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Bus in città, scatta il rimborso dopo un ritardo di 30 minuti

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Sabato 20 Febbraio 2016, 16:09

Arriva una stretta su corse cancellate o ritardi, a tutela dei pendolari e di quanti si muovono con i mezzi pubblici.  Il diritto al rimborso del biglietti scatta dopo 30 mezz'ora se si tratta di mezzi pubblici cittadini o dopo un'ora se si allarga il raggio a livello locale. A meno che i problemi derivino da scioperi, calamità naturali o altri eventi imprevedibili.  Così la bozza del decreto sui servizi pubblici locali, che si occupa anche di Tpl. Ciò ferma restando la normativa esistente in materia.  MULTE SALATE PER I FURBETTI E RIMBORSI PER I RITARDI Multe più salate, fino a 200 euro, contro i 'furbettì del bus che viaggiano senza aprire il portafoglio, ma anche rimborsi facili per ritardi e corse cancellate: in città si potrà chiedere indietro il prezzo del biglietto dopo mezz'ora di inutile attesa.  Il governo mette così precisi paletti, cercando dare una cornice unica al sistema del trasporto pubblico locale. Le novità sono inserite nella bozza del decreto sui servizi pubblici, anticipata dal Messaggero. Il provvedimento in circolazione, dedica un ampio focus al tpl, già nei pensieri del ministero guidato da Delrio.  D'altra parte la strada del decreto legislativo, è uno degli undici attuativi della delega Madia, consente di accelerare i tempi. Se le misure verranno confermate nel testo definitivo, 'bollinatò in gergo, per il comparto sarà una rivoluzione. Le novità del piano del governo sul tpl sono infatti tante a cominciare dalle tutele per pendolari e quanti si muovono con i mezzi pubblici.  Regole a loro difesa esistono, con una disciplina speciale per il trasporto ferroviario mentre per bus, tram e metro sono state già recepite indicazioni arrivate dall'Europa. Ora però si fa di più, norme che oggi sono quanto meno articolate vengono rese stringenti con previsioni secche e tempi abbreviati: «quando un servizio di trasporto pubblico locale subisce una cancellazione o un ritardo superiore a sessanta minuti alla partenza dal capolinea o da una fermata, ovvero di trenta minuti in ambito urbano» i passeggeri «hanno diritto al rimborso del prezzo del biglietto», fatti salvi i casi di calamità naturali, scioperi ed emergenze imprevedibili.  Ampio spazio è dedicato al contrasto all'evasione, che nel comparto porta via «400-500 milioni di risorse l'anno», spiega Massimo Roncucci, presidente dell'Asstra, l'associazione che riunisce le aziende del trasporto pubblico locale. D'altra parte in Italia, sottolinea, si registra, «un tasso medio di evasione intorno al 20%». Insomma la logica del cosiddetto 'portoghesè sembra diffusa. Ecco chi non convalida il titolo di viaggio va incontro a una sanzione da definire con legge regionale e dove la legge manca la multa «è pari a 60 volte il valore del biglietto ordinario e comunque non superiore a 200 euro».  Non solo, a differenza di oggi il biglietto va strisciato a ogni corsa, anche se si è in possesso di un abbonamento. La convalida a bordo, innescherebbe un controllo sociale tale da mettere pressione al passeggero che voglia fare il furbo. E ancora, la bozza del provvedimento dà la possibilità di potenziare i check attingendo alle guardie giurate e concedendo lo status di pubblico ufficiale a chi esegue le verifiche. Inoltre, per supportare il lavoro dei controllori il Viminale potrà mettere a disposizione la polizia giudiziaria. Si apre poi all'utilizzo dei sistemi di videosorveglianza per 'incastrarè chi si rifiuta di fornire le proprie generalità. Il capitolo sul tpl prevede anche un programma di ammodernamento dei mezzi, con, a partire dal 2018, l'esclusione di quelli più inquinanti. Non a caso il provvedimento detta le linee guida per piani di sostenibilità.  Tutto ciò forse avrà un prezzo, tanto che un articolo ad hoc si occupa di tariffe e loro rimodulazione. D'altra parte l'Asstra fa notare come il biglietto tipo italiano sia tra i più economici in Ue.
 
 

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Pubblicato da Leggo - Il sito ufficiale su Sabato 20 febbraio 2016

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