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Formaggio romeno contaminato, grave un bimbo
di 14 mesi: allarme in Toscana, Lazio e Campania

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Formaggio romeno contaminato, grave un bimbo
di 14 mesi: allarme in Toscana, Lazio e Campania

Martedì 15 Marzo 2016, 18:38

Allarme formaggio contaminato dopo che un bimbo di 14 mesi è stato ricoverato in gravi condizioni all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Secondo le prime informazioni, il piccolo soffre di un'insufficienza renale associata ad una forma di anemia. Il quadro è definito dai sanitari «grave». Il piccolo di origine romena (rpt romena e non romana) ma residente nell'area fiorentina, ricoverato da alcuni giorni, è tuttora sotto trattamento. Il prodotto che potrebbe aver provocato l'intossicazione, secondo quanto si è appreso, potrebbe essere stato acquistato in uno dei negozi che vendono prodotti romeni anche in Toscana. È probabile che il prodotto sia stato comprato prima del 9 marzo quando la ditta, come riferito dall'azienda Usl, ha avviato il ritiro precauzionale dei propri prodotti.  ALLARME IN TRE REGIONI ​ I prodotti della ditta romena Bradet, uno dei quali è sospettato di essere alla base dell'intossicazio e per cui un bimbo è finito in ospedale a Firenze, sono stati distribuiti in almeno tre regioni, Lazio, Toscana e Campania. Lo comunica il ministero della Salute, secondo cui è possibile che siano arrivati anche in altre, e in via precauzionale chi li dovesse avere in casa dovrebbe restituirli. «Attraverso il sistema di allerta RASFF è stata pubblicata la NEWS 16-811 riguardante il ritiro volontario per misura precauzionale di diversi alimenti a base di latte prodotti dalla ditta SC BRADET (Romania) - afferma il comunicato -. Tale informazione è stata diramata in relazione a casi di Sindrome Emolitico Uremica (SEU) associati ad infezione da Escherichia Coli O26:H11 avvenuti in Romania. I prodotti ritirati sono stati distribuiti in alcuni Paesi europei tra cui l'Italia». Il Ministero della Salute, prosegue la nota, ha avvisato gli Assessorati alla Sanità delle Regioni coinvolte nelle liste di distribuzione che coinvolgono Lazio, Toscana e Campania. Non si escludono successive distribuzioni in altre regioni. «In data odierna - si legge -, la Regione Toscana, a seguito delle verifiche effettuate dalla ASL di Pistoia, ha comunicato un caso di probabile Sindrome Emolitico Uremica, clinicamente diagnosticata, in un bambino di 14 mesi ricoverato presso l'Ospedale Mayer di Firenze. In base alle informazioni disponibili, il bambino avrebbe consumato unformaggio a pasta molle della summenzionata ditta rumena. La USL3 della Toscana ha effettuato un comunicato stampa per informare i cittadini. In attesa di ulteriori accertamenti analitici, e a scopo precauzionale, si invita chi avesse acquistato i prodotti della ditta rumena BRADET indicati in allegato a non consumarli e a riconsegnarli all'esercizio dove sono stati acquistati». 
COLDIRETTI: IMPORT RADDOPPIATO DALLA ROMANIA «Subito obbligatoria l'indicazione di origine in etichetta di tutti i formaggi, ma anche l'indicazione delle loro caratteristiche specifiche a partire dai sottoprodotti». La chiede a gran voce Tulio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana, dopo che un bambino di 14 mesi è stato ricoverato all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze per un caso di probabile sindrome emolitico-uremica, provocata da escherichia coli, collegata forse all'uso di un formaggio romeno. Dopo l'episodio l'Azienda Usl Toscana centro ha diffuso un avviso in cui invita «chiunque sia in possesso di prodotti a base di latte della ditta Sc Bradet s.r.l. a non consumarli e riconsegnarli al più presto all'esercizio dove sono stati acquistati». «Non è un caso - spiega Coldiretti - che l'89 % dei consumatori ritiene che la mancanza di etichettatura di origine possa essere ingannevole per i prodotti lattiero caseari, secondo la consultazione pubblica on line sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche Agricole che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf dal novembre 2014 a marzo 2015».   «Nel 2015 sono raddoppiati gli arrivi in Italia di formaggio dalla Romania, con quasi 1,6 milioni di chilogrammi di prodotto che rappresentano il massimo storico per le importazioni di prodotti caseari dal paese dell'Est Europa. Ma non c'è solo il formaggio. Contiene materie prime straniere circa un terzo (33%) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il marchio Made in Italy, all'insaputa dei consumatori e a danno delle aziende agricole. Coldiretti chiede, da tempo, che anche le mense scolastiche e pubbliche toscane, assicurino la tracciabilità e la completa trasparenza dei prodotti servizi a tavola premiando filiera corta e biodiversità locale. »La salute dei consumatori viene prima di tutto - commenta Antonio De Concilio, direttore Coldiretti Toscana - abbiamo il diritto di conoscere esattamente la provenienza dei prodotti e dei sottoprodotti che finiscono sulle nostre tavola e di aver garantita la possibilità di scegliere se acquistare o consumare un prodotto piuttosto che un altro avendo tutti gli elementi di valutazione a disposizione. Invitiamo i comuni toscani ad un confronto per valutare, già dal prossimo anno scolastico, l'inserimento di menu a filiera corta nelle mense premiando qualità ed ecosostenibilità delle produzioni«.  CODACONS: SUBITO CONTROLLI «Subito controlli in tutta la Toscana e nel resto del paese, per verificare se siano presenti in commercio confezioni di formaggio pericolose per la salute umana». Lo chiede il Codacons, dopo il caso del bambino ricoverato a Firenze per probabile sindrome emolitico-uremica, provocata da Escherichia coli, collegata forse all'uso di un formaggio romeno a pasta molle. «Si tratta di un episodio grave che mette in gioco la sicurezza alimentare e la salute dei cittadini - afferma il presidente Carlo Rienzi -. In base al principio di precauzione le autorità sanitarie devono eseguire ispezioni in tutti gli esercizi commerciali per verificare se siano attualmente in vendita formaggi di provenienza romena potenzialmente pericolosi per i consumatori». «Una volta accertati i fatti, se saranno ravvisate responsabilità di qualsiasi tipo, il Codacons avvierà azioni risarcitorie nei confronti di tutti i soggetti responsabili di potenziali pericoli per la salute umana», conclude Rienzi.

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