basilica di Lavagna divenuta improvvisamente piccola perché sono tante le persone che si sono strette attorno alla famiglia del giovane suicida. Sulla bara, portata a spalla in chiesa, la maglia della Virtus Entella quella con il numero 15 che indossava nel settore giovanile del club calcistico, la cosiddetta Accademy. Un altro striscione recita una frase della canzone di Francesco Guccini «Canzone per un'amica», «Voglio però ricordarti com'eri, pensare che ancora vivi..».  A celebrare le esequie Don Andrea Buffoli, cappellano della Virtus Entella. «Ai ragazzi qui presenti voglio dire due cose: parlate di voi e della vostra vita, perché vuol dire farsi volere bene ed essere accolti, non abbiate paura di farlo. E la seconda cosa è noi non siamo i nostri sbagli ma siamo le nostre cose belle. Se n'è andato in modo tragico e assurdo ma voi qui testimoniate il bene che gli avete dato e che da lui avete ricevuto. Questo amore va custodito. È stato un riferimento per tanti: era una bandiera e come tutte le bandiere per essere animate hanno bisogno di vento». Ieri il padre aveva detto: «Non sono stato un bravo padre, non ho saputo capire mio figlio».   SAVIANO: RIFLETTERE SU LEGALIZZAZIONE «Il suicidio del sedicenne di Lavagna trovato in possesso di 10 grammi di hashish ci obbliga a riflettere sulla necessità di legalizzare le droghe leggere. Sulla necessità di farlo subito e di farlo bene. Non è evidente anche per voi che il proibizionismo ha fallito e che fa più vittime delle vite che vorrebbe salvare?». Lo afferma lo scrittore Roberto Saviano, in un post su Facebook. «Il suicidio del sedicenne di Lavagna trovato in possesso di 10 grammi di hashish - premette - ci obbliga a trovare risposta a domande che forse preferiremmo non porci. Domande che io rivolgo a voi: ha più senso tracciare il fumo prima che arrivi nelle mani dei sedicenni o ha più senso punire il sedicenne consumatore? È più accettabile che un sedicenne possa acquistare fumo in un coffee-shop o da spacciatori che hanno anche altro da vendere e soprattutto hanno a che fare con un sottobosco criminale dal quale sarebbe consigliabile tenersi alla larga?».
 

«Il fumo che si spaccia davanti alle scuole, nelle discoteche, negli stadi e ovunque ci siano ragazzi è fornito dai cartelli criminali. Il problema sono loro o sono gli studenti che fumano? Si dirà: ma se non parti dal piccolo come arrivi al grande? Falso, perché il rischio è che si parta dal piccolo per fare gran numero di fermi e di perquisizioni, perché arrivare alla gestione delle basi è complicatissimo. Non sto attribuendo responsabilità personali, ma non è evidente anche a voi la sproporzione tra l'auto della Guardia di finanza, con il lampeggiante acceso, ferma sotto casa del ragazzo di Lavagna e l'assenza totale di forze dell'ordine nelle piazze di spaccio a cielo aperto delle periferie romane o napoletane, da dove presumibilmente quel fumo era arrivato? In quei luoghi, per loro stessa ammissione, Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza hanno difficoltà a entrare e a effettuare i seppur minimi controlli». 

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10 di 10 commenti presenti
2017-02-17 13:31:01
brava mammina...ora sarai contenta...
2017-02-16 19:51:19
Se fosse stato partorita dalla signora interessata non credo avrebbe chiamata le forze dell'ordine con così leggerezza....per quanto riguarda le droghe e tutte le sostanze che alterano in qualche modo l'equilibrio psico fisico sono dannevoli e chi ne fa uso è un vizioso quindi deve essere in qualche modo ripreso...
2017-02-16 12:59:48
Era stato adottato dalla Colombia, e proprio nella età adolescenziale questi ragazzi sono molto più fragili degli altri che hanno avuto la fortuna di avere la propria famiglia naturale, per 2 motivi: primo perchè sono stati adottati e secondo perchè li hanno adottati lontano dal loro paese di origine. Lo so perchè abbiamo tanti amici che hanno adottato e con la nuova Legge sono stati obbligati a fare dei corsi specifici per evitare fallimenti.
2017-02-16 10:24:24
@fabrizioalla.....ma in che mondo vivi?parli per sentito dire o cosa?via patenti?lavori utili ai drogati di canna?ma stai scherzando?le canne non hanno mai ammazzato nessuno, al contrario di droghe pesanti e alcol.....quindi?se ti fai un bicchiere di vino direi ergastolo e via a spaccare le pietre con la palla al piede?gente.....sveglia.....dice bene saviano sulle droghe! vogliamo anche parlare di paesi come l'olanda, dove è legale e non ci sono morti per le canne, meno incidenti in auto e meno criminalità?il problema non sono io che mi faccio le canne "usando la testa", magari per rilassarmi dopo una giornata di lavoro!il problema è il cocainomane al volante, l'ubriacone, l'italiano benpensante, che spara a zero sulle canne e poi torna a casa, si ubriaca e fa uso di cocaina! legalizzareeeeee!
2017-02-16 09:58:27
Condivido questo post perché si leggano e rimangano le parole della madre di questo ragazzo veramente commoventi. ....e dico a chi ha scritto l'articolo ...che quando i giornalisti la finiranno di scrivere "madre adottiva padre adottivo" quando non serve nel contesto del discorso, SARÀ SEMPRE TROPPO TARDI. .. loro sono madre e padre punto!!! Io quando mi presento a qualcuno non dico: "sono la madre adottiva di F... e S...." dico: "sono la madre di...."
2017-02-16 09:43:55
Magari fumarsi una canna non è normale ma sempre meglio di vivere col rimorso di aver causato la morte del proprio figlio. Quanta ingnoranza!
2017-02-16 08:48:05
non so quanto dormirà la mamma negli anni futuri
2017-02-15 21:52:03
una madre che accetta così tranquillamente la morte e un padre che immagina chissà quali problemi interiori di un figlio solo perchè aveva 10 miseri grammi di fumo dentro casa e l'unica "colpa" che aveva era quella di farsi un paio di canne con gli amici......Riposa in pace, Gio.....forse saresti dovuto essere TU quello che doveva parlare con i tuoi genitori per cercare di capire quali problemi avessero perchè quei due non stanno bene
2017-02-15 20:38:03
legalizzate, ok, ma via patenti e lavori in ambienti pubblici ai drogati di canne e canabinoidi in generale, via ubriaconi e drogati dalle istituzioni, ritiro patenti e porto d'armni per tutti, esami obbligatori annualmente come i libretti sanitari anche per politici, allora si va bene e se le cure sanitarie per questi individui se le pagano di tasca loro. benissimo cominciamo subito..
2017-02-15 20:34:06
Un sacco di ragazzini quando frequentavo le superiori si fumavano la canna, dopo tantissimi anni li ho reincontrati per caso, come accade a tutti, oramai hanno tutti una famiglia e figli e nessuno di loro si fa più la canna se le fuma più.