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"Uccisa perché non ho accettato gli abusi".
La lettera choc su fb e la reazione del web

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"Uccisa perché non ho accettato gli abusi".
La lettera choc su fb e la reazione del web
Maria José Coni e Marina Menegazzo, le due turiste argentine uccise in Ecuador (Facebook)

Venerdì 4 Marzo 2016, 18:55

di Simone Pierini
Maria José Coni e Marina Menegazzo sono due giovani vittime della violenza umana. Ma oltre alla morte hanno dovuto subire l'onta dell'umiliazione successiva, essendo indicate come responsabili di quanto subito. Sono state uccise per non aver accettato abusi, in Ecuador, dove erano andate in vacanza. Due amiche argentine che si sono viste accusate di avere un abbigliamento provocante. Senza tuttavia avere la possibilità di replicare. 
 

Ma una studentessa paraguiana, Guadalupe Acosta, ha voluto regalare alle due povere ragazze questa possibilità, dando voce al loro dolore e alla loro rabbia attraverso una lettera pubblicata su facebook. A nome di Maria José e Marina (alle quali è stata dedicata una pagina facebook per richiedere giustizia) e di tutte le ragazze vittime di abusi come loro.   "Ieri mi hanno ucciso. Ho rifiutato di farmi toccare e con un bastone hanno colpito il mio cranio. Mi hanno accoltellato, lasciandomi morire dissanguata. Mi hanno avvolto in un sacco nero, sigillato col nastro adesivo e il mio corpo è stato abbandonato sulla spiaggia, dove sono stata ritrovata dopo qualche ora. Ma peggio della morte è stata l’umiliazione che ne è seguita". Ha scritto Guadalupe sul proprio profilo. Una vera e propria lettera di sfogo che prosegue rispondendo alle reazioni post mortem delle due giovani argentini.
 
 

Ayer me mataron.Me negué a que me tocaran y con un palo me reventaron el cráneo. Me metieron una cuchillada y dejaron...

Pubblicato da Guadalupe Acosta su Martedì 1 marzo 2016
  "Nessuno si è chiesto dove fosse il bastardo che aveva spezzato i miei sogni, la mia speranza, la mia vita. No, anzi, hanno cominciato a farmi domande inutili. A me, una morta, che non può parlare, non può difendersi. Che vestiti avevi addosso? Perché eri sola? Come può una donna viaggiare sola? Ti sei addentrata in una zona pericolosa, cosa ti aspettavi? Hanno messo in discussione i miei genitori per non avermi tarpato le le ali, per avermi lasciato essere indipendente, come ogni essere umano".  Infine un messaggio alle donne. "Mi dispiace non essere più qui, ma ci siete voi. E siete donne. Vi chiedo per me e per tutte le altre alle quali hanno negato vita e sogni, di alzare la voce. Lottiamo insieme, io con voi, con il mio spirito, e vi prometto che un giorno non ci saranno abbastanza sacchi per metterci tutte a tacere".  Ma la vergogna umana non si è limitata a quanto subito da Maria José e Marina. Il web ha mostrato la faccia peggiore che possa proporre.
 
 

Quiero comunicar que en las últimas horas, denunciaron mi página por supuesta violencia gráfica. Y que está red social...

Pubblicato da Guadalupe Acosta su Mercoledì 2 marzo 2016
  Il post di Guadalupe è stato segnalato a facebook come "sgradito" e le foto delle ragazze come "immagini di nudo". Il social ha respinto al mittente le accuse ma ciò non ha potuto cancellare lo sconforto per le beffa oltre la tragedia. 

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