Blue Whale, altri casi nelle Marche: 13enni con tagli su gambe e braccia

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di Stefano Rispoli
ANCONA - La Blue Whale, la balena blu, il gioco social che si è sviluppato in Russia e spinge i giovani alla morte, fa rabbrividire. Ma ancor più agghiacciante è il macabro sottobosco che si diffonde nei social, fatto di inni all’autolesionismo, sfide sempre più dolorose, prove folli che si alimentano con la fragilità e l’ingenuità degli adolescenti, ma anche con la loro tendenza all’emulazione.

Il caso della ragazzina abruzzese di 16 anni, ricoverata al Salesi perché minacciava di lanciarsi da un palazzo, come ultimo step dello scioccante gioco horror, è solo la punta dell’iceberg di una realtà ben più complessa, difficile da decifrare.





Lo dimostrano due recenti casi anconetani: quello di una tredicenne che si infliggeva tagli alle braccia e alle gambe per seguire - così ha raccontato alla psicologa - i precetti di un blog; e quello di un’altra giovanissima che si sarebbe spinta a gesti punitivi per partecipare a un “gioco” sui social. Su quest’ultimo episodio è in corso un’indagine della polizia, che mantiene il più stretto riserbo e cerca di risalire ai responsabili di certi consigli potenzialmente mortali.

«Siamo in piena emergenza», sospira la psicologa Gloria Trapanese che ha trattato di persona il caso della 13enne ormai esperta della tecnica del “cut”, il taglio. Il web è invaso da siti che pubblicano immagini choc e insegnano addirittura come ci si può ferire senza rischiare danni irreparabili. Sui social, digitando hashtag come #cut, #depressed o #autolesionismo, si scopre un mondo tenebroso fatto di ragazzi e soprattutto ragazze che fanno a gara a chi si fa più del male.
Sabato 20 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 18:33
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