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Alimenti a fini medici speciali, ecco la proposta di legge per la detraibilità fiscale

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Alimenti a fini medici speciali, ecco la proposta di legge per la detraibilità fiscale

Mercoledì 19 Ottobre 2016, 13:30

E’ stata presentata ieri alla Camera dei Deputati, nel corso dell’incontro  “La nutrizione clinica per una sanità migliore. Una nuova legge a favore dei pazienti”, la proposta di legge dell’onorevole Vittoria D’Incecco (PD) che punta a favorire una corretta nutrizione clinica e a combattere la malnutrizione attraverso la detraibilità fiscale, al pari delle altre spese mediche, degli Alimenti A Fini Medici Speciali (AFMS). Il provvedimento allineerebbe l’Italia ai più importanti Paesi europei e avrebbe un onere per l’erario pari a 6,6 milioni di euro per tre anni, ampiamente compensati dal risparmio in termini di costi sociali e dai benefici forniti a moltissimi cittadini che soffrono di importanti patologie quali tumori, disturbi neurologici o ictus, malattie respiratorie, demenza.  Gli Alimenti a Fini Medici Speciali, prodotti alimentari contemplati dal Regolamento UE 609/2013, non sono ad oggi detraibili nonostante debbano essere notificati al Ministero della Salute e vengano somministrati su raccomandazione e sotto supervisione medica. Essi hanno inoltre un ruolo fondamentale nel combattere la malnutrizione per difetto (denutrizione) un aspetto troppo spesso sottovalutato, ma dalle ricadute notevoli sul sistema sanitario e sulla qualità della vita dei cittadini. Basti pensare che in Europa sono circa 33 milioni gli adulti a rischio malnutrizione con costi sociali stimati in 120 miliardi di euro, superiori a quelli dell’obesità. In Italia, una ricerca che ha coinvolto 13 ospedali di varie Regioni ha messo in luce come la prevalenza media di malnutrizione per difetto sia di quasi il 31%, con picchi più alti nei pazienti oncologici e negli anziani.  Numerosi studi confermano che un soggetto su quattro ricoverato in ospedale è a rischio malnutrizione oppure presenta già uno stato nutrizionale non ottimale. Si stima inoltre che un paziente oncologico su cinque muoia a causa della malnutrizione. Alcuni studi hanno infatti messo in luce che i pazienti malnutriti sottoposti a chemioterapia possono presentare effetti collaterali più marcati e per questo devono sospendere i trattamenti antitumorali. La malnutrizione nei pazienti oncologici si associa poi a una minore risposta al trattamento, a peggiori risultati clinici e a una scarsa qualità di vita.  Durante l’incontro è stata infine sottolineata la differenza tra gli Alimenti a Fini Medici Speciali e i semplici integratori alimentari che non sono soggetti alle stesse disposizioni. da parte del Ministero della Salute e non hanno il medesimo ruolo degli AFMS nell’ambito della nutrizione clinica.
“Sono ormai due anni che porto avanti questa battaglia per raggiungere l’obiettivo di garantire l’estensione dell’istituto della detraibilità a quelle categorie di pazienti che soffrono di patologie gravi o si trovano in una situazione particolare a causa della quale devono alimentarsi in modo diverso dagli individui sani e, quindi, necessitano di alimenti particolari quali gli Alimenti a Fini Medici Speciali, specificamente formulati per corrispondere a tali esigenze cliniche. Non è più accettabile - commenta l’Onorevole Vittoria D’Incecco, Componente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati - che gli Alimenti a Fini Medici Speciali non rientrino ancora nella categoria dei prodotti detraibili, sebbene siano somministrati su raccomandazione e sotto supervisione medica e costituiscano un insostituibile presidio terapeutico e un vero e proprio salvavita per determinate condizioni patologiche”.  “Mi auguro – conclude l’Onorevole Vittoria D’Incecco – che il Governo possa rapidamente fare propria la proposta mia e di numerosi miei colleghi che, al di là dello schieramento politico, hanno deciso di condividere questa battaglia di civiltà che si rende tanto più necessaria se si guarda da un lato alla crescente de-ospedalizzazione per numerose categorie di pazienti e dall’altro all’ingente peso che il loro acquisto ha sulle famiglie”.
“La nutrizione clinica è un ambito medico troppo spesso sottovalutato, ma che riveste invece grande importanza per il successo nel trattamento di un gran numero di pazienti,non solo nell’ambito della degenza ospedaliera ma anche a domicilio. La nutrizione clinica è una disciplina medica che si occupa infatti di prevenire e correggere le alterazioni metaboliche e nutrizionali di una condizione di malattia e giuoca quindi un ruolo fondamentale per evitare la malnutrizione per difetto, ‘una malattia nella malattia’ con cui si stima convivano 33 milioni di persone in tutta Europa con un costo sociale stimato in 120 miliardi di euro - afferma Maurizio Muscaritoli, Professore Ordinario di Medicina Interna presso l’Università “La Sapienza” di Roma - Un problema che è destinato ad assumere un peso sempre maggiore se si considera il progressivo invecchiamento della popolazione che comporta un aumento delle patologie croniche. La categoria dei malati oncologici è una delle più importanti ma non l’unica che potrebbe avere una notevole ricaduta positiva da un corretto e consapevole impiego della nutrizione clinica. E’ importante inoltre sottolineare che oggi gran parte dei fabbisogni metabolico-nutrizionali dei malati cronici non sono soddisfatti e questo ha un impatto negativo sulla spesa sanitaria perchè la malnutrizione per difetto causa riduzione delle difese immunitarie e numerosi altri problemi che possono portare a ricoveri in gran parte evitabili. Purtroppo in Italia oggi mancano standard di riferimento per i percorsi diagnostico – terapeutico – assistenziali di nutrizione clinica. A questo proposito è fondamentale il ruolo delle Società Scientifiche di nutrizione clinica e metabolismo per avviare e mantenere un dialogo costante tra le istituzioni sanitarie ed accademiche ed i professionisti del settore”. 


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