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Sfrattata a 92 anni: servono i soldi per pagare l'ospizio alla sorella 90enne

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Sfrattata a 92 anni: servono i soldi per pagare l'ospizio alla sorella 90enne

Martedì 29 Novembre 2016, 17:09

di E.B.
TRIESTE - Da quasi cinquant’anni vive in un appartamento a Trieste, dove ha convissuto con l’unico figlio e la sorella, proprietaria dell’immobile, che in realtà da 14 anni l’ha ceduto al nipote. Da quasi cinquant’anni abita in una casa che sente sua, sebbene prima appartenesse alla sorella e adesso al proprio figlio. Ma ora, a 92 anni, dovrà fare le valigie e andare in mezzo a una strada a causa della sentenza emessa dal giudice del Tribunale di Trieste. E mica solo questo: dovrà pure corrispondere alla sorella, che da ex proprietaria adesso ha solo l’usufrutto della casa, due anni di affitto arretrati: ventimila euro che la donna, che percepisce un’esigua pensione,  non ha. «Siamo di fronte a una giustizia sorda e cieca - dichiara l’avvocato Francesco Miraglia, che segue il caso - anzi, a una giustizia forte coi deboli e debole con i forti. Come si può mettere in mezzo a una strada una donna di 92 anni solo per un cavillo burocratico?»  Questa è la storia di due sorelle, molto legate tra loro, a tal punto da aver vissuto pressoché tutta la loro vita insieme, gli ultimi 45 anni nell’appartamento della minore delle due, a Trieste, che col marito dal 1968 ha ospitato anche la sorella maggiore, A.C. appunto, e suo figlio. Le due sorelle compartecipavano alle spese e alla gestione dell’appartamento, poi, è venuto a mancare il marito della proprietaria e con gli anni il figlio della sorella si è costruito la propria famiglia e se n’è andato. Le due donne hanno continuato a condividere da sole l’appartamento. Nel 2002, la sorella proprietaria ha donato la nuda proprietà della casa al nipote, mantenendo per sé l’usufrutto. Il tempo passa ancora e le sue condizioni di salute iniziano a peggiorare, a tal punto da richiedere assistenza continua e il suo ricovero, tre anni orsono, presso una casa di riposo. Di lei si occupa un amministratore di sostegno, che a un certo punto si ritrova a dover affrontare un debito di 30mila euro per il mancato pagamento delle rate dell’ospizio: d’altronde, la donna ormai novantenne, con 600 euro di pensione al mese non riesce di certo a coprire l’intera cifra. «Ed è stato a questo punto» prosegue l’avvocato Miraglia, «che l’amministratore di sostegno si è ricordato della casa donata al nipote, dentro cui continuava a vivere la sorella novantaduenne e ha presentato ricorso per ottenere da lei il pagamento di due anni di affitto, che ammontano a 20mila euro. Impensabile per la povera, anziana signora, poter pagare una cifra simile. E poi perché? Se la casa è ormai del figlio, perché non può continuare ad abitarci come sua ospite? Dopo 45 anni, inoltre, ha acquisito il diritto reale di abitazione».  La richiesta è stata accolta dal giudice della Sezione Civile del Tribunale di Trieste, che ha condannato l'anziana a pagare ventimila euro alla sorella ricoverata in casa di riposo e a sgomberare l’appartamento entro il prossimo marzo.

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1 commenti presenti
Legge italiana; forte con i deboli e debole con i forti.
Commento inviato il 2016-11-30 20:13:30 da jonlui70

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