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“Facciamo fuori anche voi”: minacce choc della coppia killer e 45 morti sospette all'ospedale di Saronno -Guarda

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Venerdì 2 Dicembre 2016, 11:33

«Lo so che sei arrabbiata e ti senti prigioniera, e so anche che li ammazzeresti tutti. Saresti capace di farli a pezzi, per poi esporre le loro teste davanti casa come facevano gli unni. E poi andresti a sorseggiare un caffè».  Questa è solo una delle diverse intercettazioni in mano alla Procura di Busto Arsizio relative alle conversazioni tra Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga, i due amanti dell'ospedale di Saronno accusati di aver provocato la morte di almeno cinque persone tra il 2013 e il 2014. A pubblicarle è La Repubblica. Tra le vittime della presunta coppia killer ci sarebbero anche la madre e il marito di Laura, che nelle telefonate in mano ai pm chiamava ripetutamente 'bestie' ed esprimeva il desiderio di farli fuori.   
 
  Già nelle precedenti conversazioni tra i due amanti emergeva un quadro decisamente inquietante. Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga, rispettivamente infermiera e stimato medico anestesista, avevano manifestato la voglia di uccidere. Il tutto con dosi eccessive di sedativi sui pazienti. L'accusa dei pm nei confronti dei due, in particolare, è quello di aver ucciso la madre e il marito dalla Taroni, Massimo Guerra, con dosaggi letali eseguiti dopo false prescrizioni mediche, come diabeti inesistenti.  Gli inquirenti ora vogliono concentrarsi anche e soprattutto sul clima che circondava in ospedale i due amanti. Una relazione interna sottolineava come durante i turni di Cazzaniga avvenissero più morti, ma il sospetto era stato smentito considerando che essendo il medico più esperto dell'ospedale, a lui venivano affidati i casi più complicati, quasi sempre anziani in condizioni critiche.
L'importante posizione lavorativa, per Cazzaniga, sembrava essere garanzia di impunità. A denunciare ai carabinieri il caso delle morti sospette, nel giugno 2014, un'infermiera dell'ospedale che fece mettere a verbale anche le presunte minacce del medico: «Sei finita, non lavorerai mai più qui. Ti farò pagare ogni minimo errore, potrei ucciderti in qualsiasi momento».   Le intercettazioni, come già detto, riguardavano anche dei veri e propri piani di tortura. Dopo la denuncia e l'apertura dell'indagine, i due amanti cercano anche il modo per uscirne: «Chiamo Nicola, conosce i magistrati più importanti di Roma. Comunque vedrai che non ci faranno nulla: dai corpi cremati non possono risalire a niente e gli altri cadaveri dovrebbero essere riesumati. Avviso di garanzia? I corpi sono bruciati, vengano a dirmi qualcosa».  IL MEDICO: "ALLEVIAVO SOLO LE SOFFERENZE" Leonardo Cazzaniga, il medico arrestato per le morti in corsia all'ospedale di Saronno, durante il suo interrogatorio avrebbe spiegato che il somministrare farmaci serviva «per alleviare le sofferenze» dei pazienti. Ha respinto l'accusa di aver voluto uccidere qualcuno. A quanto si è saputo il suo avvocato, Enza Mollica, ha presentato una istanza di arresti domiciliari.

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