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Si sposa a 17 anni, partorisce a 18 e muore
a 19. Sul diario scriveva: "Oggi morirò"

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Si sposa a 17 anni, partorisce a 18 e muore
a 19. Sul diario scriveva: "Oggi morirò"
Saffie Johnson (Mirror)

Lunedì 14 Marzo 2016, 20:52

MANCHESTER - La teennager Saffie Johnson, di Manchester, non ha potuto nulla contro la depressione che l'ha colpita subito dopo la sua prima gravidanza. La giovane si è sposata a 17 anni, è diventata mamma a 18 ed è morta suicida a 19 anni, dopo averlo annunciato. E' successo a ottobre dello scorso anno, ma solo ora la polizia ha potuto diffondere il contenuto del suo diario.
 
  Sugli appunti che raccoglievano i suoi pensieri più profondi aveva scritto "Oggi morirò". E così si è tolta la vita in casa dopo che i suoi genitori sono uscita lasciandola sola, diventando vittima della cosiddetta depressione post partum. La ragazza è stata trovata cadavere dal fratello minore rientrato dal college e accanto al corpo un biglietto in cui ha riportato le motivazioni del suo gesto estremo. Saffie ha anche scritto una lettera da consegnare al figlio al compimento del suo diciottesimo anno di vita.   Nel corso dell'inchiesta è stato ascoltato anche il marito Daniel: "Ho cercato come meglio ho potuto di aiutarla a superare la depressione, ma la pressione di essere diventata madre così presto è stata troppo per lei".  "Saffie non ha mai detto a nessuno cosa provava e come si sentiva, non ha mai preoccupato i genitori perché voleva affrontare il problema da sola- ha proseguito l'uomo in lacrime - amava il suo bambino, ma quando lo abbiamo avuto è peggiorata. Era terribilmente paranoica e i suo sbalzi di umore sono aumentati. Credo che soffrisse di depressione post partum, ma non si è mai fatta visitare da nessun medico.   I due si sono conosciuti giovanissimi e dopo due settimane si sono sposati. Come ha raccontato il marito: "Sapeva cosa voleva dalla vita, ma il nostro rapporto ha cominciato a inclinarsi quando abbiamo avuto problemi di soldi. Ho cercato di lavorare e darle il meglio, ma lei ha tentato di togliersi la vita ogni volta che litigavamo e in cinque diverse occasioni: soffocando con cavi elettrici o bevendo candeggina. Ha anche cercato di annegarsi in bagno, ma sono entrato in tempo".
Una volta ha contattato un operatore del servizio di emergenza dicendo che aveva bisogno di aiuto, ma poi ha rinnegato tutto mostrandosi affettuosa e divertita insieme al figlio. 

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