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Fisco e sentenze pilotate, 13 arresti a Roma.
Indagato anche l'attore Massimo Giuliani

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Fisco e sentenze pilotate, 13 arresti a Roma.
Indagato anche l'attore Massimo Giuliani

Mercoledì 9 Marzo 2016, 14:29

La Guardia di Finanza sta eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di diversi soggetti accusati di far parte di una cricca in grado di pilotare i ricorsi tributari e far ottenere facili sgravi fiscali, dietro il pagamento di un compenso. Oltre cento uomini delle Fiamme Gialle sono impegnati in arresti e perquisizioni che riguardano, tra l'altro, anche alcuni giudici tributari.   L'operazione, denominata 'Pactum sceleris', è coordinata dalla procura di Roma che ipotizza nei confronti dei soggetti coinvolti nell'inchiesta le accuse di associazione a delinquere finalizzata alla concussione e corruzione anche in atti giudiziari.  Dalle indagini sarebbe emerso che gli arrestati avrebbero costituito una vera e propria cricca, un'organizzazione criminale in grado di garantire ai contribuenti colpiti dagli accertamenti del Fisco di uscire vittoriosi nei ricorsi presentati alle diverse Commissioni tributarie. O, ancora, di ottenere consistenti sgravi di imposte dagli uffici finanziari. Il tutto, ovviamente, avveniva dietro il pagamento agli appartenenti alla cricca di lauti compensi da parte dei contribuenti interessati. Nell'indagine sono coinvolti, oltre ad alcuni giudici tributari, anche dipendenti e pensionati dell'amministrazione finanziaria, avvocati, consulenti e commercialisti.   ANCHE UN ATTORE Tra i 22 indagati complessivi dell' inchiesta sulle sentenze pilotate delle Commissioni Tributarie figura anche l'attore Massimo Giuliani. Secondo l'accusa avrebbe versato 65 mila euro per ottenere, in appello presso la commissione regionale, il rigetto di un ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una sentenza a lui favorevole e relativa a cartelle esattoriali di diversi accertamenti tributari per un ammontare di tre milioni di euro.  Gli inquirenti collocano l'episodio tra l'ottobre 2012 ed il gennaio 2013. Dei 65 mila euro sborsati, 50 mila sarebbero andati ad Onofrio D'Onghia Di Paola ed i restanti 15 mila ai commercialisti Rossella Paoletti e Salvatore Buellis ed all'ex dipendente dell'Agenzia delle Entrate Daniele Campanile.  AVVOCATI SCRIVEVANO SENTENZE AL GIUDICE Il giudice tributario Onofrio D'Onghia Di Paola oltre ad essere particolarmente esoso si faceva scrivere le sentenze di accoglimento dei ricorsi a lui affidati dagli stessi avvocati proponenti o dall'ex moglie commercialista. La circostanza è stata riferita in una conferenza stampa alla quale erano presenti il procuratore aggiunto Francesco Caporale, i sostituti Stefano Rocco Fava e Giuseppe Deodato e finanzieri del Gruppo Frascati.  La base logistica attraverso la quale singoli contribuenti ed imprenditori potevano ottenere l'accoglimento dei propri ricorsi presso le Commissioni tributarie o sgravi degli accertamenti fiscali presso l'Agenzia delle Entrate era nello studio della commercialista Rossella Paoletti. Qui, è stato detto dagli inquirenti, tramite i contatti con D'Onghia da un lato, e quelli con Salvatore Buellis, commercialista, e Daniele Campanile, ex dell'Agenzia delle Entrate, dall'altro, si decidevano le modalità di accoglimento dei ricorsi nelle commissioni tributarie e gli sgravi relativi alle cartelle esattoriali. In tutti i casi con danno per la stessa Agenzia delle Entrate, la quale veniva condannata al pagamento delle spese di giudizio. La procura ha provveduto ad inviare le carte in proprio possesso alla Corte dei Conti per gli accertamenti di competenza.   13 ARRESTI Sono 13 le misure emesse dalla procura di Roma nei confronti della presunta cricca composta da funzionari pubblici, compresi giudici, e professionisti che nella capitale pilotava l'esito dei ricorsi tributari dietro il pagamento di compensi. In corso anche decine di perquisizioni presso l'abitazione e gli uffici degli arrestati. Il sistema messo in piedi, sostiene la Guardia di Finanza, era noto solo agli addetti ai lavori ed era così rodato da garantire ai contribuenti che si rivolgevano alla cricca il pieno successo nei ricorsi contro il Fisco. È stato un professionista a rompere il circolo vizioso: vessato dalle continue richieste, infatti, ha rivelato agli investigatori l'esistenza dell'organizzazione. Il resto lo hanno fatto le indagini dei finanzieri della compagnia di Velletri, coordinati dalla procura di Roma: è così emersa una rete di relazioni tra alcuni infedeli giudici tributari, dipendenti, anche in pensione, dell?Amministrazione Finanziaria - civile e militare -, avvocati, consulenti e commercialisti. Una rete che aveva come obiettivo quello di sterilizzare con ogni mezzo, l?attività di accertamento del Fisco. In sostanza, i contribuenti, dopo aver pagato ingenti somme di denaro o fatto regali di vario genere agli appartenenti alla cricca, ottenevano indebiti sgravi di imposte dagli uffici dell'agenzia delle entrate o riuscivano a vincere i ricorsi promossi davanti alla Commissione tributaria regionale e provinciale di Roma contro gli atti di accertamento conseguenti alle verifiche subite dal Fisco. I 13 destinatari delle misure, di cui 8 legati secondo la Gdf dal vincolo associativo, agivano all'interno degli organi di appartenenza in base a ruoli ben precisi ed all'esclusivo scopo di vanificare il lavoro di contrasto all'evasione fiscale operato dalla parte sana dell?Amministrazione Finanziaria. Il lavoro degli inquirenti prosegue ora per recuperare, da un lato, il provento dei reati e, dall'altro, rinvigorire i provvedimenti tributari indebitamente annullati dall?intromissione della cricca. I dettagli dell' operazione saaanno resi noti in una conferenza stampa del procuratore aggiunto di Roma Caporali alle 12 in Procura.  I NOMI DEGLI ARRESTATI Sono tre i giudici tributari, non membri togati, finiti in carcere nell'ambito dell'inchiesta su sentenza pilotate delle commissioni tributarie: si tratta di Luigi De Gregori, già arrestato nel 2013 e condannato a quattro anni e quattro mesi di reclusione per fatti analoghi, Onofrio D'Onghia Di Paola e Salvatore Castello. Custodia in carcere anche per Giuseppe Natola, avvocato, Rossella Paoletti e Salvatore Buellis, commercialisti, Daniele Campanile e Sandro Magistri, ex dipendenti dell'Agenzia delle Entrate, Tommaso Fuggetti, attuale funzionario dell'Erario, e Franco Iannella, finanziere.  Agli arresti domiciliari sono stati posti David De Paolis e Aldo Boccanera, commercialisti, e Alberto Bossi, dipendente della Commissione Tributaria Regionale. Le ordinanze restrittive sono state emesse dal gip Simonetta D'Alessandro su richiesta dei pm Stefano Rocco Fava e Giuseppe Deoadato. L'inchiesta prese le mosse nel 2011 in seguito alla denuncia di un commercialista al quale De Gregori aveva chiesto 15 mila euro per l'accoglimento di un ricorso. La richiesta non fu accolta ed il ricorso venne respinto. De Gregori non risponde di associazione per delinquere in quanto agiva in proprio.  

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